Cyberbullismo il progetto teatrale di Luca Pagliari in tour con la Polizia di Stato

27/02/2015 - È partita giovedi da Cagliari una suggestiva rappresentazione teatrale sul delicato tema del cyberbullismo riscuotendo un notevole successo, grazie anche alla campagna educativa itinerante di “Una vita da social” alla sua 2^ edizione. Luca Pagliari , nato a Senigallia – luogo dove vive tutt’ora – è l’autore del progetto teatrale, punta di diamante dell’intera iniziativa di sensibilizzazione.

Ancora una volta  la Polizia di Stato scende in campo, questa volta con un marchio storico, con un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre più sicura per evitare che  i gravissimi episodi  di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”, possano ripetersi.

Lo storico marchio, che deve il suo successo all’importanza di un messaggio d’amore contenuto al suo interno, sposa la campagna educativa itinerante di “Una Vita da Social” della Polizia di Stato con la rappresentazione teatrale “Like-Storie di vita online”.

L’obiettivo dello spettacolo, infatti, è quello di prevenire episodi di cyberbullismo, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”.

“Da sempre icona del messaggio d’amore - afferma Manuela Kron , Direttore Corporate Affairs del Gruppo in Italia - è lieta di essere parte attiva all’interno della campagna per sostenere il proprio messaggio  contro gli atti e le parole offensive che circolano in rete ma non solo”.

Il tour teatrale farà tappa nelle principali città italiane  –  Perugia, Torino, Roma, Firenze, Palermo, Padova, Ravenna, Bari – e arriverà il prossimo 11 marzo a Milano presso il Centro Congressi della Provincia di Milano in Viale Corridoni 16.

Lo spettacolo prende spunto da una drammatica vicenda di cronaca avvenuta a Roma il 20 novembre 2012 , quando il quattordicenne Andrea Spezzacatena, studente di liceo, si tolse la vita all’interno della propria abitazione. Solo in un secondo momento la famiglia scoprì che Andrea era stato vittima di pesanti attacchi alla sua persona tramite un social network e accusato di essere gay e conosciuto con l’appellativo “il ragazzo dai pantaloni rosa”.

Durante lo spettacolo, dedicato agli studenti delle scuole, l’autore farà capire l’importanza delle parole in tutte le sue sfumature attraverso filmati, letture, musiche e testimonianze dirette.

“Like-Storie di vita online” non lancia accuse e non intende processare alcuno – afferma Luca Pagliari , autore dello spettacolo – è impossibile stabilire quale peso abbiano avuto le frasi terribili rinvenute in varie chat, sulla scelta compiuta da Andrea. La nuda cronaca offre però spunto per avviare importanti considerazioni sul peso delle parole, sul loro valore e sulla loro potenza. Sulle nostre responsabilità, sul senso profondo della diversità.”

In occasione dello spettacolo, il marchio coinvolgerà tutti gli studenti facendoli diventare interpreti di frasi che contengano un messaggio d’amore, trasformandoli in cartigli virtuali da far vivere sui social network. Questo per dimostrare che un uso positivo della rete è fondamentale e la sensibilizzazione diventa di primaria importanza. Tramite l’hashtag #UNAPAROLAEUNBACIO da condividere sul canale Twitter Baci Perugina (@baciperugina) e la pagina Facebook Una vita da social ( www.facebook.com/unavitadasocial), i ragazzi delle scuole potranno postare le loro frasi e condividerne contenuti.

Questa ulteriore iniziativa – dichiara Antonio Apruzzese Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – vuole riprodurre i comportamenti di prevaricazione e violenza operati sulla rete e non solo, per far riflettere i ragazzi su quanto sia dirompente e drammatico per chi lo subisce. Va anche detto – continua Apruzzese - che dopo gli incontri di sensibilizzazione nelle scuole sono aumentate in maniera esponenziale le segnalazioni e le denunce da parte di minori nei confronti di altri coetanei per soprusi subiti. Ciò a significare – conclude Apruzzese - l’effetto prodotto nei ragazzi che hanno acquisito maggiore consapevolezza e coraggio nel rappresentare le proprie situazioni di disagio.

300 i casi di cyberbullismo segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2014, il doppio dell’anno precedente, 30 i minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver diffuso immagini pedopornografiche sul web, aver perseguitato, diffamato e molestato coetanei, usando i nuovi media.
 

Di seguito un prospetto riassuntivo dei dati per l’anno 2014:

 

 

 

Diffa ma-

zi one

o n-line

 

 

I n g i uri e

 

 

Minacce

 

 

M ol estie

 

F ur to di

Identi

digitale

su social

network

 

Diffus ione di materiale Pedo porno-

gr af i co

 

 

T o tal e

Den unce con vittime minorenni

 

67

 

46

 

47

 

29

 

          102

 

26

 

317

Minori denunci ati all’ A.G.

 

19

 

5

 

7

 

5

 

13

 

5

 

28

 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2015 alle 19:50 sul giornale del 28 febbraio 2015 - 635 letture

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