Sacelit: fallita la Fortezza srl. Mangilardi, 'Scelta lungimirante bonificare l'area'

mangialardi e lanari 25/02/2015 - “Alla luce dell’epilogo della vicenda dire che le decisioni assunte dal Comune su un’area privata come quella della ex Sacelit sono state quanto mai lungimiranti”. Commenta così il sindaco Maurizio Mangialardi il fallimento della Fortezza slrl, la società che fa capo all’imprenditore anconetano Pietro Lanari, proprietario dell’area ex Sacelit.

Il Tribunale fallimentare di Ancona ha respinto la richiesta di concordato liquidatorio per un accumulo di debiti di circa 150 milioni di euro decretando così il fallimento dell’impresa. Un epilogo amaro che riguarda anche l’area della ex Sacelit, i cui lavori furono interrotti ormai tre anni fa.

“Ovviamente dispiace per l’imprenditore, perché Lanari è stato con noi un interlocutore serio, e per quanti avevano investito nel progetto di realizzazione di appartamenti –premette Mangilardi- tuttavia ora il quadro è più chiaro. Sappiamo ora che cambierà l’interlocutore con cui, prima o poi, dovremmo raffrontarci. Intanto dico che assai lungimirante è stata la scelta, un anno fa, di incassare le polizze fideiussorie versate al Comune per gli oneri di urbanizzazione, per sistemare l’area, ripulendola dal cantiere, demolendo la ciminiera pericolante, realizzando un parcheggio da 400 posti e completando il sottopasso di via Mamiani. Se non avessimo fatto quell’operazione oggi avremmo un’area con un cantiere impiccato”.

Il piano d'area approvato dal Comune su progetto della Fortezza, per una superficie di 5 ettari, prevedeva nell'area nord la realizzazione di un hotel a cinque stelle, 162 appartamenti e vari negozi mentre nell'area a sud un polo culturale, con un museo, un parco e una grande piazza affacciata sul mare. I 20 milioni di opere di urbanizzazione avrebbero consentito la realizzazione di rotatorie, parcheggi e collegamenti stabili tra i lungomari.

“A prescindere da chi sarà il nuovo proprietario della Sacelit, per noi resta valido il piano d'area approvato –aggiunge il primo cittadino- arriverà comunque il momento in cui ci sarà un nuovo soggetto con cui interfacciarsi e auguro che la nuova proprietà metta il Comune nelle condizioni di far ripartire il progetto di riqualificazione”.





Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2015 alle 23:55 sul giornale del 26 febbraio 2015 - 2358 letture

In questo articolo si parla di attualità, sacelit, giulia mancinelli, articolo

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Stando molto, ma molto con i piedi per terra e sulla scorta di quello che sta accadendo nelle Esecuzioni Immobiliari credo che sarà molto difficile che l'area possa essere acquistata all'asta (?) soprattutto in considerazione del progetto che vi insiste e per le opere di urbanizzazione concordate che hanno una incidenza considerevole sull'opera stessa e, di riflesso, sul prezzo di vendita degli alloggi. Spero che si trovino una o più imprese che abbiano la forza economica (solidità econocmica) per intervenire anche se credo che con questi chiari di luna nessuno vorrà metterci mano a meno di non averne un ritorno economico molto importante che comunque comporterà un ridimensionamento, a mio avviso, delle aspettative del Comune. La beneficenza non la fa più nessuno ammesso che le imprese nei tempoi passati l'abbiano fatta. Conoscendo la capacità e la competenza del Sindaco confido che possa trovare una rapida soluzione, Tribunale permettendo, per quell'area così strategica ed importante per l'immagine della nostra bella citta di Senigallia. Buon lavoro al Sig. Sindaco. Buona giornata ai lettori di Vivere Senigallia.

Commento modificato il 26 febbraio 2015

Credo anche io che visti i costi, ed il momento economico, difficilmente vedremo a breve investitori.
Non locali/italiani, almeno.
Gli oneri di urbanizzazione non contemplavano solo i servizi (acqua, luce, gas, fognature) ma pure gli accessi stradali con ponte ciclo-pedonale e ponte stradale, nonche' il collegamento tra SS16 e l'Area: per quest'ultima non disdegnerei di rivalutare alcune delle proposte presentate a suo tempo dall'ing. Paolo Landi, che prevedevano di poter utilizzare parte dello scalo ferroviario inutilizzato ex Italcementi per realizzare un nuovo e alto sottopasso che sarebbe partito dall'altezza del parcheggio di fronte alla Chiesa della Pace per sbucare all'interno del primo tratto dell'area ex Sacelit, e che sarebbe stato di certo meno impattante di quello di progetto che prevedeva una rotatoria davanti la stazione ferroviaria per derivare il traffico da nord e poi passare in zona ex Alfa Romeo.
E con l'occasione permetterei alla futura proprieta' di rivedere alcune cose da realizzare nell'area, per farne un ulteriore polo aggregativo del turismo cittadino assieme alla zona della Rotonda a Mare e, perche' no, con il nuovo progetto sull'area Ex Colonie Enel.

Vabbè!"Anche questa l'abbiamo sfangata"direi!
Per ora l'area ex-Sacelit rimane un enorme buco lasciato dal pezzo mancante di un puzzle. Quando lo vedremo finito?!?
Nel frattempo,parcheggiandocì in quei giorni "polverosi", speriamo di non doverla pagare "cara" in futuro la sosta. Ti diranno che non t'ha costretto nessuno. Sì. Ma,dato che i parcheggi,abbondano!? Scusate. Ironia sottile.
Se mi posso permette; rendere più sicuro l'attraversamento dal sottopassaggio a via Mamiani non guasterebbe. Anche con semafori pedonali. Se no, quest'estate col maggior afflusso di traffico e turisti... v'immaginte!!!
Pel resto sono d'accordo. Speriamo bene.
Buon lavoro.

N.H.m.u.

26 febbraio, 20:49
Commento sconsigliato, leggilo comunque




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