A Confluenze la rassegna su cinema ed emozioni, si parte con il film L'età barbarica

L'età barbarica 09/01/2015 - Inizia lunedì 12 gennaio alle 21.15 a Confluenze, Senigallia, con il film L'età barbarica di Denis Arcand, la rassegna su cinema ed emozioni, organizzata in collaborazione con l'associazione "Il giardino delle emozioni". In cartellone quattro film per quattro lunedì di seguito.

Ad ogni proiezione un’ emozione …..è questo l’obiettivo.  Dopo aver dato una spiegazione riguardo il film che si andrà a vedere, si aprirà un gruppo nel quale ognuno potrà esprimere il suo pensiero e le emozioni che sono emerse dalla visione della pellicola,  per stimolare un percorso di crescita interiore, una consapevolezza,  un cambiamento del proprio vissuto interiore. Le emozioni grezze che emergono dopo la visione di una pellicola sono nella maggioranza dei casi, caotiche e disorganizzate, un po’ come i colori fondamentali sulla tavolozza di un pittore. Quindi si deve porre in evidenza la differenza tra il “guardare un film con scopo solo di intrattenimento” e “guardare un film con una finalità si ludica, ma anche catartica, liberatoria e soprattutto di crescita personale.

La Cinematerapia si avvale del potente effetto evocativo, simbolico e allegorico delle immagini filmiche (analogamente a quanto facevano e fanno ancora le favole, i miti, le  leggende, i sogni notturni, ecc.) per comporre ed elaborare le emozioni grezze in processi complessi che hanno la finalità di stimolare nell'individuo lo sviluppo di nuove competenze, la realizzazione dei propri progetti profondi e agevolare il suo cammino esistenziale. Ogni incontro sarà condotto da Antonio Lucarini regista e attore, Natalina Perticaroli counselor, Alberto Bazzi  massaggi sonori.

Sinapsi de "L'età barbarica"
Ancora un'acuta analisi della società occidentale dal regista de Le invasioni barbariche

Jean Marc è un impiegato ministeriale del Quebec impegnato presso l'Ufficio dei reclami. Sua moglie è un'agente immobiliare in costante ascesa professionale. Le sue due figlie vivono in un mondo fatto di video e di ipod e non comunicano con lui. Non gli resta allora che sognare. Sognare di avere solo per sè una donna bellisima e pronta ad offrirglisi quando lo desidera, oppure di essere un noto scrittore o intellettuale sempre in grado di trovare una fans che straveda per lui. L'equilibrio tra sogni e realtà sembra in qualche modo far funzionare la vita di Jean Marc rendendola malinconica ma accettabile. Finchè un giorno, dopo che la moglie si è trasferita a Toronto per inseguire il top del successo, incontra a uno speed date una donna che il sogno lo ha fatto divenire realtà: vuole credere di essere una dama medioevale e, insieme a un consistente gruppo di altre persone, partecipa a incontri e tornei in costume.

Denys Arcand non sbaglia un colpo nella sua analisi della società canadese che finisce poi con l'estendersi a quella dell'Occidente in genere. Dopo Le invasioni barbariche anche con questa commedia, inizialmente spassosa ma destinata a virare nell'amarezza della presa di coscienza, riesce a porre lo spettatore dinanzi alla profonda solitudine che pervade le coscienze di uomini e donne del mondo contemporaneo. Se inizialmente sembrerebbe quasi suggerire che l'evasione possa essere la vera soluzione, ben presto lo spettatore si accorge di quanto il regista miri a un altro obiettivo. Lo fa grazie a un derisorio non rispetto per il politically correct (ci sono almeno due scene imperdibili in materia) e a un'acuta messa in scena delle dinamiche che presiedono alle relazioni interpersonali sia all'interno della famiglia che nel mondo del lavoro. Non manca anche qualche strale per i vicini americani anche se, a differenza di Michael Moore, Arcand che ci vive non pensa che il Canada sia il Paradiso.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2015 alle 13:33 sul giornale del 10 gennaio 2015 - 835 letture

In questo articolo si parla di cinema, attualità, senigallia, Confluenze

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Sinapsi de "L'età barbarica" ???
Forse intendeva SINOSSI ....