Belvedere: lo chef non vedente Antonio Ciotola al World's 50° Best 2014 di Londra

Antonio Ciotola al World's 50° Best 2014 di Londra I suoi piatti sono pieni di colori, nessuno come lui conosce i sapori dei piatti che prepara e ama sfilettare il pesce ...ad occhi chiusi. Sì perchè Antonio Ciotola, chef titolare della Taverna degli Archi di Belvedere Ostrense (AN), è un cuoco non vedente.

Antonio infatti ha perso la vista la notte di Capodanno di otto anni fa proprio mentre festeggiava il nuovo anno insieme ai suoi clienti. Dopo una breve pausa Antonio ha ricominciato tutto da capo, con tenacia e determinazione ha ripreso in mano la sua professione, utilizzando gli altri sensi per riprendere a cucinare trasferendo nei suoi piatti nuove sensibilità ed esperienze sensoriali. Ed oggi per Antonio, che condivide l'attività con la moglie Manola Mariani, è arrivano un prestigioso riconoscimento.

Lo chef, di origini partenopee ma belvederese di adozione, è stato il vincitore italiano del concorso internazionale “Quella volta che...”, indetto da Acqua Panna e San Pellegrino. Una vittoria che lo ha proiettato direttamente al World's 50° Best 2014, il più famoso contest internazionale che ogni anno a Londra raduna i 50 migliori cuochi del mondo. In gara con lo chef marchigiano c'erano colleghi provenienti da 26 paesi di tutto il mondo e a giudicare i menù una giuria internazionale composta, tra gli altri, anche dal superchef de La Terra dei Cuochi di Rai Uno Davide Scabin.

“E' stata un'esperienza unica -racconta Antonio Ciotola appena rientrato da Londra- certamento non ho vinto il World's 50° Best ma la mia vittoria l'ho già avuta. Essere ammesso alla più importante manifestazione internazionale del settore per me è quanto di più potevo chiedere. È un sogno che si è realizzato. Hanno capito che per me la cucina è sinonimo di amore, passione e impegno. E per me basta questo”. Una storia, quella dello chef della Taverna degli Archi, unica.

“Nel capodanno 2005 festeggiando con i miei clienti un fuoco d'artificio mi ha fatto perdere la vista. Dopo 6 mesi di fermo ho riaperto il locale e i nostri clienti ora sono felici di mangiare piatti cucinata da un cuoco non vedente -sorride Antonio- Il bello è che senza vedere uso tutti i tipi di attrezzature compreso il mio amico coltello e anche l'affettatrice. Amo spinare il pesce tanto che un giorno mia moglie ad un cliente in sala disse: Mangi tranquillamente perchè l'orata farcita è stata spinata dallo chef. Il cliente conoscendo la mia storia sulle prime rimase sorpreso, poi venne in cucina a complimentarsi per non aver trovato nessuna spina. E da allora nel menù non manca mai l'Orata all'occhiello”.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2014 alle 20:30 sul giornale del 21 maggio 2014 - 2009 letture

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