Arcevia: al Centro San Nicola il trattamento riabilitativo breve in alcologia, pubblico e privato insieme per 'Chirone'

19/02/2015 - Il centro San Nicola di Piticchio di Arcevia apre le porte al pubblico con Chirone. Un progetto, frutto della collaborazione tra i servizi territoriali del Dipartimento di Salute Mentale (DSM) e di quello delle Dipendenze Patologiche (DDP) della Regione Marche con il Gruppo Villa Silvia di Senigallia, volto ad aiutare i pazienti più difficili a riabilitarsi dalle dipendenze, in particolare da alcol.

I costi di riabilitazione per chi è affetto da alcolismo sono il 10% ( studio passi della Ars Marche) della spesa sanitaria complessiva nella nostra regione ed è sempre più bassa l’età media di chi ne è dipendente (35 anni)- osserva Vincenzo Aliotta, fondatore del Centro San Nicola e direttore della Clinica Villa Silvia- Pertanto, per prevenire quella che potrebbe diventare una vera e propria piaga sociale, è necessario proporre soluzioni all’avanguardia”.

Va in questa direzione il progetto ‘Chirone’. Un esempio di cooperazione tra pubblico e privato all’insegna della professionalità per aiutare i pazienti ad uscire dal tunnel della dipendenza (in quanto apre le porte ai pazienti provenienti dalle strutture pubbliche) ma anche uno strumento utile per migliorare il sistema, gravando meno sulla spesa sanitaria regionale (trattamento riabilitativo breve).

Sicuramente è una proposta all’avanguardia che vanta aspetti positivi di indiscutibile valore- conferma Aliotta con l’appoggio del direttore del dipartimento di salute mentale di Senigallia Carlo Gianfelice- Innanzitutto il continuum terapeutico che il Centro San Nicola garantisce, dalla fase di disintossicazione fisica a quella della riabilitazione fino al reinserimento nel tessuto sociale sostenuto con un trattamento post residenziale. In secondo luogo la valenza della collaborazione tra il pubblico e il privato, elemento chiave per creare nuovi spazi di azione, lavoro e cura dove le strutture private possono dare un grande apporto al sistema pubblico e alleggerirne le sofferenze. Ed in terza analisi, l’importanza del segmento breve dal punto di vista economico”.

Il progetto infatti, rivolto ai cosiddetti ‘casi complessi’ ovvero adulti affetti da dipendenza da alcool (“madre di tutte le dipendenze in quanto viene associata a tutto: droga, gioco d’azzardo e sesso”-evidenzia il direttore della Clinica) e/o altra dipendenza- anche comportamentale- e/o disturbi psicopatologici, si articola in più fasi: 1- valutazione del paziente da parte dell’equipe integrata pubblico-privata con la presenza di un case manager individuato dal servizio pubblico (DSM o DDP) inviante; 2-ricovero del soggetto ritenuto idoneo a seguire il programma ‘San Nicola’ presso la struttura ‘Villa Silvia’ di Senigallia per la disintossicazione fisica (detox); 3- inserimento del soggetto presso il centro di Piticchio per un periodo di 60 giorni (2 mesi) per il trattamento residenziale; 4- definizione di un piano di trattamento post residenziale e di un piano di prevenzione alla ricaduta per la durata di 10 mesi (prevede anche un percorso di azioni terapeutiche, condivise e distribuite tra servizi pubblici-DSM e DDP- e servizio privato- equipe del San Nicola- sia a livello individuale che familiare; 5- continuazione del programma di recupero, dopo l’anno di programma ‘San Nicola’ presso i Dipartimenti Salute Mentale o Dipartimenti Dipendenze Patologiche.

Il Progetto, avviato a gennaio, che prevede un massimo di 16 posti letto (7 adulti già individuati) ed una durata complessiva di 12 mesi per un costo complessivo di attuazione pari a 594.512 euro (iva inclusa), è “sicuramente innovativo per il nostro Paese e ci permette di affrontare la dipendenza da alcool a 360 gradi, sia dal punto di vista medico che psicologico, ma- conclude il direttore Gianfelice- il problema, prima che medico, è sociale e culturale. Quando interveniamo dal punto di vista medico-sanitario il danno è già stato causato. E’ quindi la società (genitori, scuola, educatori ed amministratori) che deve muoversi ed affrontare la questione prima che sia troppo tardi”.





Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2015 alle 23:40 sul giornale del 20 febbraio 2015 - 7489 letture

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