Vivi Senigallia sulla Commissione speciale sull'alluvione: ''Il tempo mostra l’altra faccia della medaglia''

vivi senigallia logo ok 01/02/2015 - Terminate le due giornate di dibattito e confronto sulle relazioni prodotte sia dalla Commissione Speciale che dalla Commissione di indagine e di inchiesta, noi di “Vivi Senigallia per Mangialardi sindaco" riteniamo opportuna qualche considerazione non tanto sul lavoro delle Commissioni, del quale prendiamo atto e che rispettiamo, come facciamo per ogni percorso democratico, e sul quale abbiamo detto la nostra in Consiglio, quanto invece su ciò che in questi sette mesi, parallelamente al lavoro delle Commissioni, è accaduto in relazione all’evento alluvionale.

In questo tempo, in questi sette mesi, mentre veniva passata ai raggi x l’azione e il ruolo svolto dal Sindaco Mangialardi dai componenti la Commissione di indagine, con la malcelata convinzione, da parte della minoranza, di trovare qualche ombra sul suo operato e si impiegava qualche mese, sempre da parte della stessa per capire, normativa alla mano, che la proprietà del fiume è della Regione e la manutenzione compete alla Provincia, l’azione amministrativa e il ruolo istituzionale del Sindaco Mangialardi erano esclusivamente assorbiti dalle esigenze della città e dei cittadini colpiti dall’alluvione, un’azione amministrativa ed istituzionale, quella del Sindaco, che si può sinteticamente, nei passaggi principali, così riassumere:

- ha rimesso in piedi, con il piglio di un amministratore coraggioso e intrepido, una città che tutti hanno visto in ginocchio dopo il 3 maggio, ma che in appena 10 giorni presentava di nuovo il volto accogliente e pieno di speranza pronto per la stagione estiva, garantendo una stagione estiva, per nulla ridimensionata dalla catastrofe alluvione, anzi più attrattiva di prima;

- ha varato una serie di interventi per alleviare i disagi ed aiutare le famiglie alluvionate (ultimo il contributo per le utenze domestiche);

- ha fatto pressione intelligente e convincente presso il Governo Centrale tanto da ottenere in 60 giorni il riconoscimento dello stato di emergenza e i provvedimenti conseguenti;

- è stato lui a chiedere il 20 giugno all’Autorità di Bacino Regionale, al Commissario Straordinario della Provincia di Ancona e al Presidente della Regione Marche la “Costituzione di un gruppo di lavoro interistituzionale tecnico-operativo per la sicurezza del fiume Misa, cui il Comune di Senigallia, pur non avendo nessuna competenza e responsabilità in materia di gestione del fiume, intende far parte a pieno titolo”, ottenendone l’attivazione subito dopo;

- ha preteso, in quella sede, che si eseguissero interventi ritenuti prioritari quali: verifica e rafforzamento degli argini; escavo e riprofilatura del fiume; realizzazione delle vasche di espansione; l’acquisita disponibilità, a tal fine, di 4.420.000,00. Fatti concreti, alcuni dei quali già in atto, per dare ai cittadini tranquillità e mitigare al massimo il “rischio ”, anticipando, concretamente, di oltre sette mesi qualche significativa indicazione della Commissione d’indagine;

- proprio per questa assoluta e prioritaria esigenza di sicurezza il Sindaco ha proposto e promosso il “Contratto di fiume”. Il diritto-dovere alla sicurezza, al centro delle preoccupazioni del primo cittadino, ha spinto alla Costituzione del Comitato Promotore del “Contratto di Fiume” (“Bacino Idrografico Misa-Nevola”), che vede protagonisti e responsabili tutti coloro che vivono sul territorio, dagli Enti locali ai cittadini indipendenti o aderenti a comitati, passando per le associazioni, i tecnici, il mondo agricolo e tutti quelli che operano per la tutela e la sicurezza dello stesso.

Sorprende un po’ che la Commissione di indagine, specie quando si sofferma ad individuare e indicare interventi per mettere al sicuro il fiume, non abbia acquisito e registrato questi interventi già in atto che superano, con azioni concrete, le indicazioni e gli auspici della Commissione stessa.

Sappiamo, tuttavia, e abbiamo riscontri quotidiani sia nelle assemblee pubbliche che nei contatti privati, che i cittadini alluvionati si sono accorti ed hanno apprezzato quanto, in questi sette mesi, l’Amministrazione sia riuscita concretamente a fare, pur consapevole che è necessario fare ancor di più: per questo insieme a loro continueremo a lavorare per sostenere le famiglie colpite e per costruire le condizioni di massima sicurezza possibile, con interventi concreti, in parte già avviati.

La lista Vivi Senigallia si impegnerà, al fianco del sindaco Mangialardi affinché non si perda tempo e vengano eseguiti tutti gli interventi finalizzati ad abbassare il rischio idrogeologico per garantire una maggiore sicurezza a tutti i cittadini. Inoltre non abbasseremo la guardia rispetto ai danni segnalati al governo centrale nazionale dai cittadini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2015 alle 16:51 sul giornale del 02 febbraio 2015 - 731 letture

In questo articolo si parla di politica, vivi senigallia, alluvione 2014

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aeMn


"Sappiamo, tuttavia, e abbiamo riscontri quotidiani sia nelle assemblee pubbliche che nei contatti privati, che i cittadini alluvionati si sono accorti ed hanno apprezzato quanto, in questi sette mesi, l’Amministrazione sia riuscita concretamente a fare, pur consapevole che è necessario fare ancor di più: per questo insieme a loro continueremo a lavorare per sostenere le famiglie colpite e per costruire le condizioni di massima sicurezza possibile, con interventi concreti, in parte già avviati."

Ma come vi permettete di dire simili stupidagini?

Una domanda sola: cosa è riuscita concretamente a fare l'amministrazione in questi 8 mesi?
I soldi che ha distribuito con al CARITAS, senza rendere pubblico e consultabili gli interventi come prevede il D.Lgs. 33/2013 agli articoli 26 e 27 , erano tutti soldi dei privati (CEI - Cariverona e altri) in concreto cosa ha fatto se non volere ripulire la città dal fango in tempi brevi perchè la stagione turistica era alle porte.

Ha scavato il porto per riportare il fondale al livello dovuto? NO!
Ha ripulito il fiume dai depositi di fango e limo accumulatisi in 40 anni d'incuria? NO!
Ha rinforzato gli argini? NO!
Ha riaperto lo scolmatore alla foce (quello che comunica con la terza darsena) che non ha permesso all'acqua di uscire in mare il 3 maggio? NO!
Ha richiesto di rifare i ponti cittadini che creano ostacolo al deflusso delle acque nelle piene del fiume? NO!

Insomma che cosa ha fatto di così magnifico per continuare a decantarne le capacità organizzative e risolutive.

Sono forse arrivati i soldi per i danni subiti dai suoi cittadini? NO!
Gli stanzieranno perchè il governo ha decreto l'emergenza? NO! (perchè l'emergenza è stata dichiarata solo per non far fallire il comune e doverlo commissariare)
Ecc... Ecc...

SIETE SOLO RIDICOLI.

Se vuole divenire credibile agli occhi degli alluvionati deve fare quello che è necessario: sostenerli nel loro operare per ottenere di procedere penalmente nei confronti dei responsabili costituendosi parte civile nelle indagini della procura e deve fare in modo di richiedere a Regione, Provincia, Società Autostrade e tecnici vari di attivare le polizze assicurative per risarcire gli alluvionati.
Deve anche smettere di buttare fumo negli occhi ai suoi cittadini facendosi bello con lavori come l’arciappellamento del ponte Perilli che oltre a essere inutili per la messa in sicurezza del bacino sono uno spreco dei nostri soldi.
I lavori costano quasi come per rifarlo nuovo (760.000 contro 1.000.000) ma, se rifatto nuovo, sarebbe stato:
rifatto con l’intradosso di 1,5 metri più alto e quindi idoneo al deflusso delle piene del Misa,
nuovo per intero e quindi saremmo stati tranquilli per almeno 100 anni che non sarebbe crollato sotto la spinta delle piene del fiume.