Sacelit: Lanari getta la spugna. Mangialardi, 'Ci aspettiamo certezza sul futuro dell'area'

sacelit 05/02/2015 - “La procedura giudiziaria cui è sottoposta l'area ex Sacelit ci consentirà, almeno, di conoscere tempi e modalità per la sua rinascita”. Fa buon viso a cattiva sorte il sindaco Maurizio Mangialardi, dopo la “resa definitiva” annunciata da parte della proprietà. Amaro lo sfogo dell'imprenditore anconetano Pietro Lanari che ha dichiarato di “essersi arresto”, lasciando i suoi cantieri nelle mani del Tribunale fallimentare.

Tra le quattro grandi opere che Lanari stava portando avanti (il complesso ex Santa Cristiana a Marcelli di Numana, il Villaggio Adamo ed Eva tra Porto Recanati e Marcelli e i Cinque Camini a Potenza Picena) c'era anche l'ex Sacelit. Il blocco dei crediti da parte delle banche (dove un peso determinante ha avuto l'inchiesta su Banca Marche) e la crisi del mattone hanno costretto il costruttore a fermare i cantieri e a chiedere per le sue società l’ammissione al concordato preventivo, una sorta d'accordo con i creditori per ripianare i debiti ed evitare così il fallimento.

“Sono molto dispiaciuto per l'imprenditore e proprietario dell'area ex Sacelit perchè in lui abbiamo avuto un interlocutore serio con cui abbiamo costruito un piano d'area con notevoli benefici per la città -commenta il sindaco Maurizio Mangialardi- certamenti ci dispiace per il fallimento di quel progetto e per le difficoltà in cui versa l'impresa ma la procedura giudiziaria in corso ci consentirà di aver un orizzonte più chiaro sul futuro dell'ex Sacelit”.

L'area, acquistata da Lanari per 34 milioni di euro è stata riconosciuta, nel piano industriale accettato da Banca Marche, con un valore di 100 milioni di euro. Il piano d'area, per una superficie di 5 ettari, prevede nell'area nord la realizzazione di un hotel a cinque stelle, 162 appartamenti e vari negozi mentre nell'area a sud un polo culturale, con un museo, un parco e una grande piazza affacciata sul mare. I 20 milioni di opere di urbanizzazione avrebbero consentito la realizzazione di rotatorie, parcheggi e collegamenti stabili tra i lungomari.

“Per noi resta valido il piano d'area che è stato approvato -sottolinea Mangialardi- ci sarà un momento in cui avremo un nuovo interlocutore e spero che la banca (Banca Marche ndr) per gran parte proprietaria dell'area ci metterà nelle condizioni di far ripartire il progetto di riqualificazione. Nel frattempo, per quello che era in nostro potere, abbiamo completamente ripulito l'area, realizzato il collegamento ciclo-pedonale tra la statale e il lungomare, realizzato un parcheggio da 400 posti e abbattuto la vecchia ciminiera, ritenuta da una perizia tecnica, pericolante”.





Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2015 alle 23:30 sul giornale del 06 febbraio 2015 - 2478 letture

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Tarcisio Torreggiani

06 febbraio, 08:09
DOPO LE STUPIDAGGINI DELL'Angeloni Le Certezze su quell'area ce le devi dare tu.

Luigi Alberto Weiss

06 febbraio, 09:48
Dove sono oggi i trombettieri e i tamburini che salutarono con "gran fracasso", come direbbe il poeta, l'arrivo del famoso e importante imprenditore edile, capace di dare un nuovo volto all'ex Sacelit-Italcementi e che organizzarono i "pellegrinaggi" nella sede di un'agenzia immobiliare per ammirare il plastico del quartiere futuribile?




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