Paradisi: 'La sconcertante omissione di Mangialardi: non ha dato l'allarme e non ha chiuso le scuole'

Roberto Paradisi 19/05/2014 - Delle due l’una: o il sindaco Mangialardi vuole prendersi gioco dei cittadini o è in totale confusione. Da una parte afferma (mentendo) che i cittadini della zona Vallonne-Cannella sono stati avvisati come da piano di emergenza (in realtà sono partiti solo degli sms senza dar seguito alla comunicazione radio e con megafoni in strada). Dall’altra, senza senso del ridicolo, afferma di non aver avvisato i cittadini di tutti gli altri quartieri (dai borghi periferici fino al piano regolatore e al lungomare) perché altrimenti avrebbe creato il panico.

E di se stesso dice di aver salvato addirittura vite umane (un uomo senza più senso del reale!). Se l’allarme è previsto in un piano di emergenza (per Cannella e Vallone) significa una sola cosa: quando si ha la certezza che l’acqua arriverà (e dalle 8,00 – 8,45 in poi questa certezza c’era per tutti i quartieri a sud di Senigallia) l’allarme va dato. Sostenere il contrario per i soli cittadini di Senigallia-centro è offensivo per l’intelligenza altrui. Non averlo fatto è gravissimo, irresponsabile e incomprensibile. L’omissione di Mangialardi è sconcertante e imperdonabile. Il primo cittadino non ha dato l’allarme e non ha chiuso le scuole come ha fatto ad esempio il sindaco di Ostra Olivetti.

Prima dell’evento, non si è curato di verificare (come era stato chiesto dal Comitato alluvionati negli anni scorsi) la puntuale e rigorosa pulizia degli argini di fiume e fossi. Non è stato in grado di organizzare seriamente la macchina dei soccorsi facendo mancare alla popolazione anche le più elementari informazioni (numeri di telefono del Centro di soccorso, modalità operative di raccolta rifiuti …). Non ha garantito a tutti i cittadini l’assistenza necessaria (macchinari di pulizia, personale qualificato per problematiche sollevate dai cittadini, trasporto e rimessaggio delle auto devastate …).

Non ha chiesto al presidente Renzi nella sua visita a Senigallia (lo ha fatto solo il sottoscritto) lo stanziamento di fondi urgenti per i privati, limitandosi a fare con lui “selfie” fotografici con sorrisi inopportuni e scene da dimenticare. Non ha distribuito moduli di stima danni corretti e non ha precisato che non si trattava di una richiesta di risarcimento dei danni (molti sono convinti che lo siano). Non ha fatto “mea culpa” per 20 anni (gli ultimi dieci in particolare) di cementificazione selvaggia e aggressiva. In queste ore, a fronte di dichiarazioni imbarazzanti per l’intelligenza di chiunque in cui dipinge la città come “tornata alla normalità”, impedisce ai cittadini di stoccare i rifiuti e i detriti per le strade facendo intervenire (quando accade) i vigili urbani. Incredibile ma vero. L’importante è apparire. L’essenziale è poter dire che le strade sono pulite (falso: basti verificare in zona Cannella solo per fare un esempio) e che la stagione è ai nastri di partenza.

Ma qui ci sono cittadini abbandonati che hanno perso tutto: casa, posto di lavoro, auto e vestiti. Ma il nostro sindaco sembra non abbia ancora realizzato cosa è realmente successo. Di lui ricorderemo il “selfie” gaudente con Renzi mentre in lacrime i senigalliesi spalavano fango.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-05-2014 alle 20:10 sul giornale del 20 maggio 2014 - 3014 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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Questa è la nostra amata Italia..... in Paesi più evoluti, si accantonano le polemiche e si lavora tutti uniti per il bene comune.... in Italia (vedi L'Aquila) si brinda pensando al bene personale....

Luigi Alberto Weiss

20 maggio, 09:41
Anche le disgrazie servono per apparire e invadere televisioni complici, giornali compiacenti, radio amiche. La verità e le responsabilità (vecchie e nuove) però restano intatte.

Le polemiche sono state accantonate per sufficiente tempo.
Questa è la nostra amata Italia, nessuno che si prende le proprie responsabilità e si dimette.

Commento modificato il 21 maggio 2014

ma dai è chiaro, i Vigili hanno chiuso i ponti quando l'acqua stava già su.. dov'erano gli allarmi della protezione civile regionale ai comuni quando l'acqua superava i limiti delle asticelle idrometriche lungo il fiume? com'è possibile che non hanno fatto in tempo a rompere gli argini nelle famose vasche di espansione?