Montemarciano: la Sala consiliare intitolata alla maestra Luigia Mandolini Matteucci

comune di montemarciano 2' di lettura 09/10/2013 - Sabato prossimo 12 ottobre avrà luogo la cerimonia di intitolazione della Sala consiliare di Montemarciano alla maestra Luigia Mandolini Matteucci.

Nella lapide che verrà posta all’interno della Sala, la motivazione di tale scelta: “Insegnante elementare, con altre nove colleghe del Comune di Senigallia riuscì ad ottenere nell’anno 1906, per la prima volta in Italia, l’iscrizione nelle liste elettorali comunali per poter esercitare il diritto di voto, allora negato alle Donne. Brevemente concesso e poi annullato nello stesso anno in sede giurisdizionale, il diritto di voto femminile verrà poi pienamente riconosciuto per la prima volta nel Referendum istituzionale del 1946 e riaffermato definitivamente nella Carta costituzionale del 1948.“

La vicenda è rimasta incredibilmente nell’oblio per decenni ed è riemersa sono in anni recenti: su questa storia di coraggio e di determinazione il Prof. Marco Severini, storico dell’Università di Macerata, ha pubblicato nel 2012 il libro “Dieci Donne - storia delle prime elettrici italiane” dove ha raccontato le vicende di queste caparbie maestre (nove delle quali insegnanti a Senigallia ed una, Luigia Mandolini Matteucci appunto, a Montemarciano), della sentenza del giudice Lodovico Mortara (insigne giurista che sarebbe poi diventato Ministro della Giustizia) che presiedendo la Corte di Appello di Ancona ne autorizzò l’iscrizione nelle rispettive liste elettorali e di come questo storico e lungimirante atto venne poi sconfessato dalle autorità superiori della magistratura di allora.

I tempi in Italia non erano ancora maturi per un passo del genere. Bisognerà attendere quarant’anni, due guerre mondiali ed il crollo della dittatura fascista perché le donne abbiano la possibilità di esprimere il proprio voto: la prima volta nel referendum per scegliere fra monarchia e repubblica e poi definitivamente dall’entrata in vigore della Costituzione. In essa è riconosciuta la piena parità fra uomo e donna ma tuttora a questa parità formale non corrisponde sempre una parità sostanziale e molte sono purtroppo anche oggi le difficoltà in più che le donne devono affrontare nella loro vita sociale e professionale. Per non parlare poi di quanto si deve ancora fare sul piano della cultura del rispetto della persona, e gli episodi di stalking, di violenza di genere e talvolta addirittura di femminicidio che le cronache ci presentano quasi quotidianamente sono a ricordarcelo.

Degli eventi storici e del cammino dell’emancipazione parleranno nei loro interventi il Sindaco Liana Serrani, il Presidente del Consiglio comunale Alessandro D’Alessandro, l’Assessore alla Cultura Lorenzo Socci ed il già citato Prof. Severini: l’appuntamento è per le 10.30 presso il Teatro Alfieri. Al termine della parte oratoria della manifestazione il corteo si muoverà in direzione della Sala consiliare, dovrà avrà luogo la cerimonia di intitolazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-10-2013 alle 13:35 sul giornale del 10 ottobre 2013 - 1887 letture

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