Allerta Misa: evacuata nella notte la zona già alluvionata della città

1' di lettura Senigallia 30/07/2014 - E' scattato nella notte tra martedì e mercoledì il piano di evacuazione per le zone a rischio esondazione di Senigallia. L'allarme è stato dato a causa del rischio esondazione del Misa che ha superato, per via delle pioggia, i livelli di guardia.

Intorno alle 2 il Coc, il coordinamento operativo comunale, si è riunito a causa dell'allarme scattato per il livello del Misa che ha oltrepassato i 4 metri di altezza, superando in alcuni tratti i livelli di guardia. Non ci sono state esondazioni ma a scopo precauzionale sono state evacuate tutte le abitazioni situate ai piani terra.

I residenti sono stati svegliati dagli uomini della Protezione Civile, dei Vigili Urbani e dei Vigili del Fuoco che con megafoni avvertivano di abbandonare le abitazioni. Le zone della città evacuate sono state quelle di Vallone, in via della Chiusa, via Marazzana a Bettolelle e Borgo Bicchia.

I cittadini evacuati sono stati accompagnati nei due centri di accoglienza allestiti presso la scuola materna di Cannella e al palazzetto dello Sport di via Campo Boario. Alle 8 di mattina è cessata l'allerta Misa e il Coc ha dato disposizione di far rientrare i residenti nelle rispettive abitazioni. Al momento Vigili del Fuoco e Polizia Municipale sono alle prese con la rimozione di fango e detriti trasportati lungo le strade dalla pioggia caduta nella notte.








Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2014 alle 10:31 sul giornale del 31 luglio 2014 - 6983 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/7V3


Ma quanta acqua sta facendo a casa???????
Le nostre citta' ed i nostri territori non sono strutturati per far fronte a "climi monsonici" come pare che si siamo ritrovati: occorre riprogrammare completamente il territorio e il sistema fognario.
DOMANDA: ma chi paga?

Daniele_Sole si pone il problema che bisognerebbe riprogrammare tutto.
Io non so chi paga, ma immagino che sistemare argini e sistema fognario non sarebbe costato di più di quelllo che sono costati i danni dell'alluvione.

E poi c'è il problema di decidere dove costruire, che costerebbe molto poco: la zona del Portone, allagata, è stata costruita nella prima metà del XX secolo. La zona vecchia del Borgo Bicchia non so di preciso ma certo non recentemente.

La zona nuova del Borgo Bicchia, allagata anche essa, è stata costruita molto di recente, e quanta ignoranza (spero non malafede) hanno mostrato i nostri addetti ai lavori permettendo di costruire così tanto e proprio lì.

Temo, da non esperto, che un'altra zona potenzialmente a rischio sulla quale si programma di costruire sia la collina del seminario. Chissà se almeno stavolta si faranno degli accertamenti preventivi seri?

Il costo delle fogne nuove in tutta la città supererebbe i danni dell'alluvione.

Prescindendo dalla questione economica.

Già i senigalliesi si inquietano quando c'è un po' di fila, vorrei vedere cosa direbbero se si chiudessero le strade per le opere fognarie nuove.

Non si riprogramma nulla. Decenni di urbanizzazione (basta vedere la mappa di senigallia degli anni 60) non si risolvono con una riprogrammazione.

Purtroppo senigallia ha anche un altro enorme svantaggio, tutto il territorio si trova a bassissimo livello sul mare, le pendenze e il diametro delle nuove opere fognarie dovrebbero essere, rispettivamente, accurate e ridotissime e enormi.

Evacuare 40 millimetri di acqua su di un ettaro vuol dire evacuare 400 metri cubi (400mila litri) d'acqua, per un solo ettaro.

Per riprogrammazione intendevo proporre di migliorare il progetto delle casse di espansione, e rendere più "permeabile" il costruito riducendo aree asfaltate/cementate esistenti tramite nuove ristrutturazioni a basso impatto.
E, volendo (potendo) rifacendo man mano alcune parti degli assi fognari.

Ma invece di gongolarsi sull'efficienza del nucleo di emergenza e di sfollare ogni mese le persone svegliandole di notte, premesso che non mi intendo di urbanistica ne di controllo degli argini, non sarebbe meglio mettere mano allo stato dei fiumi, per aumentare la velocità di scarico dell'acqua in caso di piogge di questo tipo e assicurarne una portata maggiore?Non penso che se il problema si è proposto quest'anno non ci siano state mai piogge di questo tipo negli ultimi 50 anni, secondo me sarebbe ora di fare chiarezza sul perchè sono accadute cose simili e come rimediare perchè non accadano di nuovo in futuro.




logoEV
logoEV