Sanità: pronti soccorsi nel caos. Bugaro, 'Si riapra la pratica della gestione della rete ospedaliera'

Giacomo Bugaro 13/01/2015 - Che la delibera 735/14 quella che ha ridisegnato in maniera sciagurata le reti cliniche della nostra regione fosse sbagliata lo avevamo detto sin dal momento della sua approvazione e puntualmente gli effetti negativi si sono verificati esattamente come li avevamo previsti.

Il depotenziamento e la chiusura dei servizi previsti negli ex Ospedali di Loreto e Chiaravalle non ha fatto altro che mandare in tilt i già ingolfati Pronti Soccorsi degli Ospedali di Torrette, Senigallia e Jesi provocando non solo gravi disservizi ai cittadini, ma mettendo seriamente a rischio anche la vita di alcuni di essi, visto ciò che sta accadendo in queste ore in tali reparti dove solo la passione e la perizia del corpo medico e paramedico sono riuscite in qualche modo a tamponare le urgenze.

Chiudere servizi all’Ospedale di Chiaravalle, nosocomio che dava risposte ad un’utenza di oltre 80.000 abitanti ovvero quella della Bassa Vallesina, è stata una scelta demenziale perché non ha fatto altro che rigettare negli Ospedali limitrofi la richiesta di assistenza senza che questi siano stati in qualche modo preparati e implementati nelle strutture.

Domani presenteremo un’interrogazione al Presidente della Giunta Regionale contenente non solo la richiesta di risposte a quanto avvenuto, ma anche auspicando la revisione della DGR 735 prendendo in considerazione la riapertura dei termini dell’utilizzo delle strutture di Chiaravalle e Loreto facendo presente che i gravi disservizi che si sono presentati in questi giorni possono rasentare il limite dell’interruzione di Pubblico Servizio perché in un Paese civile quale è l’Italia è del tutto inaccettabile che un paziente colpito da infarto trascorra delle ore prima che possa essere visitato ma è altrettanto vergognoso che un paziente non in pericolo di vita ma colpito comunque da un trauma debba trascorrere delle ore in piedi prima di poter essere visitato e curato.

Se come qualcuno dice la sanità regionale delle Marche è la migliore dal punto di vista economico certamente non lo è dal punto di vista del servizio e se così fosse basterebbe chiuderla per dire di aver ulteriormente risparmiato, ma sappiamo che ciò non è possibile e quindi si colpiscano le sacche ancora presenti di profondo spreco e vengano investiti tali risparmi in uomini e strutture gli unici in grado di offrire, essi si, un concreto contributo al reale efficientamento e miglioramento del Servizio Sanitario Regionale.

 


da Giacomo Bugaro
Consigliere Regionale 




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2015 alle 16:00 sul giornale del 14 gennaio 2015 - 1066 letture

In questo articolo si parla di chiaravalle, pronto soccorso, politica, jesi, senigallia, loreto, giacomo bugaro, torrette di ancona

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Vi prego. "Pronto soccorso" è invariabile, in quanto forma accorciata di "posto di pronto soccorso". Non ci si va con le aute, il ticket non si paga con gli euri, ed è sconsigliato scattare delle fote.

Tarcisio Torreggiani

14 gennaio, 09:53
Si Va bene!, ma prima bisogna far dimettere Spacca, Mezzolani e Ciccarelli e chiedere perché i medici di famiglia percepiscono dalla Regione oltre 12.000€ al mese? che non fanno altro che intasare i pronto soccorsi.

Parai Roberto

14 gennaio, 14:05
Il problema è noto a tutti, ma nessuno ne parla,i medici di base non filtrano più nulla.

I nodi cominciano a venire al pettine!




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