Paradisi, Rebecchini e Papa: 'Una commissione di inchiesta sull'alluvione'

alluvione a senigallia 21/05/2014 - I consiglieri comunali Roberto Paradisi, Luigi Rebecchini e Caterina Papa hanno chiesto l'istituzione di una Commissione di inchiesta sull'alluvione del 3 maggio.

I sottoscritti Roberto Paradisi, Luigi Rebecchini, Caterina Papa chiedono l’istituzione di una Commissione speciale temporanea di indagine e inchiesta per chiarire ed accertare la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa comunale durante e dopo l’evento alluvionale che ha sconvolto la città. ATTO DI ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE SPECALE TEMPORANEA DI INDAGINE E INCHIESTA

IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO CHE

Il giorno 3 maggio u.s. la città di Senigallia è stata colpita da un violento fenomeno atmosferico che ha cagionato l’alluvione di diversi quartieri cittadini causando la morte di tre concittadini e causando ingentissimi danni alla popolazione; I quartieri coinvolti dall’evento drammatico non sono stati allertati prima dell’arrivo dell’acqua e le scuole non sono state chiuse; Le operazioni di soccorso e assistenza, da una parte hanno registrato un’autentica gara di solidarietà ed efficienza da parte dei tantissimi volontari che hanno generosamente aiutato la popolazione colpita (oltre a registrare la nota efficienza di forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile), dall’altra hanno fatto emergere criticità, problematiche di coordinamento e ritardi. Ad oggi molte famiglie hanno ancora esigenze primarie da soddisfare e non riescono a superare alcune criticità nonostante sia terminata la prima fase dell’emergenza;

CONSIDERATO CHE Senigallia non è nuova a fenomeni di questo genere (l’ultimo si è registrato nel 2011), anche se in passato sono stati più contenuti senza assumere la tragicità dell’ultimo evento; Per iniziativa dell’opposizione si aprì un tavolo di lavoro in commissione urbanistica al fine di predisporre un piano di allerta e di individuare lavori da eseguire nell’alveo del fiume e dei fossi attenzionati dallo stesso Comitato Alluvionati Misa; Non risulta agli scriventi sia stato rispettato il piano di allertamento predisposto dall’Amministrazione comunale a seguito di apposite e specifiche riunioni di commissione consiliare alle quali parteciparono gli stessi rappresentanti del Comitato Alluvionati; Occorrerà verificare se e quando sono stati svolti i lavori periodici di pulizia degli alvei e rafforzamento degli argini e se, nel corso dell’evento alluvionale, sono astati assunti tutti gli accorgimenti tecnici atti a contenere le conseguenze dell’evento; Un preventivo allarme (anche solo di un’ora o due ore) in tutti i quartieri poi alluvionati avrebbe comunque permesso alla popolazione di mettere in sicurezza persone e beni così da contenere le disastrose e drammatiche conseguenze dell’evento;

RITENUTO Che nell’interesse della comunità è diritto - dovere di tutti i consiglieri comunali, sia di minoranza sia di maggioranza, di assicurare la buona e corretta gestione della cosa pubblica anche attraverso un’azione di indagine e ispettiva sull’attività amministrativa ai sensi dell’art. 31 comma 3 dello statuto; con voti favorevoli ________________, contrari ________________, astenuti ____________________

DELIBERA 1. La istituzione di una Commissione Consiliare di indagine e inchiesta con la finalità di accertare le criticità e le inefficienze emerse; 2. La commissione dovrà essere composta da otto membri (quattro della maggioranza e quattro dell’opposizione) i quali, fin da ora, dichiarano di rinunciare al gettone di presenza di tutte le sedute che sarà destinato ad un fondo apposito istituito per concretamente aiutare la popolazione alluvionata; 3. Entro il termine di sei mesi dalla istituzione la commissione dovrà presentare una relazione finale al consiglio comunale, secondo le modalità previste dall’art.28; 4. L’Amministrazione agirà conseguentemente per quanto di propria competenza;





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2014 alle 11:12 sul giornale del 22 maggio 2014 - 2498 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, attualità, alluvione, senigallia, coordinamente civico

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A mio modesto parere, la commissione dovrebbe essere composta da esperti estranei ai Pertiti e possibilmente non senigalliesi. La commissione proposta rischia un bel pareggio (quattro a quattro) con polemiche che toccheranno tutto e di più.

A condizione che, dopo sei mesi, non ci si venga a dire che tutte le responsabilità sono da attribuire al Piano stralcio di bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) regionale, come si legge altrove in un articolo a firma di alcuni consiglieri!

Siccome il PAI è stato redatto raccogliendo tutti gli studi precedentemente effettuati ed anche - essenzialmente - le testimonianze di ciò che era accaduto nel tempo, da subito i consiglieri comunali dovrebbero adottare una variante al PRG in cui si preveda che, fin quando non siano state aggiornate le cartografie regionali, non possano essere rilasciati permessi per realizzare nuove costruzioni nelle zone esondate il 3 maggio scorso, dando altresì disposizione agli Uffici competenti perché revochino in autotutela quelli i cui analoghi lavori previsti in tali zone non abbiano avuto ancora inizio, escludendo categoricamente le eccezioni delle usuali norme transitorie (in ciò il PAI ha effettivamente peccato).

I cittadini senigalliesi sono interessati a conoscere se sia stata fatta un’accurata verifica di conformità al PAI della variante al PRG redatta per la realizzazione della terza corsia dell’autostrada, del nuovo casello autostradale e della complanare.

I cittadini senigalliesi vogliono sapere se la centrale telefonica e le apparecchiature ivi presenti siano state messe fuori uso dall’esondazione, se tale eventuale rischio fosse prevedibile e noto, se siano già stati attivati la Telecom e gli altri gestori della telefonia per creare immediate alternative e garanzie per il futuro.

Ai cittadini senigalliesi non può neppure essere nascosto se la pista ciclabile realizzata in cima all’argine del Misa sia stata realizzata adottando tutte le necessarie precauzioni (in particolare se, quando essa è stata progettata autorizzata e realizzata, il PAI era già vigente) e cosa stesse facendo subito dopo l’evento calamitoso di cui trattasi, laddove il Misa è fuoriuscito, l’escavatore che viene fatto vedere (in movimento) in un video reperibile in internet, da quando vi stava lavorando e a quale ente pubblico (Regione, Provincia o Comune) era riconducibile tale presenza.

Per concludere, si attivi subito l’aggiornamento del Piano urgente di emergenza per la salvaguardia dell’incolumità della popolazione ricadente nelle aree a rischio idrogeologico molto elevato, perché quel che vi è scritto a pag. 12 a proposito del “rischio esondazione”, dopo quel che è accaduto, non può certo essere più accettato.

Sottoscrivo in toto Franco 52.
Per il PAI non credo che possa essere stato fatto senza considerare i vari fattori: li' c'e' da individuare il problema.




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