Palazzetto Baviera: a settembre la riapertura con una mostra

palazzetto baviera senigallia 17/02/2015 - Un comitato scientifico al lavoro per la riapertura di Palazzetto Baviera. I lavori di restauro dello storico edificio, voluto nel XV secolo da Giovanni Giacomo Baviera, zio di Giovanni della Rovere, sono ormai agli sgoccioli tanto che il Comune è al lavoro per organizzare la sua ria.

L'inaugurazione del restaurato palazzetto Baviera, che rinascerà come casa-museo, è prevista per settembre. “I lavori sono ormai in fase di ultimazione e per settembre stiamo organizzando la riapertura -annuncia il sindaco Maurizio Mangialardi- un evento particolarmente atteso, che arriva dopo dieci anni dalla chiusura dello storico palazzo di piazza del Duca. Un tassello importante che viene recuperato nel cuore del centro storico che completa la cosiddetta cittadella dei saperi composta anche da Palazzo del Duca, dalla Rocca Roveresca e dalla parte retrostante il Foro Annonario”.

I lavori, finanziati con i Fondi Fas, recentemente sbloccati, sono stati finalizzati ad un recupero di Palazzetto Baviera per adibirlo in casa museo, destinata ad ospitare stabilmente eventi espositivi. “Il Comitato Scientifico ha delineato un progetto per l'allestimento della casa-museo con un primo evento espositivo da realizzare a settembre, contestualmente alla riconsegna alla città del prezioso edificio -spiega Mangialardi- gli eventi espositivi che palazzetto Baviera può ospitare sono quelli sulla falsariga di quanto avvenuto con le mostre La Luce e il Mistero, La Grazie e la Luce del Perugino e Lacrime di smalto. L'evento in programma per settembre avrà per oggetto una mostra dedicata a tutti gli oggetti, dunque mobili e opere d'arte, appartenute alla famiglia Baviera e della Rovere, già custodite all'interno dell'edificio ed ora restaurate”.

Il Comitato Scientifico, nominato nel luglio scorso dalla giunta, è composto oltre che dal sindaco Mangialardi e dall'assessore alla cultura Stefano Schiavoni, da Gabriele Barucca, Alessandro Marchi e Claudia Caldari della Soprintendenza di Urbino per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche, Alfredo Bellandi, docente di Museologia all’Università di Perugia, Silvia Blasio, docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Perugia, Stefano Gizzi, soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle Marche, Eros Gregorini, responsabile Ufficio Cultura del Comune, Direttore Soprintendenza di Urbino per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche, Paolo Mirti, dirigente del Comune, mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo della Diocesi di Senigallia, Claudio Paolinelli, docente di Storia della Ceramica all’Università di Urbino, Pier Domenico Pasquini, delegato Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici e Rosaria Valazzi, soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici delle Marche.

Nel dettaglio, il restyling dell'edificio prevede al piano terra, accanto all'ingresso una biglietteria. Sul lato sinistro sono previsti due ambienti dedicati all'archivio storico. Attraverso il chiostro centrale, passando per un corridoio centrale, si accederà alla varie sale espositive. La nota Sala del Fico potrà essere utilizzata come piccola sala conferenze con una capienza di circa 60 posti. Al primo piano invece la punta di diamante è rappresentata dalle tre stanze affrescate dal Brandani cui si aggiungono altre sale destinate alle esposizioni. Il percorso attraverso la casa-museo inizia con l'ingresso in piazza del Duca e l'uscita su via Manzi.





Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2015 alle 23:59 sul giornale del 18 febbraio 2015 - 1737 letture

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