Il regista Marco Bellocchio all'Arena Gabbiano, 'Rispettare sempre la libertà di coscienza degli altri'

regista italiano Marco Bellocchio 2' di lettura Senigallia 26/07/2013 - All'Arena Gabbiano di Senigallia grande partecipazione di pubblico per la serata con il regista Marco Bellocchio. Il produttore cinematografico, tra i più importanti del panorama italiano, venerdi sera ha presenziato insieme a Beppino Englaro alla proiezione del suo ultimo lavoro 'Bella Addormentata'.

Il film, che tratta in maniera libera le storie di alcuni personaggi coinvolti nel tema dell'eutanasia durante gli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro, è una sorta di mosaico con più riflessi dell'umanità. “Bella Addormentata non è un film su Eluana- tiene a precisare il regista Marco Bellocchio- La pellicola è ambientata nel febbraio del 2009, in corrispondenza con gli ultimi giorni di vita assistita della Englaro che fa da sfondo alle diverse storie che si intrecciano nel film ma sono storie inventate sul tema dell'accanimento terapeutico più che sull'eutanasia”.

Un dramma quello di Eluana che ha diviso e coinvolto l'intero Paese, Bellocchio compreso. “Ho seguito la vicenda come tutti, da cittadino, e la corsa da parte del governo per bloccare la sentenza che permetteva che si staccassero le macchine che tenevano artificialmente in vita Eluana. Ho condiviso la scelta di Beppino ma non avevo pensato a farci un film- spiega- Col tempo sono emerse delle immagini che hanno dato vita alle storie del film e quindi ho deciso di tentare”.

La pellicola, tra le tante che hanno fatto di Marco Bellocchio uno dei più importanti registi italiani, a partire da “I pugni in tasca”, espressione della rivolta del sessantotto, passando per “Nel nome del padre”, “Enrico IV”, dove diresse Marcello Mastroianni, “La condanna”, con il quale ha vinto l'Orso d'argento a Berlino, fino ad arrivare al recente “Vincere”, è nata infatti dopo 3 anni dalla morte di Eluana. “Lavorarci subito, il giorno della morte sarebbe stato un limite- continua- I tre anni passati mi hanno aiutato a non cadere da solo in una trappola ideologica e soprattutto a non farmi strumentalizzare dal fatto in sé. La volontà non era quella di fare un film a favore o contro la fine della vita ma di dare, attraverso i personaggi, l’immagine di tutto il Paese e di portare il pubblico al dibattito”.

Come accaduto venerdi sera all'Arena Gabbiano dove il regista ha affrontato sotto i vari punti di vista il tema della fine della vita, basato sul rispetto per la libertà di coscienza degli altri anche quando non se ne condividono o comprendono le convinzioni, al termine della proiezione del film con il pubblico presente all'Arena Gabbiano alla presenza di Beppino Englaro e del dottore Paolo Marchionni, medico-legale esperto di bioetica.






Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2013 alle 23:59 sul giornale del 27 luglio 2013 - 995 letture

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