Abitazioni, serre e campi invasi da acqua e fango, Cia: 'Ripensare un nuovo modo di utilizzo del territorio'

alluvione borgo bicchia Questa volta la bomba d’acqua ha colpito le Vallate del Misa e del Nevola in particolare il territorio di Senigallia, anche se i danni sono rilevabili nell’intera Regione Marche .

Quantificare i danni causati al settore agricolo a dire il vero è ancora difficile  ma ciò che possiamo affermare con certezza è che le aziende maggiormente danneggiate sono quelle che producono ortaggi ( fragole, insalata , bietole, ecc .. ) che hanno visto invadere le proprie serre e i propri campi da acqua e fango,  in quanto siti lungo le zone pianeggianti a ridosso dei fiumi e delle strade principali . 

Inoltre, in  alcune aziende, acqua e fango hanno invaso le abitazioni (hanno superato il metro di altezza ) con la perdita anche della gran parte degli animali di bassa corte (piccoli allevamenti).
Preoccupa altresì la situazione riguardante le frane , gli smottamenti e i dilavamenti che l’eccessiva piovosità dei passati mesi invernali  e le piogge torrenziali cadute in questi tre giorni , hanno provocato alle nostre colline.

Occorre , afferma la presidente della Cia provinciale di Ancona Maria Giuditta Politi  rivedere, ripensare e programmare nazionalmente e regionalmente un nuovo modo di utilizzo del territorio in cui non debba prevalere la “speculazione economica “, bensì un utilizzo rispettoso dell’ambiente. Quindi occorre che il pubblico investa , coinvolgendo in primis gli agricoltori ,  nella pulitura del letto dei fiumi e dei fossi demaniali. Va inoltre fatta una più attenta manutenzione di quelle tubazioni di scolo che passano sotto strade , autostrade e ferrovie, le quali spesso sono per lunghi tratti mancanti, o risultano otturate.

Fra qualche giorno saremo in grado di quantificare più precisamente l’entità dei danni, ma fin da ora possiamo affermare che sono ingentissimi e che vanno a colpire un settore già in grossa difficoltà reddituale. A questo proposito ci appelliamo alla sensibilità di tutte le istituzioni operanti sul territorio: regione, provincie, comuni etc.: in momenti come questo la solidarietà e interventi tempestivi di aiuto diretto possono creare sinergie indispensabili al superamento del momento di emergenza. Interventi a breve e lungo termine saranno poi necessari per il ripristino di tutte le attività danneggiate.

Si invitano gli Agricoltori che hanno subito importanti danni di presentarsi presso le nostre sedi zonali al fine di comunicare alle autorità competenti l’entità degli stessi.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2014 alle 18:43 sul giornale del 06 maggio 2014 - 1097 letture - 1 commenti

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La Sig.ta Maria Giuditta Politi dovrebbe tener presente che il letto del fiume (quello che lei auspica di pulire), non e' solo quello dove scorre normalmente l'acqua nei momenti di magra ha una grossa funzione depurativa soprattutto nell'assorbire i fertilizzanti largamente utilizzati in agricoltura e la pulizia del letto provocherebbe la morte di tutti quei microorganismi che contribuiscono a cio'.
La signora dovrebbe considerare che purtroppo molte delle attivita' agricole (serre in primis) purtroppo risiedono nel letto di inondazione (o alveo maggiore, vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Fiume) ed e' normale che il fiume possa periodicamente tornare ad occuparle, per cui gli agricoltori dovrebbero tener ben presente cio' per cui chi ha avuto danni dovrebbe iniziare a pensare di spostarsi dall'alveo maggiore, tantopiu' che la tropicalizzazione a cui stiamo andando incontro a causa dei cambiamenti climatici inevitabilmente, come vediamo da qualche anno, stanno portando ad un'intensificazione di questi fenomeni (piene) che si ripresentano con frequenza sempre maggiore.
Come ho gia' scritto in un altro commento, non pensate che un po' di colpa di quel che succede sia anche degli agricoltori?
Tutti gli alberi, i fossi e le siepi che ornavano il territorio marchigiano (vedi foto di Giacomelli in primis) e che frenavano le precipitazioni che negli ultimi 50 anni sono stati rimossi in nome della meccanizzazione agricola forse c'entrano qualcosa sia con i cambiamenti climatici ma soprattutto con le frane del territorio e le onde di piena (non per niente acqua ma soprattutto fango) che i fiumi portano appena piove un po' di piu'?
Per favore smettiamola di dare la colpa sempre agl'altri ed iniziamo a pensiare cosa possiamo fare ognuno di noi per migliorare la situazione complessiva, anche rinunciando ad una parte di reddito che e di superfluo.

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