Corinaldo: le piante bianche, si riscoprono antiche tradizioni

20/02/2015 - Il gesto della semina è antichissimo. Fino a pochi decenni fa, seminare grano, ceci, veccia, favino, cicerchia il giorno delle Sacre Ceneri assumeva un significato particolare.

Fino a quando esisteva quella che dalle nostre parti può definirsi la “civiltà mezzadrile” questi semi erano la materia del lavoro quotidiano dei contadini, ma il primo giorno di Quaresima diventavano il vocabolario con quale veniva costruita una singolare interpretazione della permanenza di Gesù nel deserto, attraverso una dialettica tra le tenebre e la luce.

La tradizione dei cosiddetti “sepolcri”, consisteva nella coltivazione di queste piante durante la Quaresima, facendole crescere al buio. Il buio a sua volta favoriva la loro colorazione biancastra e una forma inusuale. Infine venivano portate in Chiesa il giorno del Giovedì Santo, andando ad adornare l’altare dove è custodita l’Eucarestia.

A Corinaldo questa antica tradizione rivive grazie alla collaborazione di tanti: Amministrazione comunale, Parrocchia S. Pietro Apostolo, casa di riposo, centro giovanile Corilab. L’associazione Generazioni Storie Orizzonti, che promuove servizi culturali, laboratori di letture animate, iniziative a favore di giovani, educazione socio – affettiva e ambientale, ha organizzato specifici laboratori per rievocare questa usanza.

Il percorso è inserito nel progetto Memoteca, basato prevalentemente sulla valorizzazione delle narrazioni orali, sostenuto anche dalla Banca di Credito Cooperativo di Corinaldo. Il giorno delle Ceneri i bambini del Corilab e gli ospiti della casa di riposo di Corinaldo hanno rivitalizzato questa tradizione attraverso dei laboratori nei quali queste piante sono state seminate e che verranno coltivate così come è accaduto per secoli.

Grazie al supporto di Elena Morbidelli, Nicola Angeloni, Laura Biagetti, con il coordinamento di Massimo Bellucci, il laboratorio ha avuto tra i punti di forza la promozione del dialogo tra generazioni e l’avvicinamento dei bambini alla terra, intesa come insieme di tradizioni, come luogo di un passato non da venerare in modo nostalgico, ma come serbatoio di saperi pratici che col tempo stiamo smarrendo. Don Giuseppe Bartera, al termine della S. Messa delle Ceneri, ha invitato i presenti a coltivare in casa questi semi, a curarli, a farne uno stimolo per orientarci a ciò che è essenziale nelle nostre vite.

Chi vuole partecipare può farlo ritirando i semi presso la Chiesa di S. Francesco, dove, sul tavolo in fondo, sono disponibili i sacchetti. Il senso di appartenenza ad una comunità locale si basa anche su questi semplici gesti.


da Associazione Generazioni Storie Orizzonti






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2015 alle 19:36 sul giornale del 21 febbraio 2015 - 1055 letture

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