Mangialardi: 'Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno lavorato per rimettere in piedi la città'

Maurizio Mangialardi 23/05/2014 - “Oggi che la fase più acuta dell’emergenza legata alla nostra alluvione può dirsi conclusa è doveroso ringraziare tutti coloro, Istituzioni, associazioni e soggetti privati, che hanno lavorato con generosità, impegno ed efficacia per rimettere in piedi una città piegata dalla violenza del fenomeno.

So bene che mai nessuno riuscirà a colmare il vuoto che sentiamo nel cuore per le persone che hanno perso la vita e che nulla potrà cancellare il disagio e la sofferenza di coloro che hanno visto portar via le proprie case dalla violenza del fiume, insieme ai ricordi di un’intera esistenza, e delle imprese e attività produttive che hanno visto compromettere attrezzature, investimenti e il lavoro dei propri dipendenti.

So altrettanto bene che nulla deve essere archiviato e che non dovremo smettere mai di impegnarci con tutte le nostre forze sino a quando i cittadini colpiti non ottengano una qualche forma di ristoro per i danni patiti.

Tuttavia, senza la mobilitazione di persone che per due settimane hanno lavorato 24 ore su 24 con competenza e dedizione con il coordinamento assicurato dal Comune, non saremmo mai riusciti a completare in tempi così rapidi le operazioni di soccorso e le fasi di ripristino delle vie e della strade.

Tanti sono i soggetti istituzionali che si sono prodigati: la prefettura, il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Polizia Stradale, XIV° Reparto Mobile, Carabinieri, Guardia di Finanza, con il relativo reparto sommozzatori, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale, Capitaneria di Porto, Asur, Caritas, Croce Rossa, la Provincia di Ancona, il Comune di Montemarciano.

Nella prima fase di soccorso sono stati impiegati tre elicotteri, tre mezzi anfibi, diversi gommoni e sommozzatori.

I Vigili del Fuoco hanno impiegato 381 operatori, 96 mezzi di varia tipologia svolgendo più di 800 interventi di soccorso.

I Comuni di Ancona, Pesaro, Jesi, Mondavio, Mondolfo, Monteporzio, Castelfidardo, San Lorenzo in Campo, Osimo, Recanati, Tre Castelli, l’Unione dei Comuni Misa e Nevola, la Provincia di Ancona e perfino il comune di Torino hanno messo a disposizione un contingente del proprio personale di Polizia Locale per aiutare le operazioni di vigilanza e soccorso nel territorio di Senigallia. Durante l’emergenza alluvione queste unità assegnate hanno garantito la presenza di ulteriori 146 turni di servizio.

Per fronteggiare l’emergenza nel ripristinare lo stato dei luoghi sono state ben 30 le imprese che hanno lavorato a tempo pieno giorno e notte, alcune delle quali a titolo gratuito come Società Autostrade, cui va un particolare ringraziamento per la tempestività e la qualità dell’intervento, la ditta “Ghella”, appaltatrice del V° lotto e l’impresa individuale Emanuele Tomassetti, che nel suo piccolo ha dato un grande contributo. I mezzi utilizzati dalle ditte sono state 137 e le persone impiegate sono state 178 per un ammontare complessivo di 20.253 ore di lavoro. La quantità di rifiuti raccolti è stata di 5.934 tonnellate, oltre a 2.000 tonnellate di fango e terra.

Per dare adeguata assistenza alla popolazione colpita si sono resi disponibili 30 psicologi, in collaborazione tra l’Asur, le diverse associazioni di volontariato e l’Ordine degli Psicologi delle Marche, fornendo un servizio continuativo di dieci ore giornaliere. Il Comune di Senigallia e il Dipartimento regionale di Protezione Civile hanno dovuto coordinare il lavoro di un’enorme quantità di uomini e mezzi del volontariato: 251 associazioni e gruppi comunali di protezione civile intervenuti con 3.761 appartenenti, 1.654 veicoli e mezzi impiegati, 940 interventi effettuati.

In questa funzione di coordinamento il personale comunale ha lavorato con un’energia ed impegno straordinari, avendo come unico obiettivo quello di alleviare le sofferenze dei cittadini.

Lo stesso straordinario apporto dei giovani volontari coordinati dalla Caritas (oltre 700 al giorno nella prima fase dell’emergenza e 1500 nel secondo week-end) sia senigalliesi che provenienti da altre città, si è rivelato prezioso proprio perché inserito all’interno della programmazione comunale.

Con le quasi 4500 unità e i quasi 2000 mezzi impegnati dalle Istituzioni si arriva ad una somma di oltre 6.000 persone impegnate insieme per fronteggiare un’emergenza straordinaria cui è seguita un’altrettanto straordinaria risposta in termini di tempestività ed efficacia degli interventi.

Non quindi un lavoro generoso ma separato svolto da Istituzioni e privato sociale, quanto piuttosto un’azione coordinata e concordata, funzionale al raggiungimento dell’obiettivo comune.

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare quest’opera di sostegno alla popolazione che può rappresentare un esempio da seguire per coloro che in futuro saranno chiamati ad affrontare situazioni analoghe.

E’ da questa grande riserva di senso civico, tempra morale e competenza professionale che ripartiamo per giungere ad una piena ripresa di Senigallia”.

 


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2014 alle 13:34 sul giornale del 24 maggio 2014 - 2306 letture

In questo articolo si parla di attualità, maurizio mangialardi, sindaco

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Luigi Alberto Weiss

23 maggio, 15:11
Ribelliamoci a questi fervorini asfissiati, melensi e sentimentali che producono i romanzieri comunali per compiacere il sindaco, che in questo modo non fa altro che gettare i soliti fumogeni per distorcere la realtà. E' ridicolo davanti a tutti far passare l'alluvione senigalliese come una catastrofe di dimensioni eccezionali. Così si alimenta il sospetto che si voglia sfruttare la vicenda per finalità diverse, magari per alimentare qualche clientela. Serietà, per cortesia.

Grazie a tutti quelli che hanno lavorato MA c'è solo un problema. Lo hanno fatto DOPO. Il problema è stato prima: se gli argini fossero stati adeguati, se si fosse evitato di costruire in aree alluvionabili (il nuovo Borgo Bicchia, ad esempio), se perlomeno si fossero informati i cittadini di quanto stava per succedere, i danni sarebbero stati molto più limitati.

Ma, si sa, in Italia le emergenze non si prevengono mai, le si affronta soltanto dopo. E Senigallia purtroppo non è un'eccezione.

Da fonti abbastanza attendibili ho saputo che il Comune di Senigallia dispone dal 2011 di fondi regionali destinati alla manutenzione del fiume. Mi dicono che quei soldi sono ancora fermi nelle casse del comune e che se non verranno spesi a breve torneranno alla Regione.
Se fosse vero, ai voglia di autocelebrazioni.