L'alluvione attraverso gli occhi di Margherita Pierfederici (2° C Marchetti): 'L'essenziale è l'amore per gli altri'

Ingresso Istituto marchetti 17/05/2014 - Sabato 3 maggio è successo un fatto che segnerà la storia di Senigallia: l’alluvione, per lo straripamento del fiume Misa e di vari canali e fossati, provocando danni veramente gravi.

A me e alla mia famiglia molto fortunatamente non è successo niente, perché abito al Ciarnin, molto distante dal fiume e dalla città. Quando abbiamo potuto vedere la situazione, (macchine,bidoni, tutto scaraventato in giro,immersi nel fango) mi sentivo male, quello che provavo non era un semplice mal di testa o di pancia, mi sentivo affranta. Il giorno dopo siamo andati da qualche amico che ha avuto l’acqua in casa, non c’era più nulla che mi facesse ricordare come era prima: mobili, divani, sedie, tavolini… pieni di fango e rovinati dall’acqua.

Nelle case non c’era più niente,solamente fango e dei visi privi di emozioni. Alcune persone si sono abbattute e disperate, se io fossi al loro posto non mi abbatterei mi rimboccherei le maniche e a testa alta andrei avanti.

Andando in giro per le case sentivo che tra me e la gente che spalava il fango c’era qualcosa che mi legava: l’amore per gli altri e la solidarietà.

L’alluvione è un fatto bruttissimo, però fa capire molte cose: ragazzi, giovani, adulti, amici o estranei che si aiutano e si fanno coraggio. Dall’alluvione ho imparato che per vivere bastano poche cose, la cosa più essenziale è l’amore per gli altri.

2 C-Scuola Marchetti/Margherita Pierfederici.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2014 alle 17:15 sul giornale del 19 maggio 2014 - 833 letture

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