Calcio: rissa durante l'incontro con il Colle 2006, è polemica

02/05/2014 - Con fatica abbiamo evitato di raccontare gli spiacevoli episodi verificatisi durante e dopo il match di sabato scorso contro il Colle 2006, limitandoci alla sola cronaca calcistica. Con fatica, nei giorni successivi alla gara, abbiamo iniziato ad allenare la nostra mente nel difficile tentativo di dimenticare.

Con estrema facilità il Comunicato Ufficiale del Comitato Regionale Marche n° 165 del 30/04/2014 ha riaperto la ferita e riportato tutto alla memoria, sommando al danno la beffa. Il commissario di campo, convocato per controllare il corretto svolgimento dell'incontro, ha chiuso gli occhi sugli sputi, sulle intimidazioni, sui calci a palla lontana, sul clima terroristico messo in atto da tutti i tesserati della società ospitante e dai propri tifosi, per poi inventarsi di sana pianta e segnalare a referto un comportamento provocatorio della nostra tifoseria al termine della gara, infliggendoci una multa di € 100, irrisoria dal punto di vista economico ma moralmente molto pesante.

Chi ha vissuto quei lunghi momenti di terrore dentro e fuori dal campo, chi è uscito dal terreno di gioco con le dita dei piedi rotte dai pestoni inflitti dagli avversari lontano dagli occhi dell'arbitro, chi ha visto il proprio compagno di squadra in lacrime o tremante di paura per la tensione accumulata durante tutto l'incontro, chi tra i nostri sostenitori ha assistito ad un pestaggio organizzato e si è visto chiudere le vie d'uscite dallo stadio ed impedire un tranquillo ritorno al pullman ed alle macchine, non può non sentirsi preso in giro, esterrefatto, arrabbiato, allibito di fronte all'ennesimo tentativo della FIGC Marche di nascondere la polvere sotto il tappeto, senza mai provvedere ad una decisa rimozione dello sporco.

L'operato del delegato federale e dell'arbitro, complici o impauriti da un ambiente divenuto ormai zona franca, dove perfino le forze dell'ordine (accorse con estremo ritardo nonostante ne fosse stata chiesta espressamente la presenza in considerazione dei disordini già verificatisi in una precedente gara di campionato) si sono dimostrate prontissime ad accettare come unica ed incontrovertibile la versione dei fatti rilasciata dai locali, ci lascia dentro un forte senso d'impotenza. Chiediamo alla FIGC Marche di spiegare ai nostri ragazzi del settore giovanile presenti in tribuna, traumatizzati da un’aggressione di gruppo verso un loro compagno tifoso e da ripetuti comportamenti antisportivi in campo nei confronti dei giocatori della propria squadra, quale sia il vero calcio. Quello fatto di violenza gratuita e, fatto ancor più grave, impunita?

Chiediamo alla FIGC Marche quanto a lungo ancora intenderà adottare questa linea d’azione passiva e remissiva, che tenendosi alla larga dal riconoscere e punire la violenza, ne favorisce il ripetersi ed il proliferare. Al momento, la mancanza di risposte concrete ci costringe a prendere in considerazione decisioni drastiche per tutelare gli interessi e l’immagine della nostra Soc





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2014 alle 12:06 sul giornale del 03 maggio 2014 - 2719 letture

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