Arcevia: la presidente Boldrini difende Monte Sant'Angelo

2' di lettura 06/05/2013 - Il Comitato Difesa Monte S. Angelo di Arcevia ha incontrato la Presidente della Camera Laura Boldrini, in occasione della visita ufficiale, alla quale ha consegnato un breve memorandum sull’annosa vertenza contro il Piano Cave provinciale che vorrebbe distruggere il più importante luogo della Resistenza della nostra Regione.

L’Associazione Italia Nostra e il Comitato Difesa Monte Sant’Angelo sono stati già vittoriosi presso il TAR Marche ed il Consiglio di Stato, con il sostegno anche dell’A.N.P.I.. Malgrado ciò l’Amministrazione provinciale è ostinatamente attaccata alle vecchie posizioni riproponendo gli stessi programmi. La Presidente ha propugnato l’importanza simbolica e concreta del Monte Sant’Angelo di Arcevia, deprecando l’ipotesi di farne un bacino estrattivo, un centro di cave impattanti e snaturanti la sacralità di un luogo che merita piuttosto silenzio, rispetto, integrità.

Il Comitato Difesa Monte S. Angelo si felicita di questa convergenza di idee con l’ on. Laura Boldrini sul futuro del Monte e chiede che vi sia istituito un Parco volto a tutela della memoria storica dei tragici fatti della Lotta di Liberazione nonché le altre sue numerose valenze storico-archeologiche, paesaggistiche ed ambientali. La visita ufficiale, in occasione della commemorazione dell’Eccidio di Monte S. Angelo e di Montefortino, è stata molto gradita dall’affollata Piazza Garibaldi. L’ on. Boldrini ha ricordato la difesa dei principi democratici all’antifascismo ed ha sottolineato che affrontare l’emergenza lavoro significa oggi al tempo stesso costruire un baluardo contro ogni deriva autoritarista oltre ad operare un improrogabile atto di giustizia sociale.

Ha richiamato dei punti fermi di grande significato per il nostro territorio ricordando con Calamandrei le radici della nostra Costituzione, nata con la Resistenza, con il sacrificio di tanti che hanno dato la vita per un futuro di libertà e di democrazia. Ha affermato che la Costituzione è nata anche ad Arcevia, dal sacrificio di così tanti ragazzi, uomini, donne, e una bambina inerme di 6 anni.


da Comitato Difesa Monte Sant\'Angelo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2013 alle 08:39 sul giornale del 07 maggio 2013 - 5229 letture

In questo articolo si parla di arcevia, attualità, comitato difesa monte sant'angelo, senigallia e piace a eneabartolini robucci

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Il presidente della camera ha solo commesso un piccolo errore sull'ammontare dei morti durante l'eccidio: non sono affatto più di settanta.

Il suo discorso è stato interessante, anche se, in realtà, considerando l'occasione, il discorso più pertinente è stato quello del presidente anpi di arcevia.

Evidentemente, dopo la boldrini, gran parte dei "cittadini" e dei giornalisti se la sono squagliata per poter apprezzare le parole di verdini.

Il che, francamente, rientra ampiamente nelle abitudini dell'italiano medio.

p.s.:
I miei nonni materni erano di caudino e hanno ospitato, la sera prima della strage, la piccola palmina.

A parte questo, ritengo che le proteste contro la casagrande (che ha avuto un sobbalzo come la amati ai fischi) fossero non necessarie in un contesto come questo.

Esse (le proteste) hanno teso a rendere una commemorazione di una tragedia uno spettacolo politico di bassa lega.

Solo una modesta opinione, naturalmente.

Ero tra quelli che hanno contestato la Casagrande.
Anche a me, come poi a te, m’ era sorto il timore di “rovinare” la sacralità tanto viva quanto grande della commemorazione di chi ha versato il sangue per sconfiggere la dittatura nazifascista. Quando poi ho saputo dell’ approvazione di una signora il quale padre fu fucilato dai nazifascististi e di quella di alcuni rappresentanti delle sezioni ANPI presenti, che addirittura non erano ancora a conoscenza del probabile futuro riservato al Monte, il “timore” iniziale m’è svanito del tutto.
Tra i relatori, il Coordinatore culturale dell’ Istituto Cervi evocò il ricordo del condannato a morte che prima di morire lanciò una scarpa al plotone di esecuzione, invitando noi tutti ad essere pronti al “lancio della scarpa” ogniqualvolta ci sia un sopruso.
Ecco, credo che la protesta improvvisata contro il Commissario della Provincia non sia stata che un innocuo “lancio di una scarpa” verso chi rappresentava, da un lato, chi sta sordamente devastando il luogo sacro e, dall’ altro, l’ istituzione che depone la corona proprio ai caduti di quel luogo sacro. Non si possono tenere due piedi nella stessa scarpa.
Non mi ritengo per cui responsabile, insieme agli altri che da anni faticano spendendo il proprio tempo e il proprio denaro, se dell’ evento hai percepito soltanto uno spettacolo politico di bassa lega.
Ti formulo le mie personali scuse anche se mi rimane la convinzione che i Partigiani avrebbero comunque approvato la nostra protesta.

Chi ci governa è ora che capisca. Non tutto il popolo è sempre pronto a sopportare passivamente.

Chi rovinava la commemorazione era la Casagrande, fautrice della distruzione del Monte e di quello che rappresenta, che si è permessa di posare una corona sul Monumento ai Caduti. Chi rovinava la commemorazione erano sul palco, politici che hanno fatto folgoranti carriere nel nome di Monte S. Angelo ed ora tradendolo.
Anch'io ho avuto partigiani vittime in famiglia che sicuramente volevano un' Italia migliore.

Rainero di Sterleto

marco guidarelli

07 maggio, 22:55
E'vero quello che dite, e'un luogo sacro ed e' giusto ricordare i tanti giovani del 1945 caduti per la liberta,ma che lavoro e futuro possiamo dare ai giovani del 2013 senza un lavoro? Non dimentichiamoci che la cava dava pane quotidiano a diverse famiglie.

caro marco, non è vero che le cave portano lavoro. Nessun comune le vuole. Voglione rifilarci un bidone. Soltanto ad Arcevia i politici fanno credere che portano sviluppo. Il nostro sviluppo è nella bellezza del nostro territorio, nei prodotti, nella nostra storia importante. Negli ultimi anni sono nate una cinquantina di attività ricettive, agrituristiche che sono la nostra industria. Nessun comune ha avuto questa fortuna che sarebbe rovinata dalle cave. Nessuno lo dice perchè ci sono giganteschi interessi dietro che non coincidono con i tuoi.

Rainero di Sterleto




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