Protezione dell'arenile dall'erosione: al via la sperimentazione dei 'sacchi in geotessuto'

3' di lettura Senigallia 18/12/2013 - Senigallia coglie al balzo la nuova normativa regionale che consente di “realizzare opere temporanee di difesa costiera mediante posa in opera di sacchi di sabbia” per combattere l'erosione della costa e sperimenta lo 'stratagemma' in due zone dell'arenile.

Il progetto sperimentale, che prevede il posizionamento di sacchi in geotessuto- offerti dalla ditta Tessilbrenta Srl di Pove del Grappa (Vi)- della dimensione di 160 x 120 x 40 centimetri da riempire con sabbia del peso fino ad una tonnellata sul tratto di spiaggia libera a ridosso del molo di levante e del faro e su un tratto di spiaggia all'altezza del Ciarnin, dove è presente una duna naturale e una piccola duna artificiale realizzata recentemente a protezione di uno stabilimento balneare, è stato testato in laboratorio dall'Università Politecnica delle Marche sotto la direzione del professore Alessandro Mancinelli.

Si tratta di sacchi che, a differenza di quelli utilizzati in tante altre zone soprattutto nella parte sud della regione, permettono di raggiungere grandi dimensioni e quindi di essere competitivi con gli scogli- spiega il professore Alessandro Mancinelli- Il tutto con grande funzionalità. I sacchi in geotessuto infatti, che vengono riempiti con la sabbia prelevata direttamente dall'arenile, evita il problema di dover spostare la sabbia da una zona all'altra del lungomare e garantisce sicurezza e protezione dalle mareggiate sia all'arenile che ai manufatti presenti”.

L'operazione, eseguita a titolo gratuito dalla ditta Francheschini Francesco- già appaltatrice del servizio di manutenzione dell’arenile demaniale, è in fase avanzata nel tratto del Molo dove i sacchi vengono posizionati in stile 'pannello'. “I sacchi, esclusivamente riciclabili e riutilizzabili, sono stati posizionati a partire dallo spigolo del muro per una lunghezza totale di 46 metri- precisa l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Memè- In vista degli interventi di ripascimento in preparazione alla prossima stagione turistico-balneare verranno poi rimossi e svuotati”.

Questo tipo di operazione- aggiunge con il supporto del professore Mancinelli- ci evita di dover spostare la sabbia. Viene presa e riversata nella stessa zona dell'arenile perchè, grazie ai sacchi in geotessuto, la sabbia non si disperde con eventuali mareggiate come accade con gli 'accumuli' di sabbia”. I contenitori, che “fungono da filtro ed hanno un'alta resistenza e flessibilità” come spiegano i responsabili della ditta produttrice, si mimetizzano con il resto dell'arenile per garantire alla città e al lungomare un aspetto omogeneo.

Una volta completato il posizionamento dei sacchi sul tratto a ridosso del molo il cantiere si sposterà quindi nel tratto di arenile all'altezza del Ciarnin dove, proprio per la sua conformità, i sacchi verranno posizionati secondo una 'struttura radente'. “Vista la presenza di un restringimento dell'arenile, della presenza della duna naturale e di uno stabilimento balneare questa struttura eviterà che un'eventuale mareggiata porti via la spiaggia e danneggi lo stabilimento”- conclude Mancinelli.

I sacchi in geotessuto, che potrebbero essere posizionati anche in 'struttura sommessa', se dovessero avere riscontri positivi verranno adoperati ed estesi anche alle altre zone del lungomare interessate dall'erosione.








Questo è un articolo pubblicato il 18-12-2013 alle 15:51 sul giornale del 19 dicembre 2013 - 2513 letture

In questo articolo si parla di attualità, spiaggia, senigallia, Sudani Alice Scarpini, mareggiata, difesa della costa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/WdN


Luigi Alberto Weiss

19 dicembre, 10:37
Ancora esperimenti per proteggere il litorale dalla naturale azione del mare. Già negli anni '80 la Regione, usando i famosi e controversi Fondi FIO, mise mano a interventi del genere, tramite le tecniche più svariate. Proprio tra Marzocca e Marina di Montemarciano vennero messi a mare strutture costituite da tubi di polietilene riempiti di sabbia. I risultati non sono poi stati un granchè




logoEV
logoEV