Castelleone: ordine del giorno sull'Imu Agricola

19/02/2015 - Nei giorni scorsi la Giunta Comunale di Castelleone di Suasa, in accordo con la Giunta Comunale di Corinaldo, si è espressa sulla caotica situazione generata con l’applicazione dell’IMU Agricola anche nel nostro territorio, approvando un apposito Ordine del Giorno che è stato inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, all’Assessore Regionale all’Agricoltura, ai Parlamentari Marchigiani ed al Presidente dell’Anci Marche.

E’ stato ribadito che la proroga dei versamenti concessa dal Governo è risultata insufficiente, ritenendolo mero atto dovuto e inevitabile per gli evidenti problemi di carattere attuativo.
Il differimento del termine non ha attenuato il livello di tensione sociale per una imposta che resta  inaccettabile e insostenibile.
E’ inammissibile da parte del Governo, chiedere ai Comuni di riscuotere l’IMU sui terreni agricoli per compensare, con un gettito incerto e improbabile, il taglio di 350 milioni già operato ai danni del Fondo di Solidarietà Comunale.

La soluzione tecnica dell’”accertamento convenzionale” comporterà ulteriori difficoltà per le casse del nostro comune, costretto ad accertare nel bilancio una entrata virtuale per compensare un taglio al trasferimento effettivo e reale di 47.889,60 Euro.

Il Decreto Amministrativo 6651/2014, firmato dal Presidente del TAR Lazio il 23/12/2014, aveva sospeso l’efficacia del decreto sull’IMU dei terreni ex montani, rimandando al 21 gennaio 2015, l’udienza collegiale, chiamata a confermare o meno lo stop; il Consiglio dei Ministri n. 46 del 23/01/2015, a 3 giorni dalla scadenza fissata per i pagamenti (26 gennaio), rivede l’IMU agricola per il 2015 con effetti anche per il 2014, fissando la scadenza per il versamento, a valere sull’anno 2014, per il 10 febbraio 2015, ripiombando, quindi,  nella confusione più totale un provvedimento nato nella più nebulosa e incerta applicabilità.

Con il DL n. 4 del 24/01/2015 vengono previsti i seguenti criteri di esenzione:
a) Ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati TOTALMENTE MONTANI di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT;
b) Ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art.1 del D.Lgs. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati PARZIALMENTE MONTANI di cui allo stesso elenco ISTAT.
Questa ulteriore modifica che adotta il criterio ISTAT, introduce ulteriori ingiustizie e discriminazioni e prevede che sul territorio Castelleonese, classificato come NON MONTANO, dovrebbero pagare dal 2015 (ma anche per il 2014), a questo punto, anche i Coltivatori Diretti e gli Imprenditori Agricoli Professionali.

Il Comune di Castelleone di Suasa chiede l’annullamento definitivo dell’imposta mediante il ritiro del provvedimento.
La retroattività della pretesa fiscale, l’incertezza dei criteri applicativi e gli effetti devastanti sul comune e sulla comunità, evidenzia la verosimile “illegittimità costituzionale”, l’iniquità e soprattutto l’inopportunità dell’imposta, visto che il nostro comune insiste su area svantaggiata perché fortemente esposta a fenomeni di dissesto idrogeologico.

Il settore agricolo è trainante per l’economia marchigiana e locale, l’unico a registrare incrementi occupazionali e un ulteriore inasprimento fiscale risulterebbe assolutamente inaccettabile e insostenibile.

La Giunta Comuale di Castelleone di Suasa, esprime forte dissenso nei confronti del Governo:
• che aveva promesso una revisione precisa e puntuale dei parametri su cui calibrare l’applicazione dell’Imposta;
• la palese violazione delle norme poste a tutela del contribuente in materia di irretroattività e di spazio minimo per l’attivazione di adempimenti relativi a provvedimenti impositivi;
• per la politica dei tagli lineari;
• per questo ricorso improvvisato alla decretazione d’urgenza che genera incertezza e sfiducia nella pubblica amministrazione, costringe i comuni a fare da esattori dello Stato, esponendoli a continue  contestazioni, perdita di credibilità da parte dei cittadini, oltre a privarli di capacità e azione di  programmazione.

La Giunta Comunale intera chiede:
1. il coinvolgimento fattivo dei parlamentari marchigiani per porre all’attenzione di tutti la gravissima problematica dell’introduzione dell’IMU agricola;
2. sollecita l’Anci Marche ad intraprendere azioni giurisdizionali volte all’annullamento del D.L. n. 4 del 24/01/2015;
3. chiede una azione più forte e incisiva di Anci Nazionale nei confronti del Governo su questa questione, sul ripristino del fondo di solidarietà comunale e sulla legge di stabilità, anche se approvata con voto di fiducia, necessita di misure specifiche che tengano conto delle esigenze e delle specificità dei territori.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2015 alle 18:42 sul giornale del 20 febbraio 2015 - 859 letture

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