Da Senigallia su Rai 1 la messa del Vescovo Orlandoni: "Anche il fango è diventato terreno fecondo"

Senigallia 13/07/2014 - Domenica 13 luglio da Senigallia è stata trasmessa la Messa in diretta TV su Rai Uno per esprimere gratitudine alle tante istituzioni e ai tanti amici e volontari per il loro servizio e la loro solidarietà in occasione dell’alluvione che ha colpito la città, “angeli” tra il fango che hanno ridato alla città un volto pulito.

In tanti si sono uniti nella preghiera in Cattedrale con il Vescovo Giuseppe Orlandoni. Pur nella sofferenza per la perdita di vite umane e per gli ingenti danni alle case e alle attività economiche provocati dall’acqua e dal fango, il Signore non ci ha abbandonato.

Il Vescovo ha sottolineato che il creato ci è stato donato da Dio e tutti siamo chiamati a custodirlo e salvaguardarlo come un dono immenso, prezioso. E tutti, singoli e istituzioni, siamo responsabili della sua cura e occorre che teniamo desta la coscienza perché l’ambiente non degradi e non diventi distruttivo, ma sia casa accogliente per tutti.

Il 3 maggio scorso una disastrosa alluvione ha colpito la città di Senigallia e il territorio circostante, creando paura e insieme coraggio, rabbia e compassione. Siamo rimasti molto colpiti da tanta fraternità e generosità che in questo evento si è registrata nel nostro territorio: tantissimi volontari coordinati dalla Caritas e in collaborazione con le istituzioni si sono prodigati per esprimere vicinanza e prestare servizio agli alluvionati. A loro, come pure all’amministrazione comunale, ai diversi corpi dello stato, alla conferenza Episcopale Italiana, alla Caritas diocesana, alle Caritas delle chiese sorelle, a tutti i volontari e a quanti hanno manifestato la loro solidarietà va la nostra più viva gratitudine espressa nella celebrazione odierna.

Da evidenziare anche quanto registrato nella nostra gente: una forte volontà di ripresa, di rimboccarsi le maniche, di risanare le ferite. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, tanto che non sono più visibili i segni dell’alluvione. In questa emergenza, insieme si è sofferto, temuto, pianto e insieme si è sperato, ci si è dati da fare. Tutto questo ha unito in fraternità tante persone, non solo amiche ma anche nemmeno conosciute.
La sofferenza – ha concluso il Vescovo - non ha l’ultima parola. Il male, anche quello fisico, può essere vinto dal bene. Anche il fango, come quello che ha invaso le nostre strade, case, chiese, strade, luoghi di lavoro, anche il fango è diventato terreno fecondo“.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-07-2014 alle 17:11 sul giornale del 14 luglio 2014 - 3359 letture

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