'A che gioco giochiamo?', l'ASP ambito 9 aderisce al progetto contro il gioco d'azzardo

A che gioco giochiamo?, il progetto regionale contro il gioco d'azzardo 27/02/2015 - Sabato 28 febbraio, dalle 16.30 alle 19.30, in piazza della Repubblica sarà presente un punto informativo sul gioco d'azzardo.


100 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana,8 miliardi di tasse. 12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate. 15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici. 5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.

Sono i numeri del gioco d’azzardo lecito che sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità. Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro. Altera i presupposti morali e sociali degli Italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità.

La Regione Marche ha finanziato un progetto denominato che promuove la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico.
L’ASP AMBITO 9 ha aderito al progetto “A che gioco giochiamo?” che realizza iniziative a livello provinciale. Si informa che Sabato 28.02.2015 dalle ore 16,30 alle ore 19,30 a Jesi in piazza della Repubblica sarà presente un punto informativo con operatori esperti.

Il comitato dei sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale 9 in data 11.12.2014 ha approvato una delibera in cui invita tutti i Comuni dell’Ambito ad aderire al manifesto dei sindaci a contrasto del gioco d’azzardo che riportiamo di seguito.



MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO I NUMERI E LE CONSEGUENZE DEL GIOCO D’AZZARDO L’ALLARME DEI SINDACI

100 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana,8 miliardi di tasse. 12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine, 6.181 locali e agenzie autorizzate. 15 milioni di giocatori abituali, 3 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici. 5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico. Sono i numeri del gioco d’azzardo lecito che sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità. Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro. Altera i presupposti morali e sociali degli Italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità. Spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata. Il gioco d’azzardo lecito è materia statale, e i Sindaci non hanno alcun potere regolativo, ispettivo, autorizzativo.

I SINDACI NON CI STANNO E REAGISCONO

Chiedono UNA NUOVA LEGGE NAZIONALE, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura;

chiedono LEGGI REGIONALI in cui siano esplicitati i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dai rischi del gioco d’azzardo, per il sostegno alle azioni degli Enti locali.

Chiedono che SIA CONSENTITO IL POTERE DI ORDINANZA DEI SINDACI per definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il PARERE PREVENTIVO e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo.

I Sindaci si organizzano in RETE consapevoli che insieme si è più forti e si può contrastare la diffusione del gioco d’azzardo.
Costruiscono RETI NEI TERRITORI con associazioni, volontari, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto.
Costruiscono RETI SOVRATERRITORIALI con le ASL e con Prefettura, Questura e Dia per monitorare, prevenire, contrastare il gioco d’azzardo e curare i giocatori patologici.

Si impegnano per la FORMAZIONE propria, degli esercenti e dei cittadini, consapevoli del ruolo insostituibile della cultura per conoscere e comprendere la portata e le conseguenze del gioco d’azzardo, costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti.

Si impegnano a UTILIZZARE TUTTI GLI STRUMENTI DISPONIBILI per esercitare tutte le attività possibili di contrasto al gioco d’azzardo.
Ritengono di poter intervenire su:
• gli STATUTI comunali
• i REGOLAMENTI (di Polizia locale, del Commercio, della Pubblicità, delle Sale gioco)
• le ORDINANZE basate sulla necessità di proteggere i più deboli e garantire la sicurezza urbana
• i CONTROLLI della Polizia locale sulle sale gioco e su coloro che le frequentano, ai fini della prevenzione nei confronti della malavita organizzata
• STRUMENTI E MODELLI OPERATIVI INFORMATICI per conoscere sempre meglio il territorio e i fenomeni che vi si manifestano





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2015 alle 18:46 sul giornale del 28 febbraio 2015 - 216 letture

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