Battisti sulla Commissione sull’Alluvione, 'Roberto Mancini delinquente comune o cittadino al servizio della città?'

paolo battisti 23/01/2015 - Roberto Mancini è il delinquente descritto da Mangialardi e dai consiglieri di Maggioranza? Mentre leggevo il quarto o quinto articolo di insulti rivolti al Presidente Mancini, mi sono imbattuto in un post su un social network di un nostro avversario politico, un esponente del centro-destra con il quale, a parte il rispetto reciproco, non si è mai lavorato insieme se non in rare occasioni, avendo un’idea di gestione della città molto diversa.

Nel post c’era scritto: “Il Consigliere Roberto Mancini ha sempre svolto il suo ruolo, al servizio della città, in maniera corretta ed equilibrata (così come lo è sempre stato e lo è come persona), e lo ha confermato anche nel ruolo di Presidente della Commissione d’indagine e d’inchiesta sull’Alluvione, dimostrato il senso e il rispetto per le istituzioni. Nel ruolo di Presidente della Commissione di indagine sull’Alluvione Roberto Mancini non è stato mai fazioso, anzi ha svolto il suo compito sempre in maniera super partes, come Presidente di tutti. La relazione finale è stata redatta in maniera coerente con le finalità della Commissione stessa, contenute nella Delibera istitutiva del Consiglio Comunale”.

Nel dispositivo della Delibera citata, si legge che il Consiglio Comunale ha stabilito “La istituzione di una Commissione Consiliare di indagine e inchiesta con la finalità di accertare le criticità e le inefficienze emerse, anche in relazione alla revisione di strumenti, norme e regolamenti atti alla prevenzione di simili calamità”. Quindi Mancini ha svolto in maniera eccellente il suo lavoro. C’è poco da aggiungere a queste parole. Il Sindaco e la maggioranza non si sono scagliati contro Mancini, riguardo la Commissione sull’Alluvione, perché ha presentato la relazione prima del Consiglio Comunale (la relazione è divenuta pubblica appena licenziata, quindi il Presidente non ha violato nessun regolamento). Mangialardi e la maggioranza hanno infamiato e insultato Mancini perché non ha voluto togliere i riferimenti (documentati) in cui si parlava di alcune mancanze del Sindaco. Perché Mangialardi deve apparire immacolato in vista delle elezioni.

Io, al di là della relazione di Mancini (che discuteremo insieme ai cittadini domenica dalle ore 17.30 a San Rocco a Senigallia), ho presentato alcuni documenti dove si evince che Mangialardi ha avuto delle responsabilità, come Assessore prima e poi come Primo Cittadino dopo, riguardo il Fiume e l’assetto idrogeologico generale. 1) Perché in 12 anni non ha mai attivato il COC - Centro Operativo Comunale – (organo composto dai vari responsabili delle situazioni di emergenza e che interviene in casi di calamità) facendo si che la mattina del 3 maggio molti dei funzionari in questione avevano cambiato ruolo o addirittura erano andati in pensione. 2) Perché la mattina del 3 maggio, in piena emergenza, come capo responsabile del COC, doveva rimanere sulla tolda di comando e dirigere le operazioni, invece di farsi prendere dal panico andando verso Borgo Bicchia e, venendo salvato da Vigili mentre stava per arrivare l’acqua a sommergere tutto. Quindi la vita dei cittadini in mano ad una persona che non si sapeva dove fosse perché ad un certo punto (come era naturale) i cellulari non funzionavano più. 3) Perché come Assessore all’inizio degli anni 2000 diede il benestare e promosse la riduzione delle zone R4 facendo un’operazione, come certificò il suo allora avversario Ceresoni proprio a Mangialardi nel famoso Consiglio Comunale del 13 dicembre 2001: “Perché il punto in questa città è che la sicurezza è un valore sotto ordinato rispetto al diritto ad edificare”. 4) Perché, anche se la competenza del Fiume, come va piagnucolando il Sindaco da 8 mesi, è della Provincia e della Regione, lui in 20 anni che svolge il ruolo di politico di professione ai massimi livelli comunali, mai e poi mai ha sollecitato o scritto lettere di fuoco nei confronti dei suoi amici di partito che hanno governato le altre istituzioni, per far mettere in sicurezza il fiume, per far fare le vasche di espansione (primo progetto 30 anni fa), per tutelare la vita dei membri della sua comunità. 5) Perché i suoi cittadini alluvionati e disperati, gli hanno chiesto di costituirsi insieme a loro parte civile nei confronti della Regione e della Provincia, ma lui se ne è ben guardato da farlo.

Perché in cambio del suo silenzio ha riottenuto la candidatura come Sindaco di Senigallia e l’elezione a Presidente dell’Anci. Roberto Mancini, pur avendone le qualità e la caratura, non ha mai fatto politica per professione, non si è mai sottomesso agli ordini di partito, e si è sempre messo al servizio della città, senza guadagnare un euro o posti di rilievo, continuando il suo lavoro di insegnante. Il Gruppo Consiliare Partecipazione, Senigallia Bene Comune e le centinaia di cittadini, che in questi giorni hanno manifestato solidarietà al Presidente Mancini, sono accanto a lui e lo ringraziano per il lavoro svolto.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2015 alle 17:06 sul giornale del 24 gennaio 2015 - 807 letture

In questo articolo si parla di paolo battisti, politica, partecipazione, Amministrative 2015, Senigallia Bene Comune

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