Al Musinf l'archivio Giorgio Bonomi, sabato l'incontro organizzativo

05/02/2015 - Prende concretamente il via la collaborazione tra il critico Giorgio Bonomi ed il Museo d’arte moderna e della fotografia di Senigallia, finalizzata alla formazione di un nuovo, vasto Archivio fotografico sul tema attualissimo dell’Autoritratto.

Infatti sabato 14 febbraio, alla ore 11 al Musinf  è programmato un incontro organizzativo, che verrà introdotto dal  critico Giorgio Bonomi e dal direttore del Musinf Carlo Emanuele Bugatti. A sottolineare l’importanza dell’incontro  saranno presenti l’assessore alla cultura Stefano Schiavoni, il presidente della Fondazione Senigallia, Michelangelo Guzzonato e l’editore della rivista Arte Contemporanea, Antonio D’Agostino.

Giorgio Bonomi, che è un noto critico e storico dell’arte contemporanea e della fotografia, ha fondato e dirige  la rivista “Titolo”. E’ nato a Roma nel 1946.  Si è dedicato all’arte contemporanea come critico, curatore di mostre, saggista. Ha diretto il Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia. È stato il direttore  della Fondazione Zappettini di Milano, che si occupa della pittura analitica. Ha diretto la Biennale di Scultura di Gubbio. Tra le circa duecento mostre, che ha  curato in Italia e all’estero, si ricordano quelle dedicate a Plessi, Beuys, Manzoni, Fontana, Pinelli e  le Biennali di Scultura di Gubbio. Dirige la Collana Arte Contemporanea di Rubbettino Editore, presso cui ha pubblicato il libro “Il corpo solitario, L’autoscatto nella fotografia contemporanea”. Giorgio Bonomi ha ufficialmente aderito alla proposta del prof. Bugatti, di costituire presso il museo senigalliese un archivio, che raccolga le tante  qualificate testimonianze di fotografi italiani e stranieri, individuate da Bonomi come rappresentative dell’evoluzione nei percorsi dell’autoritratto fotografico contemporaneo.

La collaborazione tra Musinf e Bonomi è maturata nel tempo  dalla fortunata esperienza della presentazione al palazzo del duca, che sono stati premessa per successivi eventi di grande richiamo in varie città italiane. “Il Corpo solitario” è un volume, che contiene un panorama illustrato di oltre 700 autori. Del libro Bonomi ha preparato una seconda edizione ancora ampliata, che spazia sugli artisti del nostro tempo, i quali attraverso  la fotografia hanno messo in pratica le modalità dell’autorappresentazione. Anche questa seconda edizione sarà presentata in anteprima a Senigallia.

Il programma di collaborazione con il Musinf prevede ora  anche che Bonomi sensibilizzi i fotografi, che ha pubblicato e sta pubblicando nei suoi volumi tematici perché inviino al Musinf le immagini che hanno prodotto nel settore  dell’ autoritratto. Foto che andranno a far parte della raccolta dell’Archivio Bonomi presso il Musinf degli artisti del nostro tempo, i quali, attraverso la fotografia, hanno messo in pratica le modalità dell’autorappresentazione, spesso evidenziando una poetica di “solitudine, che parte dal corpo come elemento primario e dalla ricerca di una rappresentazione che può essere “reale”, tragicamente data o solo ipotizzata.

Tra gli espositori a Palazzo del Duca nella mostra “Il corpo solitario” c’erano stati Emanuela Barbi, Stefania Beretta,  Isabella Bona, Maria Bruni, Marina Buratti, Maurizio Cesarini,  Marco Circhirillo, Antonio D’Agostino, Giorgio De Pinto, Moria De Zen,  Francesca Della Toffola, Luigi Di Sarro, Isabella Faldo, Rosalia Filippetti, Giovanna Gaggia, Lucia Gangheri, Debora Garritani, Werther Germondari, Milena Giacomazzi, Tea Giobbio, Libera Mazzoleni, Maria Mulas, Sabrina Muzi, Simona Palmieri, Monica Palumbo, Virginia Panichi, Elisa Pavan, Sara Pellegrini, Stella Pellegrini, Andreina Polo, Edoardo Romagnoli, Lavinia Stefanini, Alessandra Tescione, Mona Lisa Tina, Marilena Vita, Rita Vitali Rosati, Emiliano Zucchini. 

Per “autoscatto” Giorgio Bonomi intende tutte le forme possibili con cui questo può realizzarsi: dall’autoscatto vero e proprio (con il temporizzatore, con la macchina fotografica in mano, con il flessibile, con il telecomando) alla fotografia realizzata da un assistente il cui compito è meramente esecutivo. Si possono usare molte definizioni, per le realizzazioni ottenute con questa tecnica che è anche una poetica. Si tratta di definizioni come “autoritratto”, “percezione di sé”, “identità”, “allo specchio” e molte altre, per quel concetto di “autorappresentazione” che l’artista, da sempre, ha tentato. La pratica dell’autoscatto si è enormemente diffusa in tutto il mondo, soprattutto negli ultimi anni.

Nella sua mostra a Senigallia Bonomi aveva presentato un ristretto, ma significativo gruppo di artisti, in prevalenza di genere femminile. L’attualità della ricerca di Bonomi sull’autoscatto è evidente nell’odierna società, sempre più spersonalizzata e basata sull’immateriale. Si tratta di una società in cui i percorsi di riappropriazione individuale non possono che partire da se stessi e dal proprio corpo. Ciò in quanto l’autorappresentazione permette di evitare mediazioni, funzionando come specchio. Perché scegliere la metodologia dell’autorappresentazione?  Giorgio Bonomi ha spiegato che “l’autoscatto permette all’artista di unificare soggetto ed oggetto senza mediazioni e di usufruire di una completa solitudine nell’atto creativo”. A livello concettuale e metodologico infatti con l’autoscatto viene eliminata ogni interferenza esterna, positiva o negativa. Con il risultato che l’autore si trova “solitario”, ma carico di responsabilità, etiche ed estetiche.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2015 alle 15:17 sul giornale del 06 febbraio 2015 - 2443 letture

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