Operazione Scatole cinesi: scoperta maxi frode da 2 milioni nel senigalliese

Guardia di finanza 20/02/2015 - Maxi frode fiscale scoperta dalle Fiamme Gialle di Senigallia che ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 9 cinesi, che avevano realizzato un volume di affari ammontante complessivamente ad oltre 6 milioni di euro, senza mai corrispondere imposte al fisco.

L’operazione, denominata “Scatole cinesi”, è stata eseguita attraverso una meticolosa ricostruzione di relazioni imprenditoriali ed elaborazione di dati contabili di alcune ditte gestite da cinesi, attive nel settore tessile (confezionamento di capi di abbigliamento) ed operanti nel territorio di Senigallia, Trecastelli e Castelleone di Suasa.

Fondamentale è stato l’acume investigativo dei militari che hanno scoperto e acquisito una consistente mole di documentazione gettata in alcuni bidoni della spazzatura, pronta per essere distrutta. Le Fiamme Gialle avevano avviato l’indagine dopo aver notato che alcune delle imprese coinvolte, costituite per lo più in forma individuale, dopo circa due anni cessavano la produzione e al loro posto ne subentravano altre nuove, appositamente costituite, aventi per oggetto la stessa attività, che utilizzavano gli stessi locali aziendali e macchinari ed intrattenevano rapporti commerciali con i “vecchi” clienti e fornitori.

Da un punto di vista formale invece la gestione veniva affidata a soggetti che, in precedenza, erano stati dipendenti delle ditte chiuse. In realtà, come emerso dalle indagini, il breve ciclo di attività delle varie imprese era solo finalizzato ad evadere sistematicamente le imposte dovute, posto che non era influenzato da oggettive condizioni di crisi, mentre la loro gestione rimaneva di fatto saldamente nelle mani di un solo soggetto cinese, che curava materialmente i rapporti con i clienti, i fornitori e gli istituti di credito.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, costituiti da denaro contante, assegni, conti correnti, crediti presso terzi, 99 macchinari, 6 immobili e 4 autovetture.





Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2015 alle 15:45 sul giornale del 21 febbraio 2015 - 3941 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, guardia di finanza, articolo

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Commento modificato il 22 febbraio 2015

Onestamente sono contento che un pò alla volta si riesca a mettere fine alle tante attività pseudo-legali come questa, che oltre al danno erariale che colpisce tutti quanti indirettamente provoca anche la corsa al ribasso dei prezzi dei produttori:con la differenza che chi invece è in regola è costretto a fare lo stesso o chiudere o pagare di meno i propri lavoratori.

Sarebbe ora che i sindaci/candidati sindaco locali/ Presidenti di Province e Regioni portassero a Roma le fortissime lamentele di chi sta soccombendo dietro ai mille assurdi adempimenti e regolamentazioni per fare impresa.
Nel resto d'Europa è tutto più snello, e pure la Spagna sta uscendo più rapidamente dalla crisi meglio di noi perchè non ha tutte queste zavorre.
Altrochè Job Act!!
Sindaci, Presidenti di Provincia e di Regione, che aspettate?




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