Informazione e gestione dei volontari, ecco i giovani di Sos Alluvione Senigallia a cui la città deve dire 'Grazie'

16/05/2014 - “Senigallia nella sfortuna ha ricevuto un regalo inatteso, questo regalo siete voi, tutti, che avete messo da parte la vostra quotidianità per restituirla a chi l'ha persa. Sarebbe bello poter ricordare l'alluvione di Senigallia, non come il fiume di fango che passa e distrugge ma come il mare di persone che in silenzio ha riportato la speranza, la forza e un sorriso dove non c'era più. I volontari sono le gocce di questo mare”.

Questo il messaggio lasciato dal team Sos Alluvione Senigallia nella pagina facebook, creata ad un'ora di distanza dalla tremenda alluvione dello scorso 3 maggio, per ringraziare quanti si sono adoperati per aiutare Senigallia a rialzarsi.

Ma- evidenzia Corrado Canafoglia- "il primo vero ringraziamento, senza nulla togliere al preziosissimo ed indispensabile lavoro svolto durante l'emergenza dalla Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e dalle Forze dell'Ordine, va proprio al Team Sos Alluvione Senigallia. Un gruppo di ragazzi, giovani e giovanissimi, che, con poche informazioni ma chiare e veloci, hanno saputo gestire e salvare Senigallia”.

I ragazzi di Sos Alluvione Senigallia, al contrario di quanto spesso si dice dei giovani, “hanno dimostrato di non essere una generazione di 'bamboccioni' capace solo di stare con il cellulare in mano- continua Canafoglia- Nell'emergenza, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di essere adulti e maturi, capaci di prendersi responsabilità e di avere un grande senso civico”.

Difatti grazie alla pagina facebook 'Sos Alluvione Senigallia', nata da un'idea di Gianmarco Fusaro con la collaborazione di Francesco Mallucci e l'aiuto organizzativo di Jacopo Mutti ed Elisabetta Baroncini, sono state possibili tutte le comunicazioni del caso (nonostante le linee telefoniche fossero saltate) e soprattutto è stata gestita tutta la macchina dei soccorsi. Tanto che anche le Istituzioni, Caritas e Comune in primis (tanto che l'amministrazione ha anche fornito a Sos Alluvione le risorse necessarie per far funzionare la macchina organizzativa), si sono rivolte a questi giovani per le comunicazioni ufficiali e per mettere insieme domande e risposte, ovvero le richieste di aiuto e la disponibilità dei volontari.

In un'ora e mezza, partendo da quattro città diverse e lontane da Senigallia (Fusaro=Milano; Mallucci=Bologna; Mutti=Ravenna; Baroncini=Imola), hanno saputo risolvere il problema dell'isolamento della città, hanno permesso a persone lontane di avere notizie o mettersi in contatto con i propri amici e parenti (anche dall'India) e gestire, in sinergia con la Protezione Civile, l'organizzazione degli aiuti.

Stando a Milano non riuscivo a contattare la mia famiglia perchè Senigallia era isolata, su facebook le notizie erano sparse sui profili dei miei contatti ma, a mio avviso, per una corretta comunicazione e informazione a chi stava lontano mancava coordinamento- spiega Gianmarco Fusaro- Da qui l'idea di creare una pagina dove racchiudere tutte le notizie utili”. “Ma non volevamo dare notizie o informazioni per sentito dire- aggiunge Francesco Mallucci- Così, tornati a Senigallia, abbiamo deciso di andare personalmente a verificare le situazioni nelle varie zone e ad ascoltare le esigenze di ciascuno”.

Mentre Mallucci girava per la città, tra acqua e fango, per constatare la situazione e parlare con chi aveva bisogno di aiuto, Fusaro aggiornava in tempo reale la pagina. Sos Alluvione Senigallia è, fuori da ogni aspettativa del team, improvvisamente esplosa raggiungendo le 310.000 visite e 15.000 'mi piace'. Non solo. Quasi per caso ha iniziato a ricevere le candidature di quanti volevano aiutare ma non potevano farlo perchè, come previsto dalle regole in caso di emergenza, non avevano un'assicurazione che li copriva.
 

Contemporaneamente Jacopo Mutti stava lavorando per aiutare la Protezione Civile ad essere più efficace in un territorio colpito così esteso e ha scelto di appoggiarsi ad SOS Alluvione per avere la massima efficacia. Appena iniziato a collaborare è stato Jacopo Mutti a sviluppare il sistema di gestione volontari che ha permesso di ottimizzare l’impegno delle migliaia di volontari arrivati

Per evitare, come accade senza organizzazione e coordinamento, che i volontari si spostassero in massa lasciando scoperte certe zone, abbiamo costruito un sistema informatico che permetteva di raccogliere le disponibilità dei volontari e le loro richieste di aiuto, visualizzando ogni singolo intervento su una mappa (con la città suddivisa in 25 aree) aggiornata in tempo reale- spiega Jacopo Mutti - In questo modo siamo riusciti ad inviare aiuti e volontari ovunque, senza lasciare zone scoperte e senza creare caos o intasamenti nelle strade. Il tutto in un clima di totale fiducia tra le parti che, in situazioni come questa, non sempre è facile da creare. In questa situazione complessa, dove non si poteva sbagliare nulla è stata importantissima Elisabetta Baroncini, capace di formare, coordinare e motivare uno staff eterogeneo ed appena nato, dando ai volontari le direttive su come ci si comporta in situazioni di emergenza e su come gestire tutto il lavoro ”.

Il progetto, nato velocemente su internet e gestito da giovani e giovanissimi ragazzi, dopo una prima fase di verifica (come è giusto che sia da parte delle Istituzioni in situazioni di emergenza) è diventato il punto di riferimento e di coordinamento anche per le Istituzioni.

La città deve essere grata a loro perchè hanno svolto un lavoro enorme, rapido ed efficiente, che- sottolinea Giovanni Bomprezzi della Caritas- ci ha permesso di rafforzare il nostro lavoro e di aiutare rapidamente tutti”.

A rendere possibile tutto questo, oltre Gianmarco Fusaro, Francesco Mallucci, Jacopo Mutti e Elisabetta Baroncini, sono stati i ragazzi del team che, dal computer, sono riusciti a gestire i 1700 volontari reclutati (800 volontari in media al giorno a disposizione in ogni zona della città) e ad arginare gli 'sciacalli informatici' che tentavano di approfittare della pagina per vendere o farsi pubblicità.

E questi sono: Lorenzo Candelaresi, Alessandro Annini, Marco Franceschini, Thomas Ippoliti, Nathan Primicino Coen, Claudia Uncini, Alex Brocanelli, Francesca Mariasole Gresta ed ancora Laura Quaresima, Giulia della Costanza, Maria Vitali e Simone Luchetti.

"Abbiamo aiutato come potevamo, nel rispetto delle indicazioni delle persone più grandi e più esperte di noi, che sono riusciti a farci svolgere i nostri compiti in una situazione di emergenza senza però essere schiacciati da questa pressione- concludono i ragazzi- Dal nostro punto di vista è stato un buon risultato quello che abbiamo ottenuto" e- come dice Claudia Uncini- "speriamo che il nostro aiuto possa essere impresso nel cuore di qualcuno". Si augurano pertanto che questo progetto di gestione dell'emergenza, se si dovesse presentare una situazione simile da qualunque altra parte, possa essere utilizzato come modello da seguire.

Infatti questi ragazzi, tralasciando la loro quotidianità e, in certi casi, mettendo a rischio anche il loro posto di lavoro, non si sono risparmiati: si sono resi costantemente disponibili sia nella gestione che negli interventi in strada e nelle abitazioni colpite.





Questo è un articolo pubblicato il 16-05-2014 alle 17:31 sul giornale del 17 maggio 2014 - 4936 letture

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