Roberto Mancini dopo le polemiche sulla relazione, 'Non ho infranto nessuna regola'

23/01/2015 - Stiamo vivendo in questi giorni una situazione paradossale, si urla tanto e si dice poco; soprattutto il massimo dell’impegno è concentrato verso il discredito della mia persona, come politico e presidente della Commissione d’inchiesta.

Sarei reo di aver diffuso alla cittadinanza la mia relazione sul 3 maggio, senza aspettare la prossima seduta del Consiglio Comunale. Ma io non ho infranto nessuna regola.

Lunedì 19, la Commissione ha licenziato le due relazioni, che in mattinata erano state inviate ai componenti della Commissione stessa: una di maggioranza (coi voti dei consiglieri Allegrezza, Girolametti e Romano) e una di minoranza (coi voti di Rebecchini, Marcantoni, Cameruccio, Paradisi, Perini e del sottoscritto); da quel momento, col voto appunto, i lavori della Commissione sono finiti ed è cessato l’impegno alla riservatezza verso i lavori della Commissione.

L’indomani mattina, mi  sono recato presso l’Ufficio Attività Istituzionali, dove ho provveduto a trasmettere le due relazioni alla Presidenza del Consiglio per i successivi adempimenti. A quel punto, anche i miei compiti di presidente sono cessati.

 Alla successiva conferenza stampa, dopo aver ricordato la presenza delle due relazioni e i nomi dei consiglieri che, rispettivamente, le hanno sostenute, ho illustrato le linee della mia relazione (quella di minoranza), della quale sono titolare. E allora?

Dove sta il problema? Perché la relazione avrebbe dovuto restare segreta fino alla seduta del Consiglio? Lo stesso vale per la relazione di maggioranza, della quale, però, dopo la consegna agli Ufficio del Consiglio, io non sono titolare, non ne ho la disponibilità personale ovviamente, mentre i tre presentatori, se vogliano, possono comunicarla alla stampa e alla cittadinanza.. Il fatto che i cittadini possano leggerle prima della seduta del Consiglio, quale danno comporta?

Nessuno; anzi risponde alle esigenze di trasparenza e partecipazione. Si stanno facendo passi in avanti per aprire ogni atto dell’Amministrazione Comunale ai cittadini, soprattutto nella fase di preparazione degli atti amministrativi, in modo che non siano separati dalla consapevolezza pubblica.

Qui invece questi indirizzi, condivisi da tutti, non dovrebbero essere applicati. Da parte di chi si agisce sulla base dell’arbitrio personale? Perché si è costruito questo castello di calunnie fondato sul nulla?


da Roberto Mancini
Presidente della Commissione d’indagine sull’alluvione




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2015 alle 16:53 sul giornale del 24 gennaio 2015 - 1203 letture

In questo articolo si parla di roberto mancini, politica, alluvione, senigallia, Commissione d’indagine

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aepn


Luigi Alberto Weiss

24 gennaio, 08:43
Confermo: Roberto Mancini raro, se non rarissimo esempio dell'impegno politico-amministrativo al servizio dei cittadini. Non della "parrocchietta".