Servizio domiciliare Educativo per i malati di Alzheimer: ancora un anno

violenza su anziani 2' di lettura Senigallia 26/07/2013 - Come auspicato, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, ha accolto la richiesta del Comune di Senigallia per la prosecuzione di un importante servizio per i malati di Alzheimer: il Servizio domiciliare Educativo.

Il contributo di 5000€ permetterà di fruire gratuitamente della presenza di un Educatore (dotato di esperienza acquisita mediante il coinvolgimento nei servizi alle demenze della cooperativa sociale Progetto Solidarietà) che, a seconda delle esigenze della famiglia e del malato, lo incontrerà presso la sua abitazione per intrattenersi in attività scelte con accurata programmazione. L’Educatore riveste per il malato il ruolo di ospite, di compagno di conversazione e intrattenimento, di esperto d’arte e piacevolezze; per il familiare l’operatore diventa un termine di confronto, una persona esperta da ascoltare e da seguire non solo per i consigli teorici quanto per gli atteggiamenti da imitare per la serenità del proprio congiunto.

All’interno del contesto domestico l’operatore modifica piano piano “il clima” relazionale che si è stabilito attorno alla persona fragile per tentare una progressiva trasformazione verso sentimenti di accoglienza positiva del malato, del suo sentire e del suo “saper fare”. In questi anni l’intervento domiciliare ha rappresentato il modo più naturale di costruire legami di condivisione tra familiari e rete dei servizi facilitando la presa di coscienza dei limiti ma anche delle reali potenzialità delle competenze familiari, dei diversi referenti dei servizi e della stessa malattia. La frequenza (alcune ore, una o due volte la settimana per alcuni mesi) è graduata in base alle esigenze espresse dai familiari ed è molto flessibile.

Per accedere al servizio comunale è sufficiente presentare una domanda presso l’Ufficio dei servizi sociali del Comune di Senigallia, in Via Marchetti (mediante compilazione di un apposito modulo). Non occorre presentare certificato medico ma è opportuno che la persona abbia ricevuto un accertamento della diagnosi da parte dello specialista in Neurologia e/o una valutazione da parte dell’Unità di Valutazione Alzheimer. La durata dell’intervento è poi concordata con il Referente della Cooperativa e il familiare richiedente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2013 alle 20:48 sul giornale del 27 luglio 2013 - 1557 letture

In questo articolo si parla di attualità, Progetto Solidarietà

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