Ostra: il comitato sul cippo della discordia, 'Occorre revocare le autorizzazioni'

cippo Rompendo un silenzio che rischiava di essere tacita acquiescenza, un movimento di opinione pubblica si sta sviluppando per dire no al monumento ai fascisti che si vuole costruire in via dei Partigiani ad Ostra, di fronte alle lapidi che ricordano Alessandro Maggini, Pietro Brutti e Amedeo Galassi fucilati dai nazifascisti il 6 febbraio 1944, decorati di medaglie al valore militare.

Un appello perché sia impedita questa provocazione contro la Resistenza, che vorrebbe equiparare e confondere insieme i combattenti caduti per i valori di libertà giustizia e pace e i fascisti morti per aver sostenuto la guerra di Hitler, è stato promosso e sottoscritto dai familiari dei tre eroi partigiani e da numerose personalità della cultura e della politica di diversa ispirazione, con invito ai singoli cittadini, associazioni e forze politiche democratiche a sottoscrivere e a partecipare. Molte sono già le adesioni.

Essendo tra i promotori dell’iniziativa vogliamo chiarire che nessun partito intende attribuirsi la paternità dell’iniziativa e che l’obiettivo comune è che il monumento fascista non si faccia: né ora, né tra sei mesi, né mai. Di qui la richiesta che la Provincia ed il Comune revochino le autorizzazioni che hanno concesso per la costruzione, richiamandosi ai fondamentali valori della Costituzione antifascista e della Repubblica nata dalla Resistenza. Confidare semplicemente nella “buona volontà” a soprassedere del soggetto promotore del monumento fascista significa mettere in conto la possibilità della realizzazione in qualunque momento prossimo venturo. Occorre un provvedimento istituzionale che renda il NO chiaro e definitivo.

Il monumento alle spie e collaborazionisti che si vuole fare ad Ostra offende la memoria dei tre partigiani fucilati dai nazifascisti e ivi ricordati, eroi decorati della Resistenza; come pure dei resistenti di Ostra bruciati con i lanciafiamme sul monte S.Angelo di Arcevia, e di tutti i caduti e martiri della lotta di Liberazione. Sarebbe ben triste per tutto l’antifascismo se nel 70° della Liberazione delle Marche si lascino incombere autorizzazioni a realizzare quello che è obbiettivamente un oltraggio a tutta la Resistenza italiana. Occorre perciò il pronunciamento e la mobilitazione di tutti i democratici, singoli e associati, e confidiamo che anche le personalità politiche che pur con diversa sensibilità valutano comunque ”provocatoria” la realizzazione di un tale monumento si ritrovino con noi domenica pomeriggio 8 giugno nella piazza centrale di Ostra, per valutare insieme la situazione e decidere le iniziative future necessarie fino a che l’obiettivo non sarà raggiunto.

Vera Maggini, sorella di Alessandro Maggini, uno dei fucilati ad Ostra dai nazifascisti
Alfredo Antomarini, del Direttivo dell’Anpi di Ancona
Ruggero Giacomini, storico della Resistenza





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2014 alle 21:17 sul giornale del 23 maggio 2014 - 1942 letture - 1 commenti

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