Maltempo e mareggiata: al via i lavori di ripristino dell'arenile. Foto

pulizia dell'arenile a Senigallia 06/03/2015 - Ruspe e mezzi autorizzata al lavoro per ripristinare il litorale. Il maltempo che, da mercoledì sera a giovedì mattina si è abbattuto su Senigallia e su tutta la regione, ha infatti vanificato i lavori di pulizia dell’arenile eseguiti nei giorni scorsi.

A causa delle abbondanti precipitazioni del 5 marzo, dei fiumi ingrossati e delle forti raffiche di vento con le conseguenti mareggiate i 14 km di costa senigalliese venerdì mattina era invasa da legname ed enormi quantità di detriti.

Così la macchina comunale e la ditta che gestisce il servizio, che avevano già provveduto anche a rullare l’intero litorale per garantire la fruibilità per Pasqua, sono nuovamente al lavoro per rimuovere i detriti spiaggiati.

Le operazioni di pulizia dell’arenile rientrano nel costo dell’appalto e non prevedono quindi spese aggiuntive ma, dato che i detriti che si riversano durante le mareggiate sulla spiaggia di velluto sono rifiuti e materiali che il Misa ed il Cesano raccolgono lungo tutto il loro percorso, hanno suscitato ed aperto un ampio dibattito sulla pagina facebook dell’assessore ai lavori pubblici Maurizio Memè, che ha costantemente aggiornato i cittadini sull’avanzamento dei lavori e sull’avvio del nuovo intervento: coinvolgere o meno nei lavori e spese di pulizia tutti i Comuni nei quali i due fiumi passano.







Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2015 alle 15:48 sul giornale del 07 marzo 2015 - 1438 letture

In questo articolo si parla di attualità, maltempo, lungomare, senigallia, Sudani Alice Scarpini, mareggiata, detriti, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aglS


..... beh! se la legna non la tagli a monte te la ritrovi a valle, ovviamente. Spendi per tagliarla, spendi per rusparla. Solo che se la tagli a monte, forse i soldi sono spesi meglio perchè sono spesi in prevenzione. Ah! E visto che ci sono.... vi invito a fare una passeggiata lungo alvei dei fossi e dei nostri torrenti. Vedrete con vostro immenso piacere querce, olmi, e alberi vari vari ammantati dalla radice all'ultimo ramo più in alto da bellissima edera, micidiale succhiasangue vegetale.... Alberi destinati (lasciati) a morire, alberi che poi cadranno negli alvei dei torrenti in piena e poi raccoglieremo a valle... Quindi, cari ambientalisti politicanti di mestiere... tagliamo l'edera alla base degli alberi o tagliamo gli alberi malati e state zitti???
Consiglio alla redazione: fate un bel servizio su questa situazione degli alberi avvolti dall'edera e denunciate il fatto. Grazie.




logoEV