Alluvione e post emergenza, il Comitato alluvionati del Misa e Paradisi: 'Gravi responsabilità del sindaco'

Il Comitato Alluvionati del Misa e il consigliere del Coordinamento Civico Roberto Paradisi denunciano pubblicamente (al momento non sono state intraprese vie legali) le inefficienze nella macchina dei soccorsi e nell'operato dell'amministrazione comunale in occasione della recente alluvione che ha colpito Senigallia.

Fino ad oggi ho preferito tenere un profilo basso, di pura informazione ai cittadini, e pertanto quasi di collaborazione con l'amministrazione per permettere al sindaco, primo responsabile dell'emergenza, di poter gestire con la massima priorità la situazione- afferma Roberto Paradisi del Coordinamento Civico- Ora la tregua del fango finisce. E' giunto il momento di denunciare le inefficienze dell'amministrazione che ha responsabilità gravi per quanto avvenuto”.

Infatti, secondo il Coordinamento Civico e il Comitato Alluvionati del Misa, creatosi spontaneamente dai cittadini delle zone più colpite (Cannella, Vallone e Molino Marazzana) dopo l'alluvione del 2011, non è stato applicato nessun punto del programma del Piano di Protezione Civile stabilito in Commissione.

La nostra è una zona abituata a queste situazioni di emergenza e quindi preparata ma, pur avendo fatto prove di evacuazione, lo scorso 3 maggio non siamo riusciti a capire in tempo cosa stesse succedendo e di conseguenza a fare quello che si poteva fare per salvare il salvabile- sottolinea Stefano Mencarelli del Comitato Alluvionati del Misa- Questo perchè è mancato il primo punto, fondamentale, del Piano di Evacuazione. Ovvero nessuno ha dato l'allerta”.

Una mancanza che, tengono a precisare, avrebbe permesso ai cittadini, non solo di Cannella, Vallone e Molino Marazzana ma anche di tutte le altre zone gravemente colpite dall'alluvione, di allontanare le auto e apporre tavole o sacchi a protezione delle porte e dei garage. “Il tutto per una negligenza e responsabilità del sindaco- rimarca Paradisi- Sapeva sin dalle prime ore del mattino qual'era la situazione e non ha avvisato i cittadini, i quali avrebbero avuto diverse ore per mettere in salvo il salvabile”.

Tuttavia le responsabilità dell'amministrazione comunale non si limiterebbero al mancato allarme. Il Comitato e Paradisi denunciano anche altre responsabilità del sindaco.

Il Sambuco ha rotto gli argini perchè nessuno, nonostante a seguito dell'alluvione del 2011 ci eravamo battuti per far pulire l'alveo e rinforzare gli argini del fosso, si è adoperato per farlo- conferma Paradisi- Inoltre, sabato 3 maggio, quando si è verificata la piena sono state aperte solo 2 delle 6 grate. Questo ha creato una barriera naturale di detriti”. “Non si può pertanto parlare di calamità naturale o evento naturale eccezionale perchè, a priori, non sono state fatte le operazioni di prevenzione e tutto ciò che si poteva fare per evitare questa situazione o almeno questi ingenti danni- fa eco Mencarelli- E, la rete applicata per fermare l'acqua o il cumulo di terra sciolta posta ora dove il fosso ha rotto gli argini, lasciandoci per di più le piante in mezzo, non sono certamente i sistemi adatti per risolvere il problema”.

Un problema che torna a ripetersi e che continuerà ad esistere, evidenzia Matteo Montesi del Comitato, perchè “il fosso ha l'imbocco al contrario. Invece di scaricare nel Misa l'acqua torna indietro. E noi ci siamo trovati con il Misa che ha scaricato l'acqua nelle nostre abitazioni”.

A queste responsabilità vanno poi aggiunte, denunciano Paradisi ed il Comitato, quelle del post emergenza: “Siamo ancora in uno stato di precarietà, in cui gli aiuti vengono meno e l'amministrazione, che non si è mai fatta vedere dalle parti delle nostre abitazioni, continua a dare false informazioni e notizie come nel caso delle agevolazioni da parte degli Istituti di Credito. Non esiste il tasso zero come dicono loro. E' vergognoso”- concludono.







Questo è un articolo pubblicato il 16-05-2014 alle 17:31 sul giornale del 17 maggio 2014 - 1609 letture - 0 commenti

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N.H.m.u.

17 maggio, 11:03
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