Corinaldo: L’infanzia rubata, una mostra al Goldoni

teatro goldoni corinaldo 2' di lettura 06/02/2014 - Che la giornata della Memoria non si fermi al 27 gennaio scorso (giorno in cui si celebra effettivamente il ricordo delle vittime dell’Olocausto) è ben impresso nelle menti di ognuno. E’ apparso del tutto naturale, quindi, l’allestimento di una mostra fotografica che ne procrastini l’incoraggiamento a non dimenticare.

“L’infanzia rubata”: è l’eloquente titolo delle immagini in esposizione al teatro “Goldoni” dal 9 al 20 febbraio, a costituire una mostra fotografica che rimarrà aperta tutti i giorni dalle 17 alle 19. Un’ammirevole iniziativa, resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Corinaldo e l’associazione “Figli della Shoah”, supportati anche dal contributo della locale Unitre.

“Ci chiediamo cosa succederà alla Memoria della Shoah quando scomparirà anche l’ultimo sopravvissuto: i suoi figli saranno qui per continuare a testimoniare” si domandava Elie Wiesel in occasione della costituzione dell’associazione “Figli della Shoah” (che, va ricordato, concede le fotografie della Mostra). Era il 1998 e Wiesel, scrittore statunitense di cultura ebraica e di lingua francese sopravvissuto all’Olocausto, dopo essere stato insignito del Premio Nobel per la Pace (nel 1986, grazie in particolare al suo romanzo autobiografico “La notte”, che descrive le proprie orribili esperienze nei lager), decise che era tempo di mettere a frutto in modo costruttivo le esperienze vissute. Nacque così l’ associazione “Figlie della Shoah”.

L’esposizione ripercorre idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei in occasione del periodo nazifascista, che poi equivalgono ai diritti sacrosanti di cui ciascun bambino dovrebbe godere: diritto al gioco, alla dignità, alla salute, alla identità, all’istruzione, alla libertà, alla tutela e, ultimo ma fondamentale, diritto alla vita stessa. Tramite tutto questo, la mostra sottolinea, anche con crudo e significativo realismo, le terribili condizioni cui erano sottoposti i bambini e i ragazzi di religione ebraica in quel periodo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-02-2014 alle 11:04 sul giornale del 07 febbraio 2014 - 878 letture

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