Arcevia: Bomprezzi, 'La vergogna dell'Imu sui terreni agricoli, il nostro caso'

Andrea Bomprezzi 06/02/2015 - L'ennesimo schiaffo dello Stato ai cittadini e agli enti locali. La vicenda tragicomica, per come è stata gestita, dell'Imu sui terreni agricoli, mi fa pensare che i funzionari del Ministero ma anche i rappresentanti del governo non abbiano nessun contatto con la realtà e che non via sia ormai più alcun rispetto verso chi vive a fatica ma con dignità su territori complessi come quello di Arcevia.

Oltre al merito, quello che infastidisce ed indigna è il metodo: non c'è stato alcun coinvolgimento né delle associazioni di categoria né degli enti locali su questa decisione, lasciate allo sbando e senza informazioni certe; non ci sono stati i tempi per discutere e per poter permettere a tutti gli interessati di organizzarsi. Norme non chiare e farraginose, criteri modificati di giorno in giorno, parlamentari che dicono una cosa e funzionari del ministero che dicono il contrario, il Tar che non decide, e via discorrendo. Le cose certe sono solo queste: i comuni ci rimettono in credibilità e anche finanziariamente; i sindaci stanno diventando esattori per lo Stato (ci hanno tagliato fondi che dovremmo recuperare con l'Imu sui terreni agricoli: impossibile!); i cittadini si trovano in balia della burocrazia, e dovranno pagare un ulteriore balzello, per molti iniquo.

Facciamo l'esempio di Arcevia: fino al 2013, i nostri cittadini non pagavano l'Imu sui terreni agricoli, in quanto considerato comune montano e quindi disagiato. Oggi, siccome è parametrato dall'Istat come comune parzialmente montano, chiunque possieda un terreno e non è coltivatore diretto (CD) o imprenditore agricolo professionale (IAP), paga l’aliquota statale di base del 7,6 per mille. Mi chiedo, dov'è l'equità? Perché un cittadino ad esempio della località Civitalba di Arcevia deve pagare e un cittadino confinante di S. Donnino (Genga) o di Coldapi (Sassoferrato) non deve pagare nulla? I terreni sono gli stessi, montani e disagiati. Ma Sassoferrato e Genga sono classificati come totalmente montani e quindi non si paga nulla. Una vergogna! Perché non hanno individuato in ogni comune, la mappatura esiste, i territori montani in modo da evitare queste ingiustizie?

Arcevia ha una parte montana dove i nostri cittadini non avrebbero dovuto pagare (fascia da Avacelli a Caudino). Ma siccome lo Stato ha fretta e ha bisogno di soldi freschi, si è scelta la via breve: nei totalmente montani non paga nessuno; nei parzialmente montani si paga. L'ultima beffa è arrivata ieri: una risoluzione del Ministero chiarisce che chi dà in affitto un terreno deve essere esso stesso CD per poter essere esentato dal pagamento.

Ancora una volta sconfessato il buon senso e i parlamentari che avevano garantito che l'interpretazione sarebbe stata a favore degli affittuari. Come rappresentante del comune di Arcevia ho fatto il possibile insieme agli altri comuni interessati per far modificare queste norme ingiuste. Devo ringraziare tutti i cittadini per la loro pazienza, e la responsabile del servizio tributi del nostro comune con cui ho condiviso un percorso di informazione ai cittadini e alle associazioni di categoria. Voglio anche chiarire che il comune di Arcevia non applicherà le sanzioni per eventuali versamenti tardivi (dopo il 10 febbraio) dell'imposta sui terreni agricoli.


da Andrea Bomprezzi
Sindaco di Arcevia



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-02-2015 alle 17:39 sul giornale del 07 febbraio 2015 - 1628 letture

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Tino Fabio

07 febbraio, 10:31
Il Partito Democratico al governo mette un'ennesima tassa patrimoniale perchè non è in grado di far tornare conti e questa lunga e compassionevole requisitoria, da parte dell'esimio Sindaco militante in quello stesso partito, è a dir poco stucchevole.
Se egli la ritiene veramente vergognosa e soprattutto vessatoria, date le circostanze che ha descritto, compia atti dimostrativi importanti come rimettare il mandato e restituire al partito la sua tessera.




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