Rimini sul post alluvione, 'La politica cittadina si deve concentrare su 3 punti fondamentali'

enrico rimini 20/05/2014 - In merito al post alluvione, che le scorso 3 maggio ha colpito la nostra città in maniera prepotente e devastante, la politica cittadina deva fare una forte riflessione, lucida e determinata, concentrandosi in tre aspetti fondamentali, primo: fare di tutto per avere risorse per far ripartire famiglie e imprese; secondo: far partire subito il progetto, già approvato delle vasche d'esondazione oltre a far fare subito dagli Enti preposti un intervento strutturale al letto del fiume Misa e ai suoi argini nei punti deboli; terzo: verificare e successivamente modificare il Piano Idrogeologico del nostro comune.

Tutto il resto sono chiacchiere, parole e fiumi di parole, i nostri cittadini, non hanno bisogno di dibattiti sterili e polemici, per le polemiche, voci da corridoio e per le accuse ci sono le autorità preposte che lavorano e devono lavorare per stabilire le competenze e le verità.
PRIMO PUNTO: la fase attiva inizierà subito dopo le elezioni quando i riflettori propagandistici saranno abbassati, li vedremo e dovremmo pretendere quanto promesso e subito, spingendo tutti, ognuno nel suo ruolo e nelle sue competenze e conoscenze. Impegnando il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Governatore Spacca a darci risposte concrete ed immediate su risorse e blocco della tassazione a tutti i livelli per famiglie ed imprese colpite, lo dobbiamo pretendere!!
SECONDO PUNTO: chiedere la partecipazione al prossimo consiglio comunale del Governatore Spacca, del commissario provinciale Casagrande e del responsabile regionale della protezione civile, i quali non devono venire per fare un dibattito, ma per portarci, atti alla mano, fondi e date di inizio lavori per vasche d’esondazioni sistemazione degli argini e abbassamento del letto del fiume Misa.
TERZO PUNTO: Aprire subito con la commissione consiliare competente il dibattito sul Piano Idrogeologico, darsi un tempo di studio non superiore ad un mese per poi proporre una modifica, la più condivisa da tutti gli Amministratori e consiglieri e dagli esperti competenti, alla luce di quanto accaduto.

Oggi non esistono le polemiche di colore politico, oggi esistono migliaia di nostri concittadini che devono avere quanto loro spetta, la nostra città ha dato un grande segno, ed è quello di non stare a guardare aspettando la “manna”, ma di agire e di agire subito, rimboccandosi le maniche e dandosi da fare, la politica deve fare altrettanto e visto il grande gesto della collettività, la quale ha rimesso in sesto una città devastata, Senigallia non ha nessuna “magagna” da nascondere e nessuna coda di paglia, ma ha solo la forza di pretendere quanto dovuto.

Io nel mio piccolo cercherò di fare questo, il lavoro dei cittadini l’abbiamo visto tutti, adesso la politica deve fare la sua parte, ricordando che il vero lavoro della politica responsabile in merito all'alluvione inizia adesso.
Poi alla fine i cittadini, come sempre sapranno scegliere e distinguere tra i fatti e le parole!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2014 alle 19:44 sul giornale del 21 maggio 2014 - 523 letture

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floriano schiavoni

21 maggio, 08:08
Se si vuol risolvere il problema anche con l'ausilio delle vasche di espansione non presentate progetti " RIDICOLI" come quello del Brugnetto.
Dal portafoglio occorre tirar fuori almeno 50 milioni per garantire quella maggior capacità d'invaso necessaria a fenomeni atmosferici che in futuro saranno, a causa dell'effetto serra, ancora più disastrosi.
Fiumi più puliti( questo non vuol dire canali cementati). Espropriare( NON ASSERVIRE) terreni quindi per poi piantarci Pioppi da destinare a Biomassa e attività ricreativa
Fauna opportunistica (volpi, nutrie e istrici)con densità agro-faunistica lungo il fiume pari a zero. ( guardate come fà la vicina Emilia Romagna).
Visto che le provincie, prima o poi chiudono,trasferire alcuni dipendenti dalle inutili ma comode poltrone a custodi del fiume ( lavoro tra l'altro molto più salutare).
Abbassare il livello del letto del fiume e contemporaneamente innalzare le sponde dello stesso nel tratto che attraversa la città.
Immediatamente, con una piccola spesa, predisporre all'ingresso di Borgo Molino,all'altezza del cavalcavia autostradale la possibilità di chiudere tale accesso alle acque ( sarebbero salve le zone Borgo Molino Scuole, , piano regolatore Etc)




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