Corinaldo: Corinaldo Democratica sullo sconto sulla Tares, 'Occasione per una riflessione propositiva'

Corinaldo Democratica 3' di lettura 16/11/2013 - Anche se il movimento Corinaldo Democratica, nato nell’imminenza delle elezioni amministrative del maggio 2012, ha una vocazione territoriale locale, è pur sempre un movimento politico che ha il dovere di interrogarsi su questioni di ampia portata.

In una fase di crisi economica asprissima come quella che stiamo attraversando, soprattutto in Italia, (unico paese della zona Euro ancora ufficialmente in recessione) la certezza in materia fiscale è un fattore determinante per qualsiasi soggetto intenzionato ad investire nel nostro paese. Per investire è necessario pianificare i costi, non ultimi i costi fiscali . Ma se un soggetto all’inizio di quest’anno avesse voluto investire in Italia, il calcolo delle tasse da pagare sarebbe stato impossibile. Prima il balletto sull’IMU, poi quello sull’IVA che fino agli ultimi giorni di settembre non si sapeva se sarebbe aumentata a ottobre, infine il passaggio da TARSU a TARES e ritorno: sono tutti aspetti di una drammatica incapacità di avere una visione strategica da parte del governo centrale. Se un investitore straniero avesse voluto investire in Italia non avrebbe potuto calcolare quanto gli sarebbe costato di tasse. E’ un serio problema. Questa premessa, apparentemente lunga serve per chiarire che spesso è proprio sugli amministratori locali che ricade il peso di questa incertezza normativa.

Il cosiddetto decreto “salva Italia”, adottato dal governo Monti, ha abolito la TARSU e l’ha sostituita con la TARES, un tributo che si compone di molti aspetti tecnicamente complessi, ma che soprattutto impedisce ai comuni, anche laddove volessero, di compartecipare alla tassa, diminuendola ai cittadini.
In altri termini, con la TARSU il comune poteva mettere soldi suoi e fare uno “sconto” ai cittadini, con la TARES non lo può più fare, anzi, per meglio dire, non lo poteva più fare, perché con la conversione in legge del DL 102/2013 avvenuta lo scorso 28 ottobre, ai comuni è stata data nuovamente questa possibilità.

Nel caso di Corinaldo, l’amministrazione comunale ha dovuto fronteggiare oltre un milione di euro di minori trasferimenti da parte dello stato, quindi di minori entrate. Questi aspetti sono ben noti agli addetti ai lavori e a coloro che hanno la pazienza di informarsi, informazione che è stata capillare anche per i numerosi incontri pubblici che si sono svolti negli ultimi mesi a Corinaldo.
Inoltre la tempistica di questi decreti governativi rende veramente arduo per un amministratore locale svolgere il normale attività di programmazione.

La nuova tassa, la TARES, tiene conto, per calcolare il costo dello smaltimento rifiuti, non solo della superficie della casa, ma anche del numero degli abitanti, quindi in molti casi ciò si è tradotto in un significativo aumento, che è pesato, per un principio analogo, anche sulle aziende. E il comune non poteva fare “sconti”, per legge. Da pochi giorni invece si può tornare al vecchio sistema. In mezzo a questa giungla, grazie al paziente lavoro dell’amministrazione comunale, si è registrata una convergenza tra diverse forze politiche economiche e sociali, che ha prodotto come soluzione un abbattimento dei costi del 25% per gli utenti. I cittadini non pagheranno l’ultima rata della nuova tassa.

Tutto ciò a nostro parere può essere l’occasione non solo per una pur giustificata lamentela nei confronti del governo, ma per una riflessione propositiva. La tassa sui rifiuti deve andare nella direzione di far pagare ai cittadini i rifiuti effettivamente prodotti.

Applicare a tutti lo stesso criterio, come se ognuno di noi producesse lo stesso quantitativo di rifiuti è un metodo inappropriato, mentre non è difficile, con dispositivi tecnici anche semplici, pesare il rifiuto effettivamente prodotto e pagare solo quello. Ciò produrrebbe sicuramente un risparmio per molte famiglie, ma soprattutto un più equo calcolo del costo del servizio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2013 alle 16:24 sul giornale del 18 novembre 2013 - 2225 letture

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Se mi permettete vorrei puntualizzare diversi argomenti trattati sul Vs. articolo:
è verissimo che per chi volesse investire in Italia non riesce a stabilire alcun che in quanto dopo decenni di malgoverno dove si pensava di spendere senza pensare ai debiti, dopo decenni di tasse non pagate da chi poteva gestirle (imprenditori vari, bar, ristoranti, dentisti ecc....), spese folli da parte delle pubbliche amministrazioni e governo centrale, per ultimo e non meno importante il maxi sconto sulla multa da 98 miliardi di euro contro le aziende dei giochi VLT portato a 700 milioni e forse meno.....tutto questo porta al fatto che dobbiamo, noi poveri cittadini che abbiamo sempre pagato le tasse, a doverle ancora di più pagare arrivando ad una tassazione del 73%.
In merito poi all'argomento TARES vi voglio precisare che il governo in questo caso non ha alcuna responsabilità ma semmai le nostre Amministrazioni e chi dovrebbe, nel nostro caso il CIR33 e Provincia, aver avuto in questi anni,come avete detto, "una visione strategica" del problema.
Mi spiego; a partire dalla Comunità Europea fino al Decreto guida della TARES n. 158/99 del P.d.R., vengono definiti metodi di calcolo per far pagare al cittadino ed imprese l'intero costo della GESTIONE DEI RIFIUTI (non solo come erroneamente avete scritto "dello smaltimento dei rifiuti" che incide, con una raccolta del 67 % di differenziata, dell'8% sulla bolletta).
NESSUNO di questi entra nel merito di come ORGANIZZARLA ed anzi, sempre nello stesso decreto alla voce CTR (costi di trattamento e riciclo) scrive che questi devono essere calcolati al NETTO di quanto recuperato dalla vendita del materiale e dell'energia prodotta.
Vuol dire in parole povere che si doveva realizzare, ad esempio, un impianto pubblico a Biogas, magari gestito dalla Multiservizi, per trattare l'organico in maniera molto più redditizia rispetto al vostro impianto anaerobico (costosissimo e che ci ha portato a pagare 94 euro a tonnellata lo smaltimento dell'organico pensate contro gli 80 del grigio.....). Di chi è la colpa di questo ? Non certo dello Stato centrale ma dalla Provincia, CIR33 che ne è il proprietario.
Fatto sta che tutti i Comuni che vi portano l'organico senza tornaconto vi devono, giustamente, comunque pagare l'obolo in quanto Comune ospitante dell'impianto.
Il decreto è uscito nel 1999 e già nei primi anni 2000 nel Veneto ed Emilia Romagna (regione che prende gran parte del nostro organico) nascevano i primi impianti pubblici a Biogas; giusto per la cronaca.
Sbagliate ancora poi nello scrivere la parola "SCONTO" perchè io lo intendo come un qualcosa che paga qualcun'altro per me (il negoziante ti fa uno sconto perchè ci rimette lui i soldi); nel vostro caso comunque la mettiate prelevate soldi dalle casse comunali che sono sempre soldi del cittadino (diverso se questi soldi li mettessero gli Amministratori di tasca propria "scontando" al cittadino con il loro stipendio). Come scrissi nell'altro articolo, sono sempre soldi tolti ad altro e non regalati, che sia chiaro.
Per capire come meglio organizzare una gestione dei rifiuti andiamo ad analizzarne il contenuto dei costi che compongono la bolletta :
*Servizio raccolta Porta a Porta e trasporto verso lo smaltimento incide di circa del 67 % dove però i ricavi dalla vendita del vetro, plastica, metalli e plastica, compreso anche da isola ecologica, sono a di proprietà della ditta appaltatrice (RIECO);
*Costi fissi relativi a stipendi, ammortamenti in c.cap. ecc.. del 15 % circa
*Smaltimento del grigio del 8 %
*Smaltimento dell'organico circa 10 %
Percentuali realtive a valori approssimativi per chi fa una raccolta differenziata del 67 % (comunque anche per chi arrivasse al 90 % si andrebbe ad agire sulla percentuale del grigio ben poca roba) mentre, ed è quello che voglio farvi capire, con un 90% di raccolta differenziata aumenteranno gli incassi del gestore privato di gran lunga maggiori rispetto al risparmio del cittadino. Secondo voi in questa maniera si rispetta il decreto ? Il cittadino che differenzia ?
Ora vi ho dato le armi, vediamo se su questi dati siete i grado di trovare una soluzione economica e non far girare solo i soldi.
Io la conosco e se volete ve la dico ma ci sarà bisogno di collaborazione da parte del cittadino e un certo lavoro organizzativo da parte delle Amministrazioni;in fondo non sono pagate per questo ?

Paolo F.

Riflessioni interessanti che meriterebbero approfondimenti che esulano i limiti di un articolo giornalistico; la parola sconto tuttavia è messa volutamente tra virgolette, proprio perché si tratta di denaro pubblico, comunque i cittadini pagheranno il 25% in meno che di questi tempi non guasta.

Certo Massimo, di sicuro non guasta e come detto il Comune di Corinaldo se lo può anche permettere e meritare considerato che ha ben due discariche nel suo territorio.
Fino al 2012 c'erano Comuni con il regime TARSU che pagavano al cittadino il 20% del sistema rifiuti quando so che Senigallia, ad esempio, già applicava il 100 %.
Diciamo che Corinaldo ha allungato il beneficio ma non credo che se lo possano permettere anche gli altri.
In ogni caso il messaggio che volevo far passare è che le Amministrazioni non "devono calmare il dolore con l'antidolorifico che ha una durata temporanea, ma andare a risolvere alla radice il male". Se un Comune è costretto a togliersi del suo dalle casse per coprire una Tariffa (come lo è della luce, gas, acqua), vuol dire che c'è qualcosa che non funziona; vuol dire che sono state fatte scelte sbagliate, non ponderate, non ingegnerizzate, non ottimizzate ecc....
Quando un costo di un servizio è molto elevato c'è anche il forte rischio dei mancati incassi, maggiori sono i costi e maggiori saranno i mancati pagamenti. Se in questi ci rientrano i non esigibili significa che, oltre alle spese dell'avvocato, le casse comunali dovranno pagare anche il resto delle bollette.
Diverso se il sistema venisse impostato in una maniera più economica possibile, i mancati incassi diminuirebbero e le quote dei non esigibili saranno inferiori.
Semplice.
Paolo F.