Sindacati della sanità: la riforma riduce i servizi, la sicurezza e non incide sugli sprechi

Sindacati 2' di lettura Senigallia 12/02/2013 - La sanità regionale ospedaliera e territoriale sta rapidamente peggiorando negli aspetti qualitativi e quantitativi.

I tagli imposti dagli ultimi interventi dei governi Berlusconi e Monti hanno ridotto il Fondo Sanitario Nazionale di circa 30 miliardi. Tale riduzione per la Regione Marche nel periodo 2011-2014 si traduce in un taglio della spesa corrente di circa 600.000 euro.

In questo quadro gli interventi del livello politico regionale e dell’Asur sono generici e soprattutto non condivisi con le Organizzazioni Sindacali e con i Sindaci dei comuni dell’Area Vasta 2.

Il persistere dell’errore strutturale della Giunta Regionale di mantenere in capo all’Azienda Unica Regionale (Asur) il governo sanitario peggiora il quadro complessivo per l’effetto di centralizzazione e burocratizzazione del sistema. Risultano assurdi anche i costi di struttura dell’Asur, compresi i 300.000 euro di consulenze affidate anche nel 2013.

La modalità di riconversione delle strutture ospedaliere al di sotto di 70 posti letto che per il territorio dell’Area Vasta 2 significa trasformare gli ospedali di Sassoferrato, Cingoli, Chiaravalle e Loreto non ci convince in assenza di un piano complessivo concordato e temporizzato. Tenuto anche conto che in questo momento tali strutture erogano comunque un fondamentale servizio di “filtro”.

Sulle strutture ospedaliere rimanenti, Senigallia, Jesi e Fabriano la Regione ipotizza un loro utilizzo mettendoli in rete. Questo concretamente significa ridurre le unità operative complesse e semplici distribuendole su tutto il territorio provinciale costringendo i cittadini ad una mobilità straordinaria su tutto il territorio senza parlare delle conseguenze sugli operatori sanitari.

L’Ospedale di Osimo dovrebbe trovare una soluzione con il suo superamento attraverso la confluenza nel progetto di nuova struttura ospedaliera all’Aspio insieme all’Inrca. Ipotesi che attualmente rimane a livello di semplice fantasia.

La situazione dell’assitenza risulta particolarmente peggiorata a causa della continua riduzione degli operatori in particolare attraverso la cessazione dei rapporti di lavoro precario che hanno portato ad un saldo negativo di oltre 150 operatori solo a cavallo della fine del 2012, con un salto dei riposi e impossibilità a fruire delle ferie da parte del personale in servizio.

Allo stesso tempo risulta particolarmente pesante la riduzione dei materiali per l’attività di assistenza nei reparti ospedalieri e nei distretti, così come risulta ridotta l’attività di manutenzione e messa in sicurezza delle strutture.

Questa situazione è peggiorata dal mancato coinvolgimento e confronto delle organizzazioni sindacali e della Rsu dell’Area Vasta nella progettazione della trasformazione dei servizi, e da una lotta agli sprechi mai veramente perseguita.

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU chiedono un immediato confronto su tutti i piani di riorganizzazione che sappiamo essere in corso ma dei quali non viene data alcuna notizia contrariamente a quanto sempre promesso ai tavoli negoziali.


da organizzazioni sindacali di categoria e la rsu di area vasta 2





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-02-2013 alle 19:06 sul giornale del 13 febbraio 2013 - 621 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, sindacati, rsu, Area vasta 2

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/JmW