Alluvione. Mangialardi: "Questa è la ricostruzione dei fatti"

maurizio mangialardi 07/05/2014 - La terribile alluvione che ha colpito la nostra città ha visto tutti noi impegnati 24 ore su 24 nel prestare soccorso alle persone colpite. Una mobilitazione collettiva che vede impegnati insieme Istituzioni e cittadini mossi dalla volontà di aiutare la popolazione.

Questo è il primo fondamentale impegno che ha assorbito ogni altro mio compito istituzionale.

Mi accorgo che rispetto alle dinamiche dell’alluvione fioriscono in rete e sulla stampa le più diverse ricostruzioni. Un atteggiamento più che comprensibile per i cittadini che stanno vivendo un’esperienza di dolore così intenso. Loro possono dire quello che vogliono. Gli altri invece farebbero meglio ad attenersi di più ai fatti.

In attesa della conferenza stampa programmata per questo pomeriggio con tutte le forze che insieme a noi gestiscono l’emergenza, cerco di fornire una ricostruzione dell’evento sintetica ma fondata su elementi riscontrabili e documentabili.

Evento calamitoso di eccezionale portata verificatosi con modalità imprevedibili ed anomale rispetto al passato

Imprevedibilità assoluta ed assoluta eccezionalità. Questi sono i termini più appropriati per spiegare la vera e propria onda anomala del fiume Misa che lo scorso 3 maggio ha scavalcato ed eroso gli argini all’altezza dell’area artigianale di Borgo Bicchia (dietro Bigelli Marmi), travolgendo Borgo Bicchia, Borgo Mulino, via Capanna, la zona dell’ex Piano Regolatore, zona di via Rovereto, lungomare nelle zone adiacenti alla Rotonda e a Ponte Rosso, oltre a via della Chiusa e zona Cannella.

Non un fiume che esonda continuando a seguire il suo alveo ma piuttosto un fiume che fuoriuscendo dagli argini cambia letteralmente rotta alimentando un nuovo fiume e disegnando un nuovo alveo all’interno delle vie cittadine.

Qualcosa che per potenza modalità ed estensione del fenomeno non si era mai visto prima a Senigallia, credo superiore perfino alla famigerata alluvione del 1940.

L’intensità molto forte dell’alluvione che ha colpito Senigallia sarà descritta nel rapporto di evento, il documento scientifico elaborato dal Centro Funzionale Regionale sulla base di elementi oggettivi e misurabili che rappresenta il fondamento per la richiesta al governo nazionale da parte della Regione Marche dello stato di emergenza.

La fase di allarme e il piano di evacuazione previsti dal Piano di emergenza idreologica approvato dal Consiglio Comunale sono stati regolarmente attuati il 3 maggio nelle aree che in base alle precedenti esperienze erano considerate maggiormente a rischio

Il Comune di Senigallia ha messo in campo una serie di misure concrete per prevenire il rischio idrogeologico. Dal 2005 si è dotato di un piano d’emergenza idrogeologica elaborato sulla base della perimetrazione contenuta nel Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Marche che divide il territorio in classi di rischio. Si va dalla zona a massimo rischio di esondazione, R4, con una classificazione a scendere come indice di pericolosità. Il piano d’emergenza prevede per le aree individuate come a massimo rischio tutta una serie di misure che vanno dall’invio di sms di allerta all’informazione casa per casa attraverso megafono fino all’evacuazione dalle abitazioni a rischio ed al ricovero delle persone sfollate in centri di raccolta. Le aree qualificate in base alle esperienze passate come a massimo rischio di esondazione sono sette.

La mattina del tre maggio queste azioni di comunicazioni ed evacuazione nelle aree di Cannella e Bettolelle sono state regolarmente eseguite, così come informazioni attraverso megafono con le pattuglie della Polizia Municipale e della Protezione Civile a disposizione sono state regolarmente diramate. Eravamo pronti cioè all’evacuazione per esondazioni nelle aree adiacenti al corso naturale del fiume ma nessuno poteva prevedere la ramificazione di un braccio del Misa che ha seguito un percorso autonomo di enorme violenza dentro a quartieri residenziali. Non a caso né Borgo Bicchia né Borgo Mulino né l’ex Piano Regolatore sono censite come zone a massimo rischio di esondazione e questo testimonia l’anomalia dell’alluvione rispetto ad esperienze passate, sia quelle recenti che quelle più antiche.

Cosa è accaduto nelle prime ore del mattino del 3 maggio

La protezione civile con sms del 30 aprile e del 2 maggio aveva diramato una pubblica allerta meteo per la giornata del 3 maggio. Avviene puntualmente per ogni previsione di precipitazione che ha una anche minima possibilità di sfociare in un evento grave. Dall’inizio dell’anno ne sono state diramate 16.

Il mattino del 3 maggio la protezione civile di Senigallia ha ricevuto alle ore 7,00 la prima telefonata da parte del dipartimento regionale che annunciava un primo ingrossamento del fiume Nevola. Come Comune abbiamo subito attivato il Centro Operativo Comunale ( C.O.C.) e alle 7,15 abbiamo dato il preallarme con sms nelle zone classificate R4 a massimo rischio di esondazione con la contestuale mobilitazione dei volontari.

Alle 8, 19 abbiamo diramato un nuovo preallarme con livello di fiume alto nelle zone di Cannella Bettolelle, procedendo all’evacuazione nelle abitazioni e negozi. In questo momento il livello del fiume in città era ancora molto basso.

Alle ore 8,30 il livello del fiume Misa era nella norma come attestato dalle telecamere della Polizia Municipale.

Alle 8,30 la strada Arceviese era ancora libera e percorribile;

Alle 8,35 abbiamo proceduto con megafono a comunicare alle popolazioni di Cannella e Bettolelle l’inizio dell’evacuazione ed abbiamo aperto le scuole di Cannella e Vallone che secondo il piano di emergenza sono deputate ad accogliere gli sfollati.

Il fiume Misa si è ingrossato con una velocità impressionante ed intorno alle 9,30 circa ha scavalcato l’argine all’altezza dell’area artigianale di Borgo Bicchia e si è indirizzato verso la città travolgendo Borgo Bicchia, Borgo Mulino, via Capanna, la zona dell’ex Piano Regolatore, zona di via Rovereto, lungomare nelle zone adiacenti della Rotonda e Ponte Rosso, oltre a via della Chiusa e zona Cannella ed investendo anche il distaccamento di Senigallia dei Vigili del Fuoco.

La situazione è precipitata in poco tempo. Nelle vie interne di Borgo Bicchia l’altezza dell’acqua ha toccato quota 2 metri e mezzo circa. Nella zona dell’ex piano regolatore la violenza del fiume e la velocità con la quale ha invaso le vie ha di fatto lasciato pochissimo tempo alla protezione civile per dare comunicazione ai residenti.

Il Fosso Sant’Angelo che non era esondato per la pioggia ricevuta è andato sotto pressione ( nell’ultimo tratto tra Via Mercantini e Ponte Rosso) a causa dell’enorme quantità d’acqua arrivata dall’onda anomala del fiume Misa.

L’acqua con un percorso anomalo ha investito la zona del Campus scolastico quando le lezioni erano già iniziate e solo la disposizione data tempestivamente dal Comune di non far uscire gli alunni rimasti negli edifici e di mettersi in sicurezza ai piani alti ha evitato guai peggiori.

Blocco delle comunicazioni

Immediatamente dopo la fuoriuscita del Fiume Misa si sono interrotte tutte le possibilità di comunicazione, visto che è saltata l’energia elettrica, le linee di telefonia fissa e la maggior parte di quelle di telefonia mobile. Un blocco di circa 34 ore. Un black out che ha reso inevitabilmente più gravoso il coordinamento delle informazioni necessarie per la gestione dell’emergenza.

Le prime operazioni di soccorso sono state rivolte a salvare le vite umane in pericolo e a mettere in salvo gli studenti rimasti negli Istituti scolastici.

Ecco, questo è quello che è accaduto. Ora non resta che continuare insieme a lavorare incessantemente con quella straordinaria generosità ed impegno che tutti stanno dimostrando in questi drammatici giorni.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-05-2014 alle 20:17 sul giornale del 08 maggio 2014 - 8469 letture

In questo articolo si parla di maurizio mangialardi, politica, sindaco

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Storielle pre elettorali e di difesa dell'operato di un'amministrazione e di una maggioranza sia locale che regionale causa vera dei problemi. E questo è assodato e confermato dai vari interventi dei tecnici e degli ingegneri con le loro denunce sullo stupro contro il territorio. Orbene, RAI TRE, che sicuramente non è uno "sciacallo" ma normalmente è pro potere ha comunicato che la protezione civile aveva avvisato con congruo anticipo l'allarme ma nulla è stato fatto dagli enti preposti comune compreso. Tutto il resto sono chiacchiere da bar o storielle pre elettorali a giustificazione.

Al posto di farti i selfie con quell'altro buffone di Renzi, vergognati e dimettiti. Questa tragedia si POTEVA E SI DOVEVA EVITARE. Sarai sburgiardato punto per punto. Senigallia non dimentica

GLI ALTRI di cui faccio parte ha raccontato i FATTI per come li hanno vissuti, vedi articolo:
http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=469337
Vediamo la sua ricostruzione: ammesso e ci può stare che questa segnalazione sia stata pesata come le altre 16 ma quello che mi fa rabbrividire è che alle 7 del mattino il dipartimento Reg. annunciava un "primo ingrossamento del Nevola". Ora se avere il Nevola a 2 metri dalla Corinaldese da me percorsa a quell'ora vuol dire "primo ingrossamento" ora capisco tutto e potrei fermarmi quì. Alle 7,15 a Passo Ripe cominciarono a saltare i primi tombini situati nei garage sotterranei a partire da quelli più vicini al fiume; nel giro di un'ora metà Passo Ripe allagata dal mezzo metro al metro e mezzo a seconda della posizione.
Questo ovviamente ha fatto guadagnare tempo alla città di Senigallia perchè tutte le fuoriuscite lungo il percorso sgonfiano temporaneamente il corso d'acqua.
Lei però continua a parlare della situazione di Senigallia e dello stato del fiume, cioè tranquillo.......non è così mi scusi. Si previene un'alluvione guardando soprattutto a monte e di segnali ce n'erano a bizzeffe. Tra l'altro, data la minima pendenza del fiume, vi offre anche tempo nelle vostre opere di prevenzione.
Pertanto alle 7,30 ,quando ancora pecorrevo le strade di Senigallia, avrei voluto vedere già evacuazioni, personale della protezione civile, scuole chiuse (il liceo classico è stato chiuso alle 9 circa mentre lo scientifico regolarmente alle 12). Ricordo che ore prima già a 15 Km si stava consumando l'apocalisse e Passo Ripe e paesi a seguire sono SOLO sul percorso del fiume NON la fine come Senigallia che ha pure il rischio che il mare non riceva.
Da come scrive sembra che oltre Senigallia ci sia il nulla e quello che è successo a partire dalle 7,15 nei paesi appena fuori il suo Comune non esista. Anche a Passo Ripe non è mai accaduto una cosa simile e dalle 7,15 alle 9,30 passano due ore circa (senza contare che il fiume era già molto alto da molto prima e so che un primo allarme è partito alle 6.20) ed a soli 10 Km da Borgo Bicchia. In due ore possono passare megafoni, la gente poteva portare fuori le auto e comunque fare molto; insomma potevate mettere in pratica le varie esercitazioni fatte negli anni senza problemi.......la natura A VOI ha dato il tempo credo.
Domenica sono andato ad aiutare una famiglia colpita dall'alluvione di fronte allo Psicopedagogico e sia lui che tutte le persone che ho sentito non ricordano affatto avvisi da parte Vostra del rischio alluvione. Il fiume scorre a poche decine di metri da loro.
Per prevenire queste alluvioni specie quando come voi vi trovate al CAPOLINEA, basta guardare a monte cosa succede e non limitarsi ad attendere che il MISA si ingrossi.......è tardi; accellerare l'azione nel caso in cui si verifichi anche la mancata ricezione del mare.

A disposizione

paolofiore

renzo francesconi

08 maggio, 06:42
Lasciamo che i cittadini giudichino l'operato dell'Amministrazione visto che poi le conseguenze sono a loro carico.
Quanto al Sindaco.....lasciamolo al suo futuro politico considerato che e' il suo reale obiettivo primario: basti pensare che poco piu' di una settimana fa si preoccupava di dare un giudizio positivo sul governo in tema di F35!
renzo francesconi

floriano schiavoni

08 maggio, 07:49
Analizziamo questa affermazione: "L’acqua con un percorso anomalo" .
Ebbene :L'acqua non ha un percorso anomalo in quanto va sempre verso il basso.
Il problema è che, in questi casi, non si sà dove l'argine rompe e quindi, in futuro, bisogna prevedere in quale luogo si riversa l'acqua che fuoriesce dal punto di rottura degli argini( aspetto non difficile)

Ore 8.15:

Percorre la ss 16 sul ponte misa, mi accingo a svoltare per il foro annonario e noto che il sottopasso è ALLAGATO, nessuna transenna.

Ore 9.00:
Testimoni dicono che sulla statale, da ancona in direzione senigallia, vi sono anfibi che stanno arrivando a senigallia.

Ore 9.15:
Percorro la statale nel ponte sul misa direzione nord, transenna e un uomo della protezione civile (0 vigili).

L'evento ECCEZIONALE E IMPREVEDIBILE che il signor sindaco usa come scusa per non essere considerato UNICO RESPONSABILE MORALE è una bugia.

Nel 2011, marzo:

http://www.youreporter.it/video_Piena_fiume_Senigallia_1

Era soltanto, come si vede, 30 cm in meno dell'attuale.

Per fortuna, e solo per fortuna, non si è verificato nulla.

La morfologia del fiume, in regime torrentizio con elevata portata di detriti, è cosi dall'epoca romana, quindi le contromisure erano ampiamente attuabili, economicamente e tecnicamente.

Il sindaco, se fosse uomo, dovrebbe dimettersi, non cercare scuse e dire che è colpa del fato, del destino, degli astri, dell'oroscopo.

Tra i suoi cittadini, egregio, vi sono numerosi ingegneri, e credo che se leggono le sue sciocchezze potrebbe alterarsi alquanto.

Per quanto riguarda i primi interventi:

Borgo Bicchia è stata isolata fino alle ore 17.

Le scuole sono state evacuate dai genitori (una preside ha detto, testualmente: "Per due gocce d'acqua.")

I ragazzi del geometri (se non ricordo male) sono stati portati via nel pomeriggio da un camion ribaltabile dei vigili del fuoco.

Voi, come comune, non AVETE FATTO NIENTE, se non chiudere le strade dopo che si erano allagate.

Si vergogni, e ringrazi che non si vota per il sindaco, sto fine maggio.

L'acqua con un percorso anomalo? Se vedi che si allaga il Borgo Bicchia dove pensi che l'acqua possa arrivare? Diamo una mano al sindaco con questo commento illuminante trovate sulla rete e che riporto:

"Ma non lo sapevate, cari amministratori, che sul Corriere Adriatico di oggi parlate di onda anomala e improvvisa che ha allagato una zona mai interessata dalle piene, che la zona sommersa dall'acqua e fango era chiamata "la ciambottara" (luogo di ritrovo dei rospi, altrimenti detti ciambotti)? Che viale IV novembre, che ha fatto da letto del fiume esondato, era un canale secondario del fiume Misa, chiamato fiume Penna? Che la chiesa del Portone si chiama così perché c'erano i "portoni", cioè le chiuse, che regolavano il flusso del fiume Penna, facendo defluire l'acqua verso il mare quand'era il caso? E allora, dove mai sarebbe la anomalia? Il percorso "naturale" del fiume era proprio quello che il fiume in piena si è ripreso!!!

Perché, vedete, per tutti la domanda è: forse - forse - lo straripamento del Misa non si poteva evitare. Forse. Ma ci fate capire PERCHE' non avete avvisato la popolazione? Eccheccazzo, perché?"

Percorso Anomalo? Quando l'acqua è arrivata alle 9 di mattina al Borgo Bicchia non vi aspettavate che potesse allagare le zone colpite? Un pò di storia allora, presa da un commento di un utente sulla rete che trovo a dir poco illuminante per i nostri Amministratori:

"Ma non lo sapevate, cari amministratori, che sul Corriere Adriatico di oggi parlate di onda anomala e improvvisa che ha allagato una zona mai interessata dalle piene, che la zona sommersa dall'acqua e fango era chiamata "la ciambottara" (luogo di ritrovo dei rospi, altrimenti detti ciambotti)? Che viale IV novembre, che ha fatto da letto del fiume esondato, era un canale secondario del fiume Misa, chiamato fiume Penna? Che la chiesa del Portone si chiama così perché c'erano i "portoni", cioè le chiuse, che regolavano il flusso del fiume Penna, facendo defluire l'acqua verso il mare quand'era il caso? E allora, dove mai sarebbe la anomalia? Il percorso "naturale" del fiume era proprio quello che il fiume in piena si è ripreso!!!

Perché, vedete, per tutti la domanda è: forse - forse - lo straripamento del Misa non si poteva evitare. Forse. Ma ci fate capire PERCHE' non avete avvisato la popolazione? perché?"

maurizio

08 maggio, 10:44
Il chiacchiericcio che si porta dietro un evento di questo tipo è scontato, così come tutti, ora, sanno perfettamente che cosa si sarebbe dovuto fare.
Mi sembra di ascoltare i commenti e le contromisure possibili dopo una partita persa dalla squadra del cuore.
Io sono stato testimone dei primi attimi di esondazione e del conseguente sfondamento dell’argine del fiume e ho allarmato le prime case, il Bar di Borgo Bicchia e i Vigili del Fuoco.
Mi fa specie quando leggo che tutto viene ricondotto al misero livello politico, “pre elettorale”
Io che attaccato al fiume ci sono nato vedo l’accaduto in maniera diversa, non me la sento di attaccare il politico del momento, mi permetto solo di fare una piccola rettifica dell’ora in cui è cominciata la tracimazione: ore 08,55, con immediato sfondamento completo dell’argine.
A causa della mia forte esposizione al rischio anche io faccio i miei monitoraggi avvalendomi della mia memoria, della conoscenza dei luoghi e dalle notizie che posso reperire nell’entroterra; nulla mi portava a pensare ad eventi catastrofici.
Alle ore 08,30 presso il ponte a fianco l’ex mattatoio l’acqua raggiungeva il piede dell’argine di contenimento.
Alle ore 08,55 ho visto tracimare ed immediatamente esplodere l’argine 1 km più a monte, questo significa che in 25 minuti il livello è salito di tre metri, elemento che sfugge ad ogni previsione.
Non mi sento di esprimere giudizi inutili e sterili, invito solo alla riflessione, evidenziando che, dal 19 agosto del 1976 ad oggi si è pensato al fiume per tutti i suoi aspetti romantici e poetici, mai per la sua potenza distruttrice.
Sia allora che oggi si è portato via persone che conoscevo fin troppo bene.

Mario Stefanini

08 maggio, 10:45
Se l'onda anomala ha superato l'argine alle 9.30 come mai io ero in giro per Senigallia a piedi a fare spese e non ho sentito nessun allarme? Sono uscito di casa alle 10.30 per andare a piedi in via Mercantini (una delle vie in peggiori condizioni) e successivamente sono andato in centro dove ho potuto notare solo il blocco delle macchine, erano le 11.40, sono rientrato a casa in via Firenze, sempre a piedi, a mezzogiorno ma non ho sentito niente. Cosa è stato fatto dalle 9.30 alle 12.30 quando è arrivata l'acqua in via Capanna??
Ho cominciato a capire qualcosa solamente quando ho visto l'elicottero dei Vigili del Fuoco che sorvolava a bassa quota l'ex ingresso dell'autostrada. Nessuna macchina con altoparlanti che avvisasse la popolazione dell'imminente pericolo è passata in via Trento e zone limitrofe: erano tutti occupati a guardare il fiume che esondava? Non tiriamo fuori per carità social network & C. i nostri genitori non sanno neanche che cosa sono.
E' inutile adottare piani e fare progetti solo perchè la legge l'impone, avere l'onestà di dire che i piani di emergenza, se esistono, non hanno funzionato sarebbe corretto.

martina bramucci

08 maggio, 11:17
"Alle 8,35 abbiamo proceduto con megafono a comunicare alle popolazioni di Cannella e Bettolelle l’inizio dell’evacuazione..."non è assolutamente vero, nessuno è passato con il megafono ad avvertirci e soprattutto a quell'ora la strada arceviese a Bettolelle aveva già subito l'allagamento, quindi non diffondiamo notizie false solo per pulirsi la coscienza agli occhi della gente, perché si sa benissimo che cosa avete e cosa non avete fatto ...

Non voglio commentare i fatti: non c'è bisogno e nemmeno ne ho voglia, con ben altre cose che mi girano in testa in questi 5 giorni (e tutte profondamente negative).

Ma una cosa deve essere chiara: il Comune pare essersi comportato concordemente al piano di emergenza ed evacuazione previsto in questi casi, allertando e facendo evacuare e chiudere le parti di città che questo piano prevedeva.
Quindi in primis è evidente che il Piano non era adeguato ne corretto, ed il piano è la carta a cui si riferiscono tutte le autorità di Protezione Civile, tra cui il Comune.
Poi, dato che io personalmente non conosco ne ho mai visto questo bene/maledetto piano, si può discutere del fatto che non prevedesse alternative elastiche in casi di imprevisti e, se sì, è del tutto evidente che è mancata la corretta gestione di questo imprevisto: oppure gli eventi si sono svolti in maniera così rapida da non permettere una corretta gestione.
Ricordo che un fiume che passa per una strada asfaltata non è come un fiume che scorre in campagna o in altri posti: è molto più veloce e la riprova è stata vedere con che velocità ha allagato il quartiere del Portone.
E' un fatto che il Piano non prevedesse che il Misa si facesse "una passeggiata" per la Provinciale.
Si sono attivate le Autorità preposte ad indagare, ed i tecnici che verificheranno: mi fido di loro più di tanti sentimenti del momento, che se sono come i miei sono appunto molto negativi.

Ruggero Berti

08 maggio, 12:36
A mio avviso e senza nessuna vena polemica, ci sono innumerevoli imprecisioni e mancanze nella sua "ricostruzione dei fatti".

1. Alle ore 7.00 il Nevola non era "ingrossato" ma era già esondato nella zona di Corinaldo (Via Nevola - zona industriale). Poco dopo sempre lo stesso fiume (affluente del Misa) esonda anche in zona Passo Ripe e contemporaneamente fossi che affluiscono al Misa in località Pongelli di Ostra Vetere. Qualsiasi persona anche, di modesto intelletto, sapeva che l'acqua sarebbe arrivata a Senigallia nell'arco massimo di 1 o 1,5 ore.

2. Intorno alle 9.15 circa vengo chiamato a casa da mi figlia che sostiene che il Preside, dopo aver ricevuto un fax di allerta meteo dal sindaco, consiglia di farsi venire a prendere immediatamente a scuola; inoltre non potendo lasciare andare gli studenti minorenni impone anche di andare direttamente davanti alle scuole. Il risultato è che da comuni come Corinaldo, Ostra Vetere, Castelleone, Ostra, etc. etc., partono centinaia e centinaia di autoveicoli diretti al centro di Seingallia. Il risultato è che subito dopo si intasa tutto, attorno alle 10.30 arriva quella che lei chiama "onda anomala" nella zona del centro commerciale "Il Mulino". Sono rimasto bloccato personalmente in macchina (come tutti gli altri), dalle 10.30 alle 13.20 in Viale Giacomo Leopardi di cui almeno 30 min. sopra il ponte vecchio "della penna"; non c'era nessun vigile urbano, nessuno della protezione civile tranne che all'incrocio con lo stradone Misa e alla rotatoria dell'ospedale. La prima cosa da fare alle 8.00 di mattina era bloccare il "traffico" scolastico e invece abbiamo bloccato la città con auto che venivano da fuori Senigallia.

3. La protezione civile ha a disposizione un sistema di comunicazione con 3 ripetitori (Conero, Nerone, e Serra San Quirico) che nulla ha a che vedere con cellulari e linee tradizionali. Loro potevano comunicare benissimo con Voi e con le stazioni dei vigili urbani.

4. Le comunicazioni tempestive sono un'altra cosa ed il rispetto di un protocollo prestabilito, la solleva da ogni responsabilità ma non significa che abbia fatto la cosa giusta.

5. L'unico vigile presente nella rotatoria dell'ospedale, alle 13.15, non era informato che la s.s. corinaldese era già chiusa in direzione Corinaldo da metà mattinata.

L'evento è stato sicuramente eccezionale, tuttavia pur non sapendo se lei ha fatto tutto quello che doveva fare o se altri dovevano fare, il risultato è sembrato di manifesta impreparazione.

abito in via Tevere quindi al centro dell'ansa che il fiume Misa fa prima di entrare in centro città.Mi ricordo che nel 1976 passò una macchina con megafono di mattina presto che avvisava la popolazione a ridosso del Misa della situazione di pericolo cui andava incontro. Sabato mattina sono uscito di casa con l'auto recandomi verso piazza del Duomo e nelle vicinanze del ponte ho realizzato quanto stava succedendo rimanendo prigioniero nella parte nord della città. Non era il caso di fare come nel 1976 di avvisare con macchine munite di altoparlanti la popolazione magari con una sirena come in tempo dei bombardamenti? Se il fiume fosse uscito dagli argini anche lungo lo stradone Misa altro che 3 morti, visto che nessuno ci aveva avvisato. Anche se questa volta il Signore ha aiutato le zone a ridosso del Misa di Via Tevere, mi piange il cuore sentire di povere persone anziane che hanno perso la vita e nel vedere quanti concittadini hanno perso tutto. Da questa tragedia speriamo che chi è al potere a Senigallia tragga una grande lezione per il futuro.

Cari vicini Senigalliesi e commentatori, SOLO il terremoto dalle nostre parti è VELOCE; in pochi secondi con la scossa giusta distrugge senza preavviso e semmai si possono fare polemiche sui soccorsi più o meno efficaci.
Come detto in più commenti e dallo stesso Sindaco in questo comunicato ci sono state avvisaglie già dal 30 Aprile con previsioni meteo, ormai accertato in più occasioni, molto precise. Pertanto quando tutta la notte piove incessantemente in maniera torrenziale qualcuno adibito al controllo dei fiumi si sarà svegliato a monitorare ? Quando, pare, alle 6,20 parte il primo allarme e io stesso verifico lo stato del Nevola alle 7 del mattino sopra ogni livello che la mia memoria ricordi; quando giro per Senigallia preoccupato e non vedo alcunchè di preparazione al peggio ed alle 7.30 chiamo la Protezione Civile (per questa strana CALMA) dicendo che il livello del Nevola è mostruosamente alto e che a Senigallia non c'è ancora movimento per prepararsi al peggio (si perchè con livelli del Nevola molto più bassi il Misa è comunque esondato in altri casi).......mi spiegate che altri segnali la NATURA deve dare per evitare, non tanto la quantità di acqua riversata nella città, ma perlomeno di mettere in salvo la popolazione e quel che è possibile i suoi beni ?
Ricordo ancora alle Autorità TUTTE che male che vada Senigallia ha avuto almeno due ore per preparare la popolazione. Quando mai una catastrofe naturale di queste proporzioni in altre zone d'Italia ha dato questo tempo minimo ? Scusate ma non riesco a fermare la mia mano nello scrivere questo perchè mi lascia profondamente indignato.
So e credo di non sbagliare che il Nevola o il Misa, a monte, sia anche monitorato in maniera elettronica pertanto non c'era neanche bisogno di essere lì a guardarlo salire.

paolofiore

N.H.m.u.

09 maggio, 08:28
Commento sconsigliato, leggilo comunque

N.H.m.u.

09 maggio, 15:00
Commento sconsigliato, leggilo comunque