Rivoluzione viabilità in centro. i commecianti, 'Le vendite sono già calate'

Ponte sul misa 22/01/2015 - La chiusura della statale mette in crisi il commercio senigalliese. Anche se sono passati appena quattro giorni dall'entrata in vigore della nuova viabilità a causa dei lavori di rifacimento del ponte sul Misa, tra via Perilli e via della Dogana Vecchia, i commercianti già accuserebbero le ripercussione del minor flusso di veicoli in circolazione.

“Anche se non abbiamo dati ufficiali in questi giorni la città è oggettivamente più vuota -lamenta Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio e titolare della Casa del Costume nel centro storico- è vero che fisiologicamente questi sono periodi morti ma in giro c'è anche poco passeggio e movimento. Penso che il fattore emergenza, nel dover intervenire sulla ristrutturazione del ponte, abbia influito negativamente perchè non è stato possibile organizzarsi preventivamente. Magari se fossimo stati avvertiti prima avremmo potuto mettere in campo campagne informative e iniziative per portare comunque gente in centro”.

Gli esercenti lamentano di non essere stati avvertiti in anticipo sullo stravolgimento della viabilità che durerà fino a maggio. “Mi aspettavo un incontro tra il Comune e le associazioni di categoria per un confronto e magari delle proposte e invece niente -attacca il segretario di Confartigianato Giacomo Cicconi Massi- prima i clienti passavano anche per caso davanti ai negozi adesso invece devono fare giri diversi e arrivarci in prossimità intenzionalmente. Il calo dell'attività non riguarda solo i commercianti del Foro Annonario o del centro storico in generale ma anche quelli del lungomare Marconi e i negozi in prossimità della stazione ferroviaria che sono praticamente isolati. Sinceramente non sono come nei prossimi mersi per loro sarà possibile sostenere questa situazione. Immagino che il comune abbia scelto il male minore ma avrebbe preferito essere coinvolti nelle decisioni”.

Il blocco di un tratto della statale sta creando problemi anche ai commercianti della zona nord della città, come alla Cesanella. “Le auto provenienti da sud sono scoraggiate ad andare verso nord dovendo fare un giro tortuoso e prendere la complanare -fa eco Giacomo Mugianesi segretario di Cna- i commercianti della Cesanella hanno avvertito il calo. Mi rendo conto che in centro si può arrivare lo stesso ma purtroppo siamo tutti un po' troppo comodi e se non si arriva in prossimità dei negozi spesso non ci si va per niente. L'auspicio che l'Amministrazione, magari più avanti, possa trovare il modo per riaprire parzialmente la viabilità”.





Questo è un articolo pubblicato il 22-01-2015 alle 08:52 sul giornale del 23 gennaio 2015 - 2708 letture

In questo articolo si parla di attualità, economia, commercio, giulia mancinelli, viabilità, articolo

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Se questa nostra disastrata amministrazione comunale, sindaco in testa, nel decidere gli appalti imparassero a valutare i costi-benefici sarebbe magnifico!

Perché mi chiedo: possibile non si sia pensato di ricorrere a tecnologie che consentono di ricostruire un cavalcavia in una settimana anziché in cinque mesi? Costa di più? Ma rispetto a cosa costa di più? Rispetto al costo diretto o anche, come sarebbe indispensabile fare, al costo indiretto costituito dai minori introiti in imposte e tasse comunali non più versate dai commercianti alla canna del gas per colpa dell'amministrazione?

Ma qualcuno disposto a fare un disegnino per illustrare al sindaco e all'assessora Paci il semplice concetto c'è in giro?

Commento modificato il 25 gennaio 2015

La rivoluzione della viabilità che è stata impostata per il traffico pesante va bene ma per il traffico leggero la si poteva organizzare diversamente. Poichè il vocabolo "UMILTA'" non è nel DNA di questa Amministrazione, nel senso che si sono volute fare scelte errate ben sapendo che con minori risorse si potevano risolvere i problemi. Cominciamo con l'elenco: Spostamento capolinea bus dalla stazione FS ai Giardini Morandi. Bastava invertire il senso attuale da orario ad antiorario utilizzando il portico adiacente. Invece di intasare la via Leopardi e ponti vari, per il traffico leggero, lo si poteva indirizzare fino al ponte Perilli, via Perilli, ponte Due Giugno, via XX Settembre e svoltando a destra su via A. Caro e poi su via Sanzio. In questo modo, tutti i commercianti del basso Corso, rione Porto e limitrofi potevano lavorare di più. Per chi proveniva da nord ovvero via Sanzio, si faceva la via A. Caro, largo Boito e il ponte Garibaldi, via dei Portici e giungendo alla stazione proseguiva per Ancona. Vorrei specificare e sarebbe stato anche un utile esperimento per il servizio dei bus urbani, la penetrazione nel centro storico, tramite la via Pisacane con fermata vicino alla Media Fagnani, in fondo al Corso e stazione FS. Potrebbe essere valido anche per i bus che provengono da Ancona con esclusione di quelli doppi. Lo ritengo in partenza un commento sprecato, dato il poco ascolto in termini pratici ai consigli dei cittadini.
Leonardo Maria Conti