Post alluvione: interventi edilizi di manutenzione ordinaria senza l’obbligo di comunicazione

Edilizia Molti dei proprietari di edifici danneggiati dall’alluvione dello scorso 3 maggio stanno programmando interventi di ripristino sugli immobili colpiti. La tipologia d’intervento che più frequentemente si renderà necessaria è quella dell’intervento di ordinaria manutenzione.

A questo proposito l’Amministrazione Comunale, per agevolare l’iniziativa dei cittadini, ha approvato una misura di semplificazione amministrativa che prevede come tali interventi possano essere effettuati senza l’obbligo di comunicazione al Comune.

In caso di futura dichiarazione dello stato d’emergenza da parte del governo nazionale le spese sostenute per gli interventi di manutenzione ordinaria potranno essere oggetto  di detrazione fiscale.

A tale proposito va ricordato tuttavia come le modalità con la quale accedere a tale beneficio fiscale non sono del tutto chiare sotto il profilo normativo e come vi sia un orientamento ad  applicare la detrazione solo per i lavori effettuati dopo la deliberazione dello stato di emergenza. L’Amministrazione Comunale ha attivato un tavolo di confronto con l’Agenzia delle Entrate per ottenere da parte di questo ufficio una linea interpretativa più favorevole ai cittadini di Senigallia, in forza del quale ammettere al beneficio anche gli interventi da loro eseguiti prima della dichiarazione dello stato d’emergenza.

Alla luce della situazione generale, a coloro che intendano effettuare da subito gli interventi di manutenzione ordinaria consigliamo di conservare la relativa documentazione fiscale  e di procedere al pagamento mediante bonifico bancario precisando tuttavia che allo stato attuale non vi è la certezza di accedere alla detrazione.
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2014 alle 19:01 sul giornale del 15 maggio 2014 - 3924 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di senigallia, edilizia, senigallia

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paolo

14 maggio, 21:05
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Ciao Paolo.
Ogni comune ha facoltà di decidere di comportarsi come vuole, grazie a quella bella fesseria della modifica al titolo V operata in passato.

Se non ricordo male, a norma dell'art. 6 del testo unico dell'edilizia, gli interventi di manutenzione ORDINARIA si effettuano senza alcun titolo abilitativo. Sono quelli di manutenzione STRAORDINARIA che invece necessitano di una comunicazione.

Se non si vuol attendere la dichiarazione dello stato di emergenza, scorrendo la pag. 6 della Guida fiscale dell’Agenzia delle Entrate:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Ristrutturazioni+edilizie+le+agevolazioni+fiscali/Guida_ristrutturazioni_febbraio.2014.pdf
si può aver sufficiente chiarezza su quali tipologie di lavori siano soggette a detrazione fiscale per cui, per essere certi di ottenere tali detrazioni, a meno che l’intervento di manutenzione ordinaria non riguardi parti comuni di edifici residenziali, occorre presentare una SCIA perché indispensabile per effettuare lavori di manutenzione straordinaria (o più importanti) su unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
D’altronde se non si effettua tale percorso, non si potrebbe neppure beneficiare del bonus mobili a cui l’adempimento burocratico è strettamente collegato.

Visto che Renzi, nella sua pur fugace visita a Senigallia, ha dato l’impressione di aver percepito e recepito tutte le problematiche derivate dall’alluvione e di aver anche deciso di attivarsi immediatamente per risolverle, la nostra Amministrazione comunale deve ora intercedere presso di lui perché disponga immediatamente che anche gli immobili non residenziali colpiti dall’evento calamitoso possano beneficiare della detrazione fiscale suddetta (non è necessario prevedere stanziamenti, e quindi ciò è possibile a costo zero).

Renzi inoltre, dopo aver ottenuto ieri l'approvazione in Senato del decreto “casa-Expo”, dovrebbe essere sollecitato a far sì che la relativa conversione definitiva alla Camera avvenga subito, senza attendere la scadenza ultima del 28 maggio, prevedendo che la detrazione del 50% sugli acquisti di arredi, che vi perde il tetto di spesa legato a quanto si paga per i lavori di recupero edilizio, per tutti gli immobili colpiti dall’evento calamitoso possa anche superare l’importo massimo di 10.000 euro (riferito alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per singola unità immobiliare); anche tale provvedimento a favore dei cittadini senigalliesi non avrebbe necessità di prevedere stanziamenti, e quindi sarebbe possibile a costo zero.

Suggerisco inoltre di portare in Consiglio comunale (... che pur si dovrà riunire per discutere sugli eventi) l’adozione una variante al PRG in cui si preveda che, fin quando non siano state aggiornate le cartografie regionali del Piano stralcio di bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) regionale, che è stato fondato sugli studi effettuati ma anche - essenzialmente - sulle testimonianze di ciò che è accaduto nel tempo, non possano essere rilasciati permessi per realizzare nuove costruzioni nelle zone esondate, dando altresì disposizione agli Uffici competenti perché revochino in autotutela quelli i cui analoghi lavori previsti in tali zone non hanno avuto ancora inizio, escludendo categoricamente le eccezioni delle usuali norme transitorie (che tanti danni hanno ovunque procurato, come avvenuto ad esempio nel caso del PAI).