Spacca riferisce in Consiglio sull'alluvione: 'Ecco cosa è successo'

gian mario spacca 13/05/2014 - “L'eccezionalità dell'evento è da attribuire alla concetrazione dei quantitativi totali di precipitazione in poche ore ed alla estensione areale delle piogge. In particolare, sul fiume Misa, in 6 ore, si sono riversati 13 milioni di metri cubi di acqua, causando un eccezionale innalzamento sino a 6,2 metri del suo livello che ha causato notevoli innalzamenti, diffusi sormonti e conseguente erosione degli argini”.

Ha spiegato così le cause dell'alluvione che il 3 maggio scorso ha messo in ginocchio Senigallia il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca durante le comunicazioni all'Assemblea legislativa di ieri. Una relazione, preceduta da un minuto di silenzio per le tre vittime, accompagnata dalle immagini sul maxi schermo alle spalle di Spacca con le riprese aeree dei danni devastanti provocati dall'ondata di maltempo. Nel suo intervento il presidente Spacca a fare chiarezza sulla dinamica degli interventi, scattati nell'immediatezza dell'alluvione.

“A Senigallia e in larga parte delle Marche, lo scenario che si è presentato a causa dell'alluvione è stato oggettivamente complesso, anche per le interruzioni dell'erogazione dell'energia elettrica e delle comunicazioni telefoniche. Ma la risposta operativa del sistema di Protezione civile è stata all'altezza, e la collaborazione della popolazione eccezionale -ha detto Spacca- Particolare supporto è stato fornito al Comune di Senigallia: fin dal primo manifestarsi della gravità della situazione si è recato sul posto personale regionale e, successivamente il Prefetto, il direttore regionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ed il direttore del nostro dipartimento regionale, con funzionari e tecnici che hanno collaborato con l'amministrazione comunale in tutte le attività necessarie per la gestione della situazione emergenziale, coordinati dal Sindaco. Anche l'assessore regionale Giorgi ed io abbiamo raggiuntola sede delle Saline dove era stato realizzato il primo punto di coordinamento”. Spacca ha anche annunciato “approfondimenti idrogeologici”.

Un passaggio fondamente anche alla luce dell'inchiesta avviata dalla magistratura dorica, per accertare eventuali responsabilità. “L'eccezionale piena del fiume Misa ha determinato il sormonto degli argini, la loro erosione ed in alcuni punti anche lo sfondamento, con dinamiche che sono ancora in fase di accertamento -prosegue il presidente- e che verranno chiarite dagli approfondimenti idrologici e dopo i rilievi effettuati dall'Autorità di Bacino Regionale, dalla Provincia di Ancona e dallo stesso comune di Senigallia”. Da ripensare anche la progettualità legata alla prevenzione dei dissesti idrogeologici. “Purtroppo nel momento in cui accadono terremoti, alluvioni, uragani, trombe d'aria, mareggiate, frane, valanghe, non è possibile intervenire per interrompere i fenomeni. Conta solo e soltanto quello che è stato fatto prima: la prevenzione -sottolinea il governatore Spacca- Le Marche sono la regione geomorfologicamente più vulnerabile d'Italia. A questo si aggiunge l'eccezionalità degli eventi meteorologici di questi ultimi tempi. Oltre che intervenire nell'emergenza e ristorare i danni alle famiglie e alle attività economiche colpite, oltre che efficientare il regime idraulico, si pone un problema altrettanto urgente che è quello di ripensare l'infrastrutturazione del territorio per far fronte a eventi meteorologici di tipo ciclonico o tropicale”.

Altra questione lo sblocco del patto di stabilità per consentire agli enti locali di far fronte alle spese straordinarie per l'alluvione. Una richiesta che era stata anche formalizzata dallo stesso Spacca e dal sindaco Maurizio Mangialardi al premier Matteo Renzi in occasione della sua visita a Senigallia. Diversi gli interventi dei consiglieri regionali che hanno ottenuto, dal presidente Vittoriano Solazzi, di aprire il dibattito in aula anche se non previsto. Per Massimo Binci di Sel “l'interruzione delle comunicazioni telefoniche non di deve più ripetere”, per Giovanni Zinni Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale “a Senigallia le aree definite a rischio sono state ridotte, le leggi delegate alla Provincia sulle famose vasche di espansione non sono state fatte in 20 anni e la Regione deve capire perchè nostro sistema d'allarme non funziona”. Anche per Mirco Ricci, Pd, “la previsione e prevenzione del rischio sono strumenti da aggiornare”.



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Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2014 alle 22:54 sul giornale del 14 maggio 2014 - 3196 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli, alluvione, gian mario spacca

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La violenza sul territorio permessa ed autorizzata da parte delle varie amministrazioni regionale, provinciali e comunali.
Il non rispetto della natura da parte della nuova agricoltura estensiva.
Il far finta di niente all'avviso di pericolo della protezione civile questo è in sintesi quello che è successo.
Ed i danni saranno tutti a carico dei privati non avendo il pubblico un centesimo ed infatti la regione chiama lo stato e lo stato avverte che sono problemi della regione. Per ora in maniera soft perché il 25 ci sono le elezioni regionali poi in maniera acclarata.

La politica locale deve fare un atto di coraggio (e di dignità): ignorare il patto di stabilità, e investire nella cura del territorio. Se arrivano gli scherani del governo a pretendere il commissariamento degli enti, ci saremo noi cittadini a fare scudo ai "nostri" politici. Lo chiedono i morti (a quanti siamo arrivati, con le ultime alluvioni?) e lo chiedono i poveracci che quest'anno perderanno il lavoro per i danni causati dalle alluvioni.

asterix

14 maggio, 11:48
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Con tutto il rispetto nei confronti del Presidente ma quello che leggo nella prima parte del suo articolo è la netta sensazione che ancora una volta SI STA FACENDO QUADRATO tra le varie istituzioni.
Questa alluvione non può essere paragonata ad altre possibili catastrofi come da terremoto, uragani in quanto il tempo per organizzarci ce lo ha dato.
Ricordo che ha piovuto in maniera TORRENZIALE tutta la notte ed ammesso che la Protezione civile dormisse le prime telefonate da parte dei cittadini sono state fatte dalle 6 del mattino e personalmente, dopo aver constatato il livello del Nevola a livello Corinaldese, alle 7.30 ho chiamato anche io anche perchè arrivando a Senigallia non ho visto un benchè minimo movimento.
Ora spiegatemi voi la NATURA nel nostro caso QUANTO ALTRO TEMPO ci doveva concedere per farci capire che si doveva avvisare la popolazione, portare in salvo le persone anziane sole o comunque situazioni difficili; chiedere di proteggersi il più possibile e portare in salvo i beni (auto soprattutto) in aree stabilite; chiudere le scuole e nel caso qualche studente da fuori sia arrivato portarlo subito al sicuro.
Se non si trovano i responsabili almeno per questo caso, direi che il cittadino non può più dormire sonni tranquilli perchè d'ora in avanti TUTTI gli errori sono concessi.

paolofiore

Due conti alla buona:

13 milioni di metri cubi d'acqua su 343 km^2 (bacino imbrifero misa) sono 38 litri per metro quadro, di media, pari a 38 mm equivalenti.

Significa, in parole povere, che soltanto 38 litri a metro quadro sono entrati nel fiume, che non è stato, per ovvi motivi, in grado di drenare.

Significa anche che siamo lontani anni luce dai 130 mm paventati nei giorni scorsi da sindaco e assessori.

130 mm che, peraltro, sono caduti a pesaro (fiume foglia) senza creare nulla di particolare.....

Se il livello del fiume è salito di 6 metri in alcuni punti significa che ha fatto tanta acqua, le chiacchiere stanno a zero. Ogni fiume è diverso dall'altro, non si possono fare paragoni, la stessa acqua nel Cesano non ha fatto gli stessi danni, perché la morfologia del fiume è diversa. Io ho visto fossi lunghi appena qualche centinaio di metri diventare dei torrenti quel giorno, fossi che anche con piogge abbondanti di solito non provocano danni.




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