Commissione speciale sull’alluvione: Bucari, "Troppe 'mezze verità'”

Simonetta Bucari 30/01/2015 - Importante e degno di attenzione il lavoro fatto dalla Commissione speciale, nel cercare di accertare criticità e di ricostruire, certo, non senza difficoltà l’evento calamitoso di eccezionale portata verificatosi con modalità imprevedibili e anomale il 3 maggio.

Doveroso comunicare che i commissari non hanno percepito gettone di presenza e che le indennità sono state devolute al Fondo Alluvione.
Numerosi i tecnici e responsabili di servizi pubblici auditi, per poter dare risposte ai tanti  interrogativi che legittimamente albergano nella mente di quanti hanno subito la violenza dell’alluvione. Alluvione cha ha colpito la città tutta, maggioranza e minoranza,  per questo avremmo auspicato di giungere ad una relazione unica, per dare e fare chiarezza!
Ma ogni tentativo di dialogare, mediare con il presidente Mancini, è stato inutile. Troppe le “mezze verità”!

In primis andavano ricordate le competenze in materia di acque, sottolineando che “sono conferite alle Province tutte le funzioni  relative alla progettazione, gestione delle opere idrauliche, sistemazione di sponde e degli alvei e che il Comune di Senigallia è competente ad intervenire sul fiume Misa solo nel tratto che va dal ponte della Ferrovia alla foce”. 
Andava ribadito che solo alle h. 7,00 del 3 maggio arrivò, dalla Sala Operativa Regionale, al Comune di Senigallia la segnalazione del livello preoccupante del fiume Nevola ed immediatamente si inviarono le comunicazioni di allarme via sms nelle zone più a rischio, zona Marazzana- Cannella, Bettolelle.

Andava ripetuto  che la terribile alluvione fu provocata non dall’esondazione del fiume per sormonto, ma dalla  rottura, per ben 50 metri,  di un argine in sponda destra, rottura che  determinò la fuoriuscita di ben 6milioni di m3 di acqua, si disegnò così repentinamente un nuovo fiume anomalo,  all’interno delle vie cittadine, fuori da ogni prevedibile aspettativa.

Andava rammentato che le zone più colpite, Borgo Mulino e il Campus scolastico non erano affatto perimetrate e comprese nel famoso PAI regionale, il primo, quello  del 2001, mentre la zona di   Borgo Bicchia rientrava in una zona di rischio non elevato. Quindi la riperimetrazione regionale del PAI del 2004,  cavallo di battaglia della relazione di minoranza, non avrebbe di fatto toccato o alterato le aree più colpite, quelle dove purtroppo abbiamo avuto le nostre vittime!!!  Aree entrambi escluse anche dal primo PAI della regione Marche.

Andava  sottolineato  che immediatamente dopo la fuoriuscita del Fiume Misa  si  interruppero tutte le possibilità di comunicazione, saltò l’energia elettrica, le linee di telefonia fissa e la maggior parte di quelle di telefonia mobile. Un blocco di circa 34 ore. Un black out che rese inevitabilmente più gravoso il coordinamento delle informazioni necessarie per la gestione dell’emergenza. La Caserma dei Vigili del fuoco e della Polizia furono sommerse dalle acque.  Le prime operazioni di soccorso furono  rivolte a salvare le vite umane in pericolo e a mettere in salvo gli studenti rimasti negli Istituti scolastici.
Queste e tante altre “verità” sono state taciute o sottintese  nella relazione del presidente Mancini, verità che tutti dobbiamo conoscere per fugare ogni sospetto su eventuali  responsabilità su quel terribile evento.

Dovremmo,come scrive il presidente nella sua relazione, “ evitare di cadere nel facile meccanismo di esprimere valutazioni a posteriori, viziate dal peso, certamente considerevole, degli avvenimenti seguenti e delle loro conseguenze, di fatto devastanti” e quindi tutti insieme dovremmo , aldilà delle appartenenze politiche, vigilare e monitorare l’azione politica e di controllo sul nostro fiume, affinchè gli organi competenti intraprendano e realizzino tutte quelle opere necessarie alla messa in sicurezza del nostro fiume: rafforzamento e consolidamento degli argini, realizzazione delle vasche di espansione, pulizia degli alvei fluviali,  creazione di una piattaforma unica che fornisca dati e grafici in tempo reale sui livelli idrometrici dell’acqua a tutto il territorio interessato, utilizzo di nuove tecnologie per comunicare l’allerta in modo più tempestivo, ridefinizione del PAI,…

Sarà un percorso  lungo, già iniziato con  l’emanazione dell’ordinanza del sindaco per l’abbattimento di 3000 alberi dentro il letto del fiume, su richiesta della Provincia. Un percorso  che, siamo  certi , ci vorrà vedere tutti  uniti nel  dare priorità alla tutela dell’ambiente, mitigando il rischio del  fiume Misa, da sempre  parte integrante ed imprescindibile del nostro territorio.


da Simonetta Bucari
consigliere comunale PD




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2015 alle 19:06 sul giornale del 31 gennaio 2015 - 1713 letture

In questo articolo si parla di politica, alluvione, senigallia, partito democratico, Simonetta Bucari, commissione d'inchiesta e piace a Daniele_Sole

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Signora Bucari, mai sentito parlare di radiomobili previste come obbligatorie dai piani di emergenza e di evacuazione? No, vero? Lo immaginavo.

"FASE DI ALLARME
Funzione Telecomunicazioni
Assicura i collegamenti attivati in fase di preallarme"
(Fonte: Piano Urgente di Emergenza per la Salvaguardia della Popolazione, Comune di Senigallia, 2004)

Gli specchi sono lisci, signora Bucari e le unghie non fanno presa!

Quello che più mi disgusta di questa vicenda è che finirà, come sembra, a tarallucci e vino e ‘volemose tanto bene’. Tutto il resto ha poca importanza. L’amministrazione dall’alto dei suoi voti cercherà sempre di aver ragione. Tuttavia in quest’occasione i membri della minoranza hanno peccato d’ingenuità (per non dire altro) facendosi infinocchiare da quelli della maggioranza permettendogli di concludere i lavori con una loro relazione (indebitamente spacciata di maggioranza pur contando 3 firmatari su 8) quando, di norma, è previsto che la commissione ne approvi, a maggioranza assoluta, una sola relazione finale cui potranno essere allegate eventuali relazioni di minoranza. Se la norma fosse stata rispettata, il Consiglio Comunale avrebbe dovuto discutere e decidere basandosi sulla relazione di maggioranza (bollata invece come minoranza pur contando 5 firme su 8) redatta dal Presidente Mancini e con molta probabilità avremmo assistito ad un altro finale.
Il principio di maggioranza assoluta è il caposaldo della democrazia rappresentativa e non solo. Allora mi domando perché in quest’occasione non si è rispettato tale principio? C’è qualcosa che mi sfugge? Perché quest’incongruenza delle due relazioni? Non mi aspetto delle risposte al riguardo, ma ritengo che questa della commissione d’inchiesta, al di là dei contenuti veri o mezzi veri secondo i diversi punti d’osservazione, sia senz’altro un’occasione perduta che, però, peserà sulla pelle dei cittadini.

Signora Bucari, sarebbe il caso di precisare alcune cosette:
Il Piano di emergenza 2004 applicato nel 2007, recita che quando vi è un bollettino di condizioni meteo avverse, il C.O.C. viene aperto e si mandano dei tecnici comunali a controllare gli argini e a rimuovere gli eventuali ostacoli al deflusso delle acque. Il bollettino è arrivato il 30 aprile con decorrenza dalle ore 12 del 2 maggio. Ovviamente non è stato fatto nulla, altrimenti quell'argine di 50 metri lo si vedeva in che condizioni era. Poichè il sottoscritto era in balia delle acque in via G. Bruno dalle 9 fino alle 17, le assicuro che la telefonia mobile ha sempre funzionato. Ho copia dei tabulati telefonici. Altro che 34 ore di stop. Molte persone della protezione civile volontaria non hanno saputo nulla dell'evento. Qualcuna si è trovata l'acqua in casa. Nel piano è previsto l'uso dei Radioamatori per le comunicazioni di emergenza, cosa che non ho assolutamente visto. Infine Signora Bucari, nel nuovo Piano 2012, pubblicato nel sito comunale nell'ottobre 2014, ben al di là dell'evento alluvionale, è completamente sparito, ovvero non pubblicato, l'Allegato 1 e 2 dove vengono evidenziate le normative per la costituzione del C.O.C. con tutte le sue funzioni.
Tanto per dovere di correttezza.
Leonardo Maria Conti