Ceresoni: sulle dune doverose alcune precisazioni

16/05/2014 - In merito all’articolo apparso nella giornata di martedì 13 maggio 2014 a firma di Gabriele Mesturini - operatore balneare concessionario dello stabilimento confinante con la zona ove sono stati eseguiti i lavori – e titolato “Ruspe in azione per rimuovere le dune sul Lungomare Leonardo Da Vinci” l’assessore all’urbanistica del Comune di Senigallia Simone Ceresoni replica quanto segue.

In merito all’articolo apparso nella giornata di Martedì 13 maggio 2014 a firma di Gabriele Mesturini - operatore balneare concessionario dello stabilimento confinante con la zona ove sono stati eseguiti i lavori - voglio dichiarare che l’intervento eseguito nei pressi del Lungomare Da Vinci si è reso necessario in quanto il cumulo di sabbia, che aveva un fronte di circa 5 metri, ricopriva una “discarica abusiva” composta da rifiuti di vario genere tra cui vetri, vecchi materassi, bottiglie in plastica, vecchie coperte, una platea in cemento e pilastri in calcestruzzo, per un importo complessivo di rifiuti stoccati in discarica pari a circa 46.000 chilogrammi. (Vedi foto 1 e foto 2).

Nella rimozione e nell’opera di bonifica alcune piante pioniere e psammofile di ambiente dunale sono state preservate e già innestate in collaborazione con lo Studio Diatomea nella duna presente più a sud e contigua alla zona in cui si è intervenuti.

Altre essenze (nello specifico quelle riferite alla specie del giglio di mare) sono state sottratte in modo abusivo da alcuni cittadini. Per ciò che è dato di sapere gli organi di controllo stanno effettuando i necessari accertamenti in ordine alle responsabilità di chi ha abusivamente abbandonato rifiuti, anche pericolosi per l’incolumità umana e la fruibilità in sicurezza della spiaggia (i vetri in primis) e di chi ha senza autorizzazione alcuna prelevato piante di specie protetta, che sarebbero state salvaguardate e riposizionate in ambiente dunale come le altre.

Per dare diritto di cittadinanza alla verità e fare chiarezza sull’intera vicenda va segnalato come la zona di spiaggia di cui si sta parlando fin dal 2010 è stata indicata come zona ove gli stabilimenti balneari, già esistenti e collocati in aree a forte erosione marina, potevano trasferirsi, secondo procedure ad evidenza pubblica effettuate nel recente passato, lasciando la spiaggia in precedenza occupata come libera.

È questo il caso dello stabilimento balneare Blasco, che in precedenza era collocato nella spiaggia di fronte al ristorante Pomodoro nei pressi del lungomare del Ciarnin. Oggi questo tratto – lasciato dallo stabilimento balneare - è spiaggia libera e nello stesso si sta formando una duna molto rilevante in termini ambientali e paesaggistici, ed esiste già un quadro d’intesa con lo Studio Diatomea per le necessarie operazioni di mappatura e le conseguenti attività di salvaguardia (Vedi foto3).

Aggiungo anche che la previsione di destinare il tratto di spiaggia (oggetto dei lavori di cui si parla) per il trasferimento di stabilimenti balneari era contenuta già nel piano urbanistico adottato a fine 2010, che fu votato all’unanimità di tutti i presenti nella seduta del Consiglio Comunale del 1 dicembre 2010.

Per ciò che riguarda poi il tema più specificatamente relativo al “Progetto di tutela e di valorizzazione del sistema dunale” in atto nella città di Senigallia dal 2010, va specificato che sono circa 3 i chilometri di fronte mare del litorale cittadino che sono oggetto di una specifica attività di monitoraggio, salvaguardia e valorizzazione ambientale e paesaggistica, ove sono posizionate ambiti e sistemi dunali, oggetto di studio e di tutela da parte dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con lo Studio Diatomea.

Infatti in attuazione del principio di progettazione differenziato del litorale cittadino, il Piano Spiaggia diversifica la normativa dei diversi tratti (passando da uno scenario particolarmente antropizzato – soprattutto nelle zone centrali – con stabilimenti balneari classici e quelli maggiormente accessoriati, fino ad arrivare a scenari di spiaggia libera in ghiaia o in sabbia ove, in quest’ultimo caso, il sistema dunale caratterizza fortemente il paesaggio con la flora e la fauna tipica di questo ambiente e protegge il litorale in modo preventivo dall’azione di erosione portata dal vento).

Ovviamente il progetto è perfettibile e non sono mancate alcune azioni che mal hanno interagito con questa previsione. Sicuramente anche in questo ambito si poteva e si potrà fare di più e meglio, per raggiungere le finalità dichiarate.

Da ultimo voglio anche ribadire con alcuni dati precisi che la spiaggia libera è per questa amministrazione comunale un valore sia per la sua valenza ambientale che per la sua attrattività turistica e per la balneazione dei cittadini. Tant’è che dal 2010 la giunta Mangialardi di concerto con il Consiglio comunale ha cancellato le previsioni contenute nei precedenti strumenti urbanistici, che prevedevano nuove concessioni demaniali per nuovi esercizi commerciali, nuovi stabilimenti balneari e attività antropiche in generale, che avrebbero trasformato 23.265 mq di spiaggia libera in spiaggia antropizzata. Abbiamo infatti depennato la previsione di circa una ventina di nuove concessioni demaniali, le cui procedure di affidamento sono state da noi prima sospese e poi ritirate definitivamente. E anche nel tratto di litorale, interessato dai lavori di cui si sta discutendo, voglio rassicurare quanti hanno a cuore questo problema che una parte dello stesso sarà a fruizione pubblica e libera nella prossima e nelle future stagioni estive.

Purtroppo, voglio anche aggiungere in conclusione la calamità naturale che ha colpito la nostra città nella giornata del 3 maggio e il necessario successivo enorme lavoro di intervento a cui siamo stati tutti impegnati che non ha dato la possibilità di comunicare in modo più efficace quanto accaduto in via preventiva.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-05-2014 alle 13:15 sul giornale del 17 maggio 2014 - 5125 letture

In questo articolo si parla di comune di senigallia, simone ceresoni, politica, senigallia, dune, Gabriele Mesturini

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rob erto

16 maggio, 14:42
Conoscendo la zona, e vedendo le foto, non si tratta di un cumulo di sabbia di 5 metri, ma di una duna sviluppatasi in tutto per tutto. essa si era formata da almeno 20 anni. dalla cabina del telefono all' ingresso sono circa 15-20 metri, ed anche l'estensione verso il mare è di 4-5 metri.

Allora...

Inevitabile, da parte mia, fare i complimenti all'Essessore Ceresoni, che con una sintassi a dir poco perfetta, ci illumina sul "sesso degli Angeli"...

L'Assessore Ceresoni, è sicuramente il miglior politico locale se parliamo di "politichese", nessuno meglio di lui riescirebbe a vendere i frigoriferi agli Eschimesi...

La Sua risposta, molto probabilmente, è come la terza foto, "fasulla", perchè mentre la prima è del luogo in questione, la terza proprio non c'entra nulla, chissà di quale duna si tratta, non certo quella in questione, questo lo posso dire perchè ero presente e ho anche le foto.

L'Assessore Ceresoni, si "spertica" nello spiegargi filo d'erba per filo d'erba tutta la storia della duna, ma casualmente tralascia il problema principale.

Quindi digerite le Sue spiegazioni, perfette, sulla sabbia, sulla duna, sulla platea e sui rifiuti, vorremo anche capire come mai ci si è accorti dopo 15 anni di tutta questa "mercanzia" che esisteva sotto la duna e, ancora guarda caso, ce se ne accorge quando viene presentata una domanda di spostamento della concessione?

A pensar male il più delle volte ci si indovina...diceva il buon Andreotti. Perchè è palese, o almeno risulta strano che per 15 anni nessuno scava per portar via i rifiuti sottostanti, ma questo avvuiene dopo appunto la domanda di un gestore.

Gentile Assessore Ceresoni, per caso riesce a darci una risposta un pochino meno politichese anche su questo problema?
Attendiamo fiduciosi e speranzosi...

Marcello Liverani

Sintetizzo in una frase (o un tweet) la lunghissima dichiatazione: "Dune e stabilimenti balneari sono come il gioco del 15. Ne sposti uno per fare posto all'altro e viceversa."

Sintetizzo in una frase (o un tweet) la lunghissima dichiatazione: "Dune e stabilimenti balneari sono come il gioco del 15. Ne sposti uno per fare posto all'altro e viceversa."

bhe gira e rigira fanno come gli pare ....ma io cio che dice non gli credo ...............xche i rifiuti codella foto dopo circa 20anni sotto la sabbia non so cosi ..il sig.or ceresoni su fb dice che ha le carte in regola ...............ma ce anche chi dice il contrario pero come me

beppe pg

17 maggio, 04:52
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pepito sbazzeguti

17 maggio, 05:50
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asterix

17 maggio, 10:09
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gasparinocarbonaro

17 maggio, 10:18
Sempre più museo degli orrori e sempre meno spiaggia di velluto. Invece di eliminare brutalmente il cemento sulla spiaggia e nel mare - scogliere - continuano ad infierire sul cadavere ormai in putrefazione.Restituitemi la mia spiaggia!Gli interessi di pochi contro gli interessi di molti e delle future generazioni che non devono preoccuparsi di un lavoro, ma di avere un pianeta su cui vivere.

è inutile che ci arrabbiamo... l'ambiente è cambiato anche per volontà della gente che frequenta la spiaggia; oggi molta gente esige spiagge che di naturale non hanno più nulla. Quindi dovendo "tutto" produrre reddito ad ogni costo anche a scapito della natura, siamo arrivati a vivere, parlando di spiaggia, in un ambiente che io definisco di plastica....

marcello

17 maggio, 18:51
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