Dopo alluvione, Acacia Scarpetti: 'I danni potevano essere minori con una legge sul dissesto idrogeologico'

05/05/2014 - “I giornali hanno riempito le loro pagine e le tv i loro tg. Una bomba d’acqua ha colpito ancora una volta le Marche portando danni ingentissimi ai cittadini, alle imprese e al territorio della nostra regione. Senigallia la più colpita con due morti. Ora si valutano i danni troppo pesanti per la nostra comunità che forse potevano essere minori se la Regione Marche si fosse dotata di una legge specifica sul dissesto idrogeologico.”

Quello che pochi sanno è che esiste già dal 2013 una proposta di legge, presentata dal Consigliere regionale dell’IDV, Luca Acacia Scarpetti, sottoscritta da altri 10 consiglieri, proprio per colmare il vuoto normativo esistente, uniformare la gestione del territorio, adeguarsi alle direttive comunitarie ed evitare che succeda proprio quello che invece è successo in questi giorni.

“La politica a quanto pare non vuole affrontare questi problemi. – afferma Acacia Scarpetti – Senza questo strumento continueremo a piangere sul latte versato perché costa molto di più curare piuttosto che prevenire. Sul testo della proposta si sono espressi già favorevolmente l’Anci, l’Upi e molti tecnici di “buon senso” ma essa non è mai approdata in aula . Eppure questa legge se attuata sarebbe in grado non di evitare ma sicuramente di ridurre i danni spaventosi causati da un tempo sempre più imprevedibile. Per questo chiederò con ancora più insistenza la sua iscrizione urgente all’ordine del Giorno del Consiglio regionale.”

La proposta di legge prevede l’istituzione dell’attiva di “polizia rurale”, affidata a tutti i corpi di polizia presenti nel territorio, per il controllo della gestione e trasformazione del suolo, delle strade, delle acque, con il fine di tutelare e preservare l’ambiente e salvaguardare la salute e l’incolumità delle popolazioni.

La proposta detta disposizioni in materia di sistemazioni agrarie, come la regimentazione, da parte dei proprietari, delle acque piovane che cadono sui terreni attraverso opere idrauliche. Le stesse che si sono sempre fatte in campagna e che oggi a seguito dell’abbandono dei terreni agricoli e l’iper meccanizzazione non sono più eseguite..

Altro elemento importante introdotto è quello relativo alla tutela delle strade e regime dei corsi d’acqua minori naturali e artificiali la cui pulizia deve essere eseguita dai proprietari per consentire il normale deflusso delle acque. Così per i fossi e i canali.

E’ introdotto il divieto di scarico delle acque dei campi sulle strade e il divieto di convogliare qualsiasi sostanza o materiale diverso dalle acque meteoriche nei fossi delle strade pubbliche o nei canali di scolo.

Quei versanti soggetti a fenomeni di dissesto devono essere consolidati con tecniche di ingegneria naturalistica e in ogni caso con interventi che siano i meno invasivi dal punto di vista paesaggistico.

In tutte queste norme la tutela del territorio rappresenta l’elemento unificante senza la quale sarà difficile affrontare qualsiasi calamità naturale.


 


da Luca Acacia Scarpetti
Consigliere regionale IDV




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2014 alle 20:36 sul giornale del 06 maggio 2014 - 1177 letture

In questo articolo si parla di politica, italia dei valori, idv, Luca Acacia Scarpetti

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Divieto di scarico delle acque dai terreni di campagna direttamente sulle strade: è su questo direttamente che potrei essere d'accordo, perché il divieto in se mi pare impossibile da realizzare.
Almeno sulle nostre storiche strade di campagna,che sono così da molti decenni.

Massimo Mariani

06 maggio, 10:13
L’articolo del Consigliere Regionale Luca Acacia Scarpetti e quello del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona, di cui apprezzo il contenuto e condivido le ragioni mi offrono l’occasione per raccontare di una mia vicenda personale, e cioè di un lungo contenzioso col Comune di Senigallia, e di come questa vicenda si intrecci con i recenti avvenimenti accaduti in città.
Sono circa 10 anni che cerco di evitare di essere costretto a partecipare ad un programma edificatorio a Cesanella e che lotto contro il Comune che invece mi vuole costringere a farlo. Una delle obiezioni che ho sollevato è stata quella del rischio idrogeologico in quanto questo programma edificatorio aveva tra gli altri effetti quello di elevare le quote del piano campagna attorno alla mia abitazione di circa 1 m, lasciando me ed altri residenti “storici” in un catino che in caso di esondazione anche di un corso d’acqua minore, come il fosso di scolo che scorre accanto a casa mia, si sarebbe rapidamente riempito con i danni che sono facilmente intuibili.
Fra le tante carte che sono girate in questi anni, segnalo ai lettori di “Vivere Senigallia” una “perla” prodotta da un geometra dell’Ufficio Tecnico del Comune di Senigallia che nel commentare gli effetti di tipo idrogeologico della edificazione di cui sopra, affermava “"la costruzione della lottizzazione avrà un effetto positivo sotto molti aspetti di funzionalità idraulica....l'insieme delle tubazioni fungerà certamente da bacino di raccolta e quindi da volano idraulico…". Gli americani affermazioni come queste le chiamano “Bullshit” e vi risparmio la traduzione perché credo che il termine sia noto.
Quello che voglio comunicare, nel raccontare questo episodio minore, è che non basta parlare di evento eccezionale, tragica fatalità o usare belle parole come solidarietà, aiuto alle popolazioni colpite e via di questo passo; il Sindaco, anche quello in carica attualmente, dovrebbe farsi un esame di coscienza e valutare quanto il suo atteggiamento di amministratore, negli atti quotidiani, è andato nella direzione di prevenire i danni che si sono verificati la scorsa settimana oppure quanto le sue parole siano frasi di circostanza mentre l’operato quotidiano vada invece in direzione esattamente opposta.
Per tornare al nostro mitico geometra, non mi risulta che qualcuno dei suoi superiori all’Ufficio Tecnico o degli amministratori lo abbiano mai smentito, per cui debbo ritenere che egli rappresenti ufficialmente il pensiero del Comune.
Cordiali saluti a tutti.

Dott. Massimo Mariani