Crollo del cornicione di Palazzo Gherardi: 'L'incuria mette a rischio la pubblica incolumità'

salviamo i classici 12/01/2015 - Palazzo Gherardi cade a pezzi e monta la polemica. Il crollo di pezzi di cornicione dallo storico edificio, ex sede del liceo classico Perticari, dei Portici Ercolani riaccende la protesta sullo stato di incuria e degrado in cui versa il palazzo.

L'edificio, di proprietà del Comune per volere del lascito testamentario del conte Gherardi, dal 2001 è stato chiuso perchè dichiarato non più agibile e da allora si susseguono episodi “preoccupanti”. Dal furto di alcune opere d'arte che erano state lasciate all'interno dei locali nel 2005, ai successivi crolli di parti del controsoffitto, di pezzi di intonaco e di infiltrazioni d'acqua, fino al crollo del cornicione di domenica. Solo per una casualità i calcinacci domenica non hanno colpito i passanti o danneggiato i motorini in sosta. Dopo il sopralluogo dei Vigili del Fuoco il Comune ha provveduto, lunedì mattina, a rimuovere le restanti parti di cornicione che potevano essere ancora pericolanti convocando un summit fra tutti gli uffici competenti.

Un episodio che riaccende la battaglia di quanto vorrebbero far ritornare Palazzo Gherardi ai suoi antichi fasti. “Per fortuna non ci sono stati feriti ma sono sconcertato ed amareggiato perchè è una storia che si sta trascinando da anni -commenta il prof. Giulio Moraca, storico ex docente del liceo classico e tra i fautori del Comitato Salviamo il Classico- dal furto dei quadri, che resterà per sempre un giallo irrisolto, ai continui crolli, vedo tessere di un mosaico inquietante che evidenzia l'oggettiva incuria dell'Amministrazione che ora mette anche a rischio l'incolumità pubblica”.

Il Comitato da sempre si batte affinchè palazzo Gherardi non venga trasformato in appartamenti ma resti un edificio pubblico a beneficio della città. L'ipotesi del cambio di destinazione d'uso, da edificio pubblico a residenziale, è stata infatti paventata dal piano Cervellati così come la volontà di alienare l'immobile in passato non stato scardata dall'Amministrazione.

Anche in tempi di crisi le risorse per un restauro si possono trovare -aggiunge Moraca- si potrebbe attingere ad esempio a fondi sovracomunali, ma qui non c'è volontà da parte del comune”. “Per dimostrare che occorre vendere e realizzare appartamenti l'Amministrazione è disposta anche a mettere a rischio l'incolumità della gente non intervenendo contro il degrado di Palazzo Gherardi -fa eco Roberto Paradisi, del Comitato- una strategia iniziata dall'ex sindaco Angeloni e condivisa da Mangialardi”. La battaglia del comitato, che ha raccolto anche oltre 3 mila firme, è quella di realizzare a palazzo Gherardi un museo permanente per la cultura con sala conferenze, convegni e biblioteca.





Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2015 alle 23:30 sul giornale del 13 gennaio 2015 - 890 letture

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Luigi Alberto Weiss

13 gennaio, 08:22
Perchè nonNgmw il Museo Giacomelli?