Andrea Ippoliti: consigli utili per i mobili in legno massello che sono stati inondati

14/05/2014 - In questa emergenza sono stati danneggiati molti arredi. Dopo la prima cernita di quello che era ormai irrecuperabile e di quanto invece, dopo la ripulitura, si spera di risanare, bisogna intervenire per rimediare i danni provocati dall'acqua.

Andrea Ippoliti, restauratore esperto, offre qualche consiglio utile fai da te per i mobili in legno massello, dato che in molti glielo hanno chiesto personalmente.

Sono suggerimenti dati dall’esperienza e dal buon senso e non è detto che vadano bene per tutte le situazioni, ma il loro utilizzo almeno non provocherà ulteriori danni.

  • Il primo passo è accertarsi che il legno sia completamente asciutto, dopo aver lavato i mobili in legno massello con semplice acqua con l’aggiunta di un battericida.

  • Non tenere i mobili al sole battente, meglio all’ombra e in luogo ventoso. Si eviteranno così fessurazioni della fibra del legno e lo screpolarsi delle vernici.

  • Meglio non avere fretta e se non è possibile portarli all’aperto, favorire il circolo d’aria ad esempio distanziandoli dal muro.

  • Una volta che i mobili sono asciutti si potranno verificare gli effettivi danni che molto probabilmente saranno: lo scollamento di alcune parti, l’imbianchimento delle vernici, la presenza di una patina biancastra, il cattivo odore.

Il suggerimento per gli incollaggi è quello di preferire le colle viniliche, con l’aiuto di morsetti, molle e nastro adesivo, al fine di riportare le parti scollate nelle posizioni; gli eccessi di colla vanno puliti con pezze umide.

Per migliorare l’aspetto delle vernici, specie per quelle di mobili antichi (a gomma lacca), che risulteranno bianchicce e opache, si potrà trovare un valido aiuto nell’olio di lino crudo. Lo si può acquistare nelle ferramenta e negozi di vernici ed è da preferire a quello cotto: l’olio di lino crudo è un prodotto naturale, non tossico, che penetra nelle fibre del legno nutrendolo e impregna le vernici screpolate dando loro trasparenza; elimina inoltre la patina bianca lasciata dalla fanghiglia. Impiega molti giorni per seccare e quindi bisogna aspettare per vedere se dare altre passate. Lo si può applicare intingendo un panno o una spugna, avendo cura di non eccedere, cioè di non usarlo come una vernice a pennello: scopo è quello di farlo penetrare. Gli eccessi vanno tolti con un panno asciutto.

Non usare l’olio paglierino che non è siccativo, cioè non asciuga mai e attira sempre polvere ( l’olio di lino è la vernice naturale usata nel passato ed è l’elemento costitutivo dei dipinti ad olio).
A distanza di circa un mese dall’ultima mano di olio di lino, si può finire la superficie con cera in pasta neutra che una volta asciutta va lucidata con un panno morbido.

Per dare le necessarie dominanti di colore al legno ci si può aiutare con il lucido da scarpe ( che non è altro che una cera colorata ) scegliendo il colore marrone più adatto, facendo prima delle prove. Anche il lucido da scarpe va lucidato una volta asciutto.

L’olio di lino crudo possiede un suo caratteristico odore naturale che può essere sufficiente per combattere il cattivo odore; volendo si possono aggiungere nel flacone dell’olio alcune gocce di essenze naturali profumate (lavanda) avendo cura di agitare la mistura prima dell’uso.







Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 14-05-2014 alle 22:56 sul giornale del 15 maggio 2014 - 1802 letture

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