Ospedale, Amati (Pd): 'Una fondamentale risorsa per il territorio'

Silvana Amati 4' di lettura Senigallia 14/12/2013 - Voglio raccogliere l’esortazione forte che sabato ha lanciato Giuseppe Orciari nell’Aula del Consiglio Comunale quando in tanti ci siamo ritrovati a festeggiare i sui 90 anni al servizio della città.

Orciari ci ha richiamato alla vigilanza attenta di quella grande risorsa che rappresenta il nostro ospedale, risorsa importante per tutto il territorio dell’area vasta e non solo.

So che recentemente è stato presentato ai sindaci il piano delle reti cliniche e credo che ,da qui all’assunzione, ci sia l’occasione per riflettere e far riflettere tutti maggiormente sulle valenze in campo e sulla necessità di garantire, pur in tempo di crisi, il massimo di equilibrio tra i territori e il massimo rispetto delle professionalità, fortunatamente alte , che operano nel nostro territorio.

So che l’organizzazione della sanità pubblica è un tema difficile soprattutto quando le risorse sono ridotte e da ridurre ulteriormente, ma credo che la prima necessità sia quella di dimostrare che si è orientati da una visione equilibrata, per non dire ugualitaria nei tagli come nella identificazione e nella ripartizione delle eccellenze.
E’ quindi chiaro che , nella scelta dei primariati da promuovere, non si può essere guidati solo dalla griglia dei pensionamenti.
Questo criterio infatti ha già dimostrato di creare disparità non corrispondenti alle esigenze.

Tra l’altro la necessità della razionalizzazione delle risorse potrebbe anche far valutare l’opportunità di intervenire, invece che su i vertici sanitari, su quelli amministrativi, concentrando le posizioni apicali della dirigenza che si dice raggiungano nella nostra area numeri assai significativi.
L’ottica del risparmio e della redistribuzione tra funzioni e tra territori difficilmente può essere accolta se si fanno parti uguali tra diversi, anche se purtroppo ora sembrerebbe che si sia in una situazione ancora peggiore, ossia che si propongano parti diverse tra diversi, penalizzando sempre gli stessi.
Anche le risorse infatti andrebbero ridistribuite avendo fatto un confronto davvero puntuale di quanto si è già speso in ogni realtà , e magari poi andrebbero preventivate le nuove dotazioni sulla base di quanto contribuito negli ultimi tre/ cinque anni e non solo nell’ultimo anno.

Non vorremmo infatti dover scoprire che c’è chi da tempo risulta assai avvantaggiato e chi da tempo soffre difficoltà di personale e di attrezzature adeguate.
Senigallia è la seconda città della provincia per numero di abitanti ed è noto al mondo che, essendo la prima città turistica della regione, d’estate moltiplica il numero di abitanti, con le corrispondenti esigenze di cura e assistenza.
E’dunque difficile comprendere come nella programmazione non si tenga conto adeguatamente di questa condizione.
Vorrei essere smentita ma , ad esempio, risulterebbe che da tempo non si rinnovi il parco delle attrezzature radiologiche, al contrario di quanto si sta facendo a Fabriano e a Jesi.

Anzi sembrerebbe che Fabriano abbia drenato la maggior parte delle risorse fin qui razionalizzate negli altri territori.
Capisco la difficoltà di quella realtà in tempo di crisi industriale e condivido l’idea di supportare diversamente la città, ma questo non può prevedere il depauperamento delle altre città, che soffrono anche esse l’attuale momento.
Credo che l’ospedale di Senigallia insomma meriti maggiore attenzione e che le scelte di programmazione regionale vadano maggiormente discusse e condivise su base locale.

Faccio solo alcuni esempi, non esaustivi , che ritengo però assai significativi.
Credo che non si possa assolutamente accettare addirittura che la Neurologia veda il trasferimento del nostro primario a Jesi , con conseguente declassamento del reparto; se mai si tratterà di capire se non si possa attivare anche lì un nuovo primariato.
Che non si possa accattare che la nostra cardiologia perda l’utic, dopo essere stata la prima della provincia.
Che la nostra medicina debba ritrovare i molti letti tagliati , data l’affluenza di pazienti.
Che la nostra senologia resti il punto di eccellenza conosciuto.

Sono certa che in questi giorni,tra la presentazione del piano e la sua attuazione ,ci sia il tempo per correggere qualche errore e sono certa che il nostro sindaco sarà al primo posto per rispondere con i fatti alle sollecitazioni che Giuseppe Orciari oggi ha avanzato a tutti noi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2013 alle 17:10 sul giornale del 16 dicembre 2013 - 2474 letture

In questo articolo si parla di silvana amati, politica, senigallia, ospedale di senigallia

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Senatrice Amati, per comprendere certe problematiche, purtroppo bisogna passarci in prima persona. Il 3 dicembre del 2012 ho avuto un infarto nel locale cimitero e per mia fortuna era ed è ancora presente l'Utic che mi ha salvato la vita. Altrimenti.....
Leonardo Maria Conti

Carlo Massacci

15 dicembre, 21:44
“L’Amati s’è desta, dell’elmo di Scipio si è cinta la testa” Ma dove era la sen Amati, quando si discuteva della bozza delle reti cliniche, quando si organizzavano in città incontri con i rappresentanti dei pazienti, degli operatori e di tutte le parti politiche paventando il rischio di un peggioramento dei servizi sanitari erogati in città? Perché non sono pervenute in V° commissione consiliare regionale osservazioni che almeno potessero invitare ad un ripensamento delle strategie di programmazione sanitaria non solo in città ma in tutta la regione? Perché non contribuisce con la forza che il mandato parlamentare Le conferisce a far capire ai tecnici di questa regione che si stanno riducendo solo posti di lavoro e creando confusione organizzativa senza incidere su tutti i conflitti di interessi che pervadono la sanità e che interessano medici ed amministratori pubblici e privati e che sono il vero cardine della questione di un aumento dei costi in sanità senza migliorarne il risultato? Perché non contribuisce a ristabilire il clima di trasparenza che viene percepito dalla associazione Libera come il più basso tra tutte le regioni italiane?
Perché , quando in si è tenuta in consiglio comunale la discussione sulla sanità, il PD, il sindaco e tutta la giunta si sono accontentati delle promesse del Direttore dell’Asur senza pretendere garanzie in termini di modi e di scadenze ?
Non è mai troppo tardi. E’ vero, ma non si può sovvertire quanto è successo, ma soprattutto è necessario vigilare perché l’impegno verbale di oggi non sia solo uno slancio temporaneo che si sopisce a fronte degli equilibrismi che regolano la vita politica.




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