Battisti: "Renzi vuole inquinare l'Adriatico. Senigallia ha detto NO!"

Paolo Battisti 31/12/2014 - Senigallia ha detto no all’ipotesi di ogni forma di “sfruttamento delle acque adriatiche, ioniche e del Mediterraneo europeo a scopo di ricerca, trivellazione e coltivazione di giacimenti di petrolio e gas sottomarini”.

Lunedì notte il Consiglio Comunale,all’unanimità, ha votato una Mozione presentata dal Gruppo Partecipazione e da Senigallia Bene Comune, in cui si proponeva l’abrogazione dell’articolo 38, dal testo del decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 detto ''Sblocca Italia''.

 

Il famigerato art. 38 ha già dato di fatto il via libera a tutte le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, svuotando il valore delle valutazioni ambientali e mettendo da parte le Regioni. Anche il WWF, Legambiente e Greenpeace che hanno chiesto ai membri della Commissione Ambiente della Camera di abrogare l'articolo.

 

Il mare Adriatico, facendo le debite proporzioni, è una enorme piscina e non può essere considerato alla stregua di un Oceano, dove certe pratiche andrebbero comunque vietate. Qui si mette a rischio sia l’intero ecosistema su cui si fonda il nostro turismo (quello si che è il nostro petrolio), che le nostre stesse vite perché sversamenti di petrolio in mare o esplosioni di gas provocherebbero danni inimmaginabili. Questo anche perché l’art. 38 consente le attività di estrazione marittime al di sotto delle 12 miglia dalla costa, mentre negli altri Paesi i limiti per le installazioni di piattaforme a mare sono già molto più stringentiche in Italia (a mero titolo esemplificativo: almeno 50 km dalla costa in Norvegia; 160 km dalle coste negli USA).

 

Per meglio comprendere quanto sia inutile e dannosa una pratica del genere bisogna ricordare che, mentre le attivitàpetrolifere  italiane varrebbero, secondo stime di Assomineraria,  lo 0,5 per cento del Prodotto Interno Lordo, l’Italia, secondo il rapporto “World Travel & Tourism Council”, ha ricavato nel 2013 dalle attività turistiche (compreso l’indotto) il 10,3 del proprio PIL.

A chi gli dice che l’Italia dovrebbe trivellare l’Adriatico perché tanto lo farà comunque la Croazia (o meglio le multinazionali autorizzate da quel Paese) rispondiamo che anche la contea spalatino dalmata e poi la stessa Croazia stanno studiando delle azioni comuni con le nostre Regioni che si affacciano sull’Adriatico, per determinare una posizione congiunta.

 

I punti fondamentali dai quali non si può prescindere per uscire dalla crisi energetica sono cinque, e non quelli propugnati da Renzi:

1.
    È necessario ridurre il consumo di energia, obiettivo che deve essere perseguito mediante un aumento dell’efficienza energetica e, ancor più, con la creazione  di una cultura della parsimonia, principio di fondamentale importanza per vivere in un mondo che ha risorse limitate.
2.
    La fine dell’era dei combustibili fossili è inevitabile e ridurne l’uso è urgente per limitare l’inquinamento dell’ambiente e per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici. Ridurre il consumo dei combustibili fossili, che importiamo per il 90%, significa anche ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese da altre nazioni.
3.
    È necessario promuovere, mediante scelte politiche appropriate, l’uso di fonti energetiche alternative.
4.
    Le energie rinnovabili non sono più una fonte marginale di energia, come molti vorrebbero far credere: oggi producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale e il 40% in Italia, dove ilfotovoltaico da solo genera energia pari a quella prodotta da due centrali nucleari.
5.
    La transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili sta già avvenendo in tutti i Paesi del mondo.

Il voto del Consiglio Comunale di Senigallia difficilmente cambierà le strategie del governo Renzi, ma se tutti i consigli comunali e le Regioni che si affacciano sull’Adriatico lavoreranno in simbiosi, il risultato di non far morire il nostro mare si riuscirà ad ottenere. Ringraziamo il Sindaco e la maggioranza che hanno appoggiato questa nostra istanza e il gruppo la Citta Futura che ha presentato una mozione analoga.  E per ultimo, ma non in ordine di importanza, ringraziamo il gruppo politico “Cittadini punto e basta” del MoVimento Cinque Stelle”, che ha proposto questa pratica da presentare in Consiglio e, ci ha fornito elementi preziosi per  il dibattimento.

Buon anno a tutti!

Paolo Battisti e Roberto Mancini







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-12-2014 alle 12:06 sul giornale del 02 gennaio 2015 - 2288 letture

In questo articolo si parla di paolo battisti, politica, gruppo partecipazione, partecipazione, Amministrative 2015, Senigallia Bene Comune e piace a Daniele_Sole

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Commento modificato il 01 gennaio 2015

Condivido completamente la questione, perché sono favorevole al solo uso delle energie rinnovabili e ad un completo abbandono delle fossili.
Nello stesso Regno Unito, che assieme alla Norvegia è il più grande produttore di petrolio/gas europeo (escludendo la Russia), un enorme giacimento di gas è stato bloccato perché avrebbe deteriorato l'ambiente ma senza produrre sostanziali benefici ai cittadini (e quindi allo Stato).
L'Inghilterra, Paese nordico e quindi con poco sole, si è gettato sulle rinnovabili solari e del vento senza troppi tentennamenti: vuol dire che è un affare interessante e con notevoli potenzialità economiche e tecnologiche, non ultimo la salvaguardia del nostro ambiente.
E noi in Italia, che assieme a Spagna e Grecia potremmo essere capofila delle rinnovabili ed essere quasi indipendenti energeticamente (finalmente!), ci tiriamo indietro?
E tutte le nostre competenze son prese dai Paesi del nord Europa, svilendo la nostra realtà economica: parlo per competenza diretta.

Commento modificato il 02 gennaio 2015

Ho assistito alla serata organizzata dai simpatizzanti Movimento5Stelle sull'argomento, ed è stata estremamente interessante e scientificamente approfondita. Se ne dovrebbero organizzare di più.




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