Interruzione delle merende all'asilo, Schiavoni: 'Bisogna capire il contesto in cui è maturata la decisione'

stefano schiavoni 2' di lettura Senigallia 16/03/2013 - La decisione di interrompere la distribuzione delle merende nelle scuole dell’infanzia dal prossimo mese di aprile non può essere compresa se non viene inserita nel contesto in cui è maturata.

La difficilissima situazione economica e finanziaria del nostro Paese ha imposto ai Comuni severe misure di contenimento della spesa pubblica.
Il Comune di Senigallia, come annunciato in diverse occasioni pubbliche, si trova costretto a operare in esercizio provvisorio stante il Bilancio previsionale2013 in fase di redazione.

Tutti i settori dell’Amministrazione Comunale, nessuno escluso, sono interessati da questa operazione di contenimento della spesa per poter arrivare alla definizione del Bilancio 2013 nei tempi stabiliti dalla legge, pur mantenendo tutta l’attenzione dovuta per l’area dei servizi alla persona e di supporto all’istruzione pubblica.
Nell’ambito del servizio di refezione scolastica, non potendo disporre delle stesse risorse degli scorsi anni, abbiamo avviato un’approfondita analisi per valutare le possibili soluzioni di carattere organizzativo che consentissero una riduzione della spesa e un efficientamento ulteriore del servizio.

In questo servizio non sono assolutamente possibili operazioni di semplice riduzione quantitativa perché comporterebbero l’ingiustificata e arbitraria esclusione di parte della platea dei fruitori.
D’altro canto riteniamo di non poter intervenire sul fronte delle entrate, aumentando le tariffe, considerato che le famiglie sono già molto provate dalla crisi economica in corso.
L’unica possibilità che avevamo era quella di intervenire in un servizio che fino ad oggi ci ha posto all’avanguardia nel settore della ristorazione scolastica e ci ha permesso di ottenere un importante riconoscimento di qualità da parte dell’Istituto Mediterraneo di Certificazione.

Abbiamo così preso in considerazione la sospensione del biologico (ritornando agli alimenti convenzionali) e delle merende distribuite nella scuola dell’infanzia che insieme comporterebbero una riduzione della spesa annua di circa 120.000,00 euro.
Abbiamo tuttavia continuato a lavorare per cercare di evitare l’interruzione del biologico che a nostro avviso rappresentava un grave arretramento del servizio dopo anni di impegno e di investimento finanziario.

Dopo un attento esame del sistema organizzativo e in collaborazione con il fornitore del servizio, siamo riusciti a scongiurare fino alla fine dell’anno scolastico la soppressione del biologico.
Per il nuovo anno scolastico stiamo valutando ulteriori ipotesi che permettano di lasciare sostanzialmente inalterate le caratteristiche di pregio del nostro servizio.
Dovendo scegliere, abbiamo ritenuto di salvaguardare la qualità dei cibi che offriamo ai nostri bambini rispetto al mantenimento delle merende che rappresentano una consuetudine, e non certo un obbligo, nel solo segmento della scuola dell’infanzia.

Pur comprendendo che chiediamo un piccolo sacrificio alle famiglie, siamo convinti che, rispetto al momento difficile che stiamo tutti vivendo e agli scenari da cui siamo partiti, l’interruzione della distribuzione delle merende nelle scuole sia la scelta meno dolorosa e impattante per tutti.


da Stefano Schiavoni
assessore cultura e istruzione




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-03-2013 alle 00:17 sul giornale del 16 marzo 2013 - 3964 letture

In questo articolo si parla di politica, stefano schiavoni

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dopo "un attento esame..."bla..bla.. abbiamo deciso di togliere le merendine. Ebbene l'assessore ci ha spiegato, autocelebrandosi, (del resto anche l'ineffabile Volpini è uso ad autocelebrarsi e a riempirci di chiacchiere, vuote) che i soldi scarseggiano e che non c'è trippa per i gatti. Naturalmente la colpa è del governo. Mai che costoro facciano un mea culpa. Le parcelle d'oro dei consulenti non se le ricordano, i grassi emolumenti dei dirigenti e via così.
saluti

Un bellissimo articolo, infarcito per bene di demagogia e stupidaggini varie. Solo una cosa rimane certa: a pagare gli sprechi e le inefficienze saranno i bambini e le famiglie. Solo una parola: VERGOGNA assessore.

Già mi aspetto, però, una rettifica della decisione, messa per bene in un altro articolo in cui si elencheranno tutte le strategie attuate per evitare questo taglio, e in cui si evidenzierà come gli amministratori saranno stati capaci di impedire questa cosa nonostante tutti i tagli del governo nazionale (che tra l'altro ancora non c'è).

E non verranno assolutamente menzionati tutti gli sprechi (fuochi d'artificio a peso d'oro ecc.) che continueranno come prima e più di prima.

Roberto

16 marzo, 18:12
Non ho parole, la loro inefficienza la devono pagare le famiglie (che già pagano il buono pasto di 5,00 euro) e sopratutto i bambini.... Se non sate amministrare andate a fare altro.. Gli sprechi sono altri, auto blu, fuochi d'artificio, contributi per le feste ecc.... VERGOGNATEVI

elisa bellucci

16 marzo, 18:06
assessore si vergogni. Fate pagare i buoni pasto 5,00€. Alla mensa dell'università costa così un pasto. E il mega-investimento della cucina Pascoli per accentrare il servizio, chiudendo tutte le cucine nelle materne della città... per risparmiare, per ottimizzare i costi. Bel risultato! Complimenti! Chiudere strutture già funzionanti e a norma per una "mega struttura" centralizzata... e questo è il risultato?? Quanto ci è costata ??
La avverto che i genitori non cederanno sul biologico. Le "merendine" ce le avete tolte alla "chetichella" e non avete neanche fornito un'alternativa o una soluzione valida... Il biologico certificato è indice di qualità. Altrimenti come facciamo a sapere cosa rifilate ai bambini? Se le "orsoline" rifilavano ai bambini il "Pangasio" del vietnam, uno dei pesci e dei paesi più "inquinati" del mondo...
Sul costo si può cercare un'altro fornitore... o c'è qualche vincolo di parentela che ci obbliga .... Faccio notare che con il sistema dei buoni pasto lo spreco è 0. I pasti escono contati dalla cucina. N°dei bimbi=N° dei pasti... dobbiamo andare a verificare quanto viene acquistato? ed eventualmente dove va a finire???
Non sottovalutate i genitori solo perchè le famiglie hanno "bisogno" del servizio mensa... sappiamo proteggere i nostri figli.

Un bellissimo esercizio di stile da perte di un'amministrazione sempre attenta ai problemi dei cittadini , dove due anni fa aumenta i buoni pasto da 3.80€ a 5.00€ e adesso in nome di imprescindibili problemi di bilancio taglia merende alle materne e biologico a tutti.
SE LA MERENDA FINISCE PER I NOSTRI FIGLI LA RICREAZIONE FINIRA' ANCHE PER VOI PRIMA O POI (ELEZIONI POLITICHE DOCET)

Ramona Belardinelli

16 marzo, 21:33
Penso che Un solo grosso "MI FATE SCHIFO" che a questo punto mi sembra si sia trasformato in un gigante "CI FATE SCHIFO" possa bastare per farvi capire che in questo taglio state sbagliando..... Vi siete fatti i bei giardinetti per gli appuntamenti delle Badanti di tutta la città???? La rotonda sta a posto...??? il piazzale della libertà anche ?????? Summer Jamboree confermato????? Cater raduno anche?????i fuochi ci saranno quest'anno vero????
Che cazzo ve ne frega a voi se i Nostri bambini la merenda non la possono più avere.....Un genitore arrabbiato, anzi proprio incazzato ( per dirla alla francese) potrebbe smuovere il mondo.......FIGURATEVI SE AL POSTO DI UNO I GENITORI SONO 1000.... passo e chiudo.... spero sia chiaro il mio messaggio

dalla collina

17 marzo, 10:49
cari genitori difensori del biologico , attenzione il costo è elevato, ma tanto elevato in rapporto alla qualità ..............

Una volta non c'era tutto questo biologico, e la gente viveva ugualmente: bastava tenere BENE d'occhio la provenienza e le scadenze.
Preferirei tagliare il biologico, piuttosto che rinunciare a merende o altro.
Certo, preferirei comunque che NULLA venisse tolto, e che i tagli si riuscissero a fare altrove: io però non so dove.
Però non ricordo di avere mai avuto merende alle elementari, al massimo mi portavo qualcosa da casa o mi facevo fare un panino da un alimentari per strada: ancora lo fanno.




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